giovedì 19 novembre 2020

Tar del Lazio: "La classificazione, ad rischio ‘alto’, della regione non è dipesa da valutazioni discrezionali del Ministero ma dall’applicazione di parametri, da cui si desumeva la presenza nella Regione di criticità dei servizi sanitari territoriali". Il governo prende tempo sulla nomina del commissario ad acta

 


“L’applicazione alla delle misure contenitive, di cui all’art. 3 del Decreto del presidente del consiglio, risulta coerente con i dati forniti dalla Regione Calabria e appare il frutto dell’applicazione oggettiva di parametri predeterminati”.

Il Tar del Lazio, in sede collegiale cautelare, si è espresso, riguardo la zona rossa e ha confermato “la legittimità della decisione di inserire la Calabria tra le ‘zone rosse’ italiane”. Rispondendo alle richieste di sospensione cautelare del provvedimento governativo, avanzate dalla Regione, i giudici hanno ritenuto che il ricorso non presenta “sufficienti elementi di favorevole apprezzamento, alla stregua di una serie di specifiche considerazioni.

Appaiono sussistere i presupposti per l’applicazione, alla Regione Calabria, delle misure restrittive in ragione della presenza di un indice Rt superiore a 1,5 e con livello di rischio alto. La classificazione, ad rischio ‘alto’, della regione – spiegano i giudici amministrativi - non è dipesa da valutazioni discrezionali del Ministero ma dall’applicazione di parametri predefiniti, e in particolare di quelli da cui si desumeva la presenza nella Regione di criticità dei servizi sanitari territoriali.

La domanda cautelare proposta è, anche, sfornita del prescritto requisito del pregiudizio di un danno grave e irreparabile, tenuto conto che l’ordinanza impugnata cesserà di produrre i suoi effetti il prossimo 21 novembre“.

Intanto, da quanto si è appreso, il governo si è preso qualche altro giorno per decidere sulla nomina del nuovo commissario ad acta.

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