venerdì 25 marzo 2022

Un abbraccio lungo una vita. Un affetto che travalica i confini. Un solo humus: "Essere carabinieri sempre"!

 

Quella divisa cucita addosso. Un attaccamento alla Patria che porta con se umiltà, dedizione, professionalità, senso dello Stato. La fiamma della Benemerità che arde nel cuore, nell’anima, nel quotidiano di ognuno.

È racchiusa in questi valori l’opera di sette carabinieri che hanno dato il loro essere all’Arma.

Un attaccamento a valori e virtù, insito in chi ha fatto del proprio lavoro una ragione di vita. Una famiglia fatta di uomini, donne, bambini che hanno condiviso, insieme, momenti di vita vissuta, alternando alla loro opera il bene altrui. Giorni, mesi, anni che hanno forgiato l’anima.

Una vita intera a combattere il crimine, avendo bene a mente la serenità della popolazione. Una missione il cui unico obiettivo era quello di dare conforto ai più nei momenti di difficoltà, esprimere generosità verso i più deboli ed essere inflessibili verso coloro i quali commettevano reati. A tal riguardo, quante storie ci sarebbero da raccontare, quanti aneddoti da ricordare come, quando da piccoli ci prendevano in braccio per portarci a letto, si prodigavano per portarci a scuola, vegliavano su di noi con discrezione e affetto. Angeli in divisa……..


Conte, Barbuto, Lo Sciuto, Vommaro, Di Tommaso, Targa, si sono ritrovati, nei giorni scorsi, in un convivio insieme al il mio papà. Il loro comandante, confidente, fratello maggiore, uomo d’altri tempi.

Hanno ripercorso gli anni vissuti in simbiosi. Uniti come fratelli. Bastava uno sguardo, una sola parola per capire quale era il loro compito. Non esisteva distinzione tra loro. Erano tutti ‘Pari grado’.

Non è facile, per chi scrive, esternare tutta l’emozione, provata nel vedere tutti loro dopo anni. L’infanzia, l’adolescenza, trascorsa insieme a Carabinieri che hanno protetto il mio cammino di vita. Hanno avuto il merito, e lo hanno tutt’ora, di avermi insegnato il bene, a vivere e prosperare nella legalità e nel rispetto delle leggi.

Vederli insieme è stata un’emozione grande. Il cuore batteva all’impazzata. Erano tutti felici di rivedersi. Gioiosi di raccontarsi. 

Hanno ripercorso, uniti, le vie di quel borgo meraviglioso che è Diamante, dove hanno fatto servizio, così come Scalea. Lì sono riemersi i ricordi. Gli occhi lucidi dell’anima che riemerge. La consapevolezza di aver fatto sempre il proprio dovere.

Reimmergersi nel passato per far rifiorire il futuro. Questa è famiglia. La mia famiglia. L’arma dei carabinieri.

Ad maiora semper ragazzi!

lunedì 21 marzo 2022

"....E' il mio cuore il paese più straziato...."

 


 “Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro

Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto

Ma nel cuore nessuna croce manca

È il mio cuore il paese più straziato”.

Leggendo la poesia di Giuseppe Ungaretti ‘San Martino del Carso’ mi sovviene un balzo nell’anima, pensando alla distruzione delle città ucraine. Mariupol, Cherson, Kharkiv, Kiev, Odessa e tante altre, atterrite dal bagliore di missili, bombe che accerchiano il cielo e la terra in un ammasso di terrore.

Sono passati 26 lunghi giorni. Il mondo sta cambiando. Tutte le dinamiche hanno preso una piega diversa. L’emozione ha preso il sopravvento. I sentimenti sono cambiati in ognuno di noi.

È vero. “È il mio cuore il paese più straziato”, parafrasando Ungaretti. I battiti sono fiochi. L’anima è lacerata, come brandelli di neve al sole. Gli occhi di ognuno versano lacrime, cercando una motivazione a tanta disumanità.

Non c’è un perché a tutto ciò. Non c’è un senso a questa vita che cambia in maniera repentina e travolge qualunque cosa si trovi davanti. Non esiste alcuna spiegazione, almeno io non riesco a darmela. Vedo le immagini che scorrono in tv, leggo fiumi di inchiostro, ascolto voci discordanti, percepisco sentimenti che vanno dallo sconforto più assoluto alla speranza che tutta questa barbarie cessi di esistere.

Intanto i combattimenti continuano, i morti si contano a centinaia. Uomini, donne, bambini. Fotogrammi strazianti che lacerano l’anima. Accadimenti che abbiamo studiato sui libri di storia e che ci siamo ritrovati a vivere nel 2022. Sembra un film dell’orrore. Ora dopo ora, si materializza davanti a tutti noi uno scenario sempre più devastante.

L’unica consolazione è la consapevolezza che qualcosa ancora si può fare. Si deve fare. Gli occhi di quei bimbi scappati dall’inferno non possono lasciarci impietriti. L’amore verso il prossimo, quel sentimento puro che il nostro cuore sa donare, deve spingere tutti noi a fare di più. A proteggerli, a donare loro quella serenità perduta. 

Lo dobbiamo a noi stessi. Solo così riusciremo ad essere un popolo giusto tra i giusti.

Maria Cristina Saullo

domenica 13 marzo 2022

Conflitto in Ucraina: Al via la campagna mondiale 'Water For Peace'

 

Non è semplice descrivere lo stato d’animo di chi in questo momento storico crede che un piccolo gesto d’amore possa scatenare cose mai viste. Si può credere e fare del bene incondizionatamente a chi vive nel terrore. È  questo il senso della vita. È questa la via da intraprendere per aiutare il prossimo, con profondo amore e senza alcun interesse se non quello della Pace.

Tutto concorre al bene. Qualunque cosa vedano, sentano i nostri sensi c’è sempre la luce in fondo al tunnel tetro che stiamo vivendo da settimane.

Il conflitto in Ucraina, sta smuovendo i cuori, l’anima, le coscienze di tutti. In un abbraccio solidale, l’Italia, il mondo intero, si stanno mobilitando per accogliere, sostenere un popolo che fa parte della famiglia europea. Uomini donne e bambini che stanno scappando da una guerra senza un perché. In tutti gli emisferi un coro unanime di sostegno, abbraccio solidale, mobilitazione per aiutare chi è in difficoltà. 

Il simbolo è quel ‘Pellicano’ che vola sempre in alto. Con le sue ali possenti, dispensa amore, serenità, gioia, sorrisi a chi soffre, a chi patisce le pene più aspre. 

Il Gran Maestro Internazionale dei Cavalieri Templari della Pietà del Pellicano, Principe Nino Aloi, sta coordinando, in questi giorni, una serie costante di interventi umanitari in aiuto alle popolazioni indifese dell’Ucraina.

Dopo la raccolta di vestiario e viveri, veicolata attraverso la Chiesa Ortodossa, è stata indetta una campagna mondiale Water for Peace che ha interessato i Priorati Templari del Minnesota, della Georgia e degli altri Stati americani,  in collaborazione con l’Ordine di San Giorgio.

In queste ore, un convoglio aereo di medicine, acqua potabile e viveri viene trasportato in Ucraina per aiutare i rifugiati negli scenari dilaniati dalla guerra. 



“Attraverso il gruppo Studabacher e con il prezioso aiuto della sorella, Nina Maria Diaconescu, delegata della Pietà in Romania per gli interventi a Odessa, e con la supervisione di Larry Lang, Priore designato degli States dell’Ordine, - affermano - diamo il nostro contributo ai cristiani in difficoltà in quella martoriata terra.

Venerdì prossimo, a Parigi, gli Ordini Templari confederati pregheranno sulla Senna per la Pace posando sul fiume, in segno di lutto, rose rosse per i martiri innocenti della guerra ingiusta .Per la Pace coi fatti e con la preghiera .

NON NOBIS DOMINE

Operare per i più bisognosi. Dedizione di chi ha a cuore il bene

  Impegnarsi, quotidianamente, per i poveri e i piccoli. È questo l’insegnamento che ogni buon cristiano è chiamato ad assolvere. Domenica...