sabato 30 gennaio 2021

Crisi di governo. Consultazioni alla Camera. Fornaro (Leu): "Abbiamo ribadito il leale sostegno per una ripartenza con un governo, presieduto da Giuseppe Conte"

 

“Lealtà e soluzioni condivise. Queste le parole chiave di Liberi e Uguali.

La delegazione è stata ricevuta a Montecitorio dal Presidente, Roberto Fico,

"Non è accettabile che ci sia una parte che ha diritti e doveri, che si muove con responsabilità, e altri solo diritti ha affermato il capogruppo di Leu alla Camera, Federico Fornaro, al termine delle consultazioni con Fico -.

In una coalizione si sta in spirito leale e nella ricerca di soluzioni condivise.

Abbiamo ribadito il leale sostegno per una ripartenza con un governo, presieduto da Giuseppe Conte – ha asserito Fornaro -. Non abbiamo posto veti ma chiediamo che anche le altre forze politiche si comportino di conseguenza.

Siamo disponibili a dare un contributo leale e costruttivo di idee, affinché questo governo sappia affrontare e vincere tre sfide che abbiamo davanti: la rivoluzione digitale, la rivoluzione ambientale e più giustizia sociale.

Il Programma di fine legislatura è incentrato sul Recovery, ma ci sono anche questioni di merito, per difendere cittadini e imprese da una crisi sanitaria e economica".

 

Crisi di governo. Consultazioni a Montecitorio. Il presidente Fico ha ricevuto la delegazione di Italia Viva. Renzi: "Siamo pronti a lavorare con disciplina, onore e lealtà.Vogliamo un governo politico ma non a tutti i costi”.


 La delegazione di Italia viva con Matteo Renzi è stata ricevuta a Montecitorio per le consultazioni con il presidente della Camera Roberto Fico.

"Preferiamo un governo politico rispetto ad uno istituzionale. Vogliamo un governo politico ma non a tutti i costi”.

Non usa mezzi termini il leader di Iv, al termine del colloquio con la terza carica dello Stato.

Mentre Zingaretti e Crimi hanno fatto il nome di Conte come unico possibile primo ministro, Matteo Renzi si è defilato.

“Ho sempre detto che i nomi arrivano dopo – ha spiegato -. Il dibattito è sui contenuti ed è il metodo che giustamente sta portando avanti il presidente Fico. Non abbiamo discusso di nomi che sono importanti, ma arrivano alla fine"

L'Incarico esplorativo, affidato al presidente Fico – ha detto Renzi - permette alla maggioranza uscente un confronto sui contenuti. Non è una discussione tra singole forze, ma sul futuro del paese. Su come spendere i 209 miliardi del Recovery Fund e come affrontare la prima emergenza, la vaccinazione.

Non servono interventi stravaganti sui vaccini. Non servono "primule", come non servivano i banchi a rotelle. Serve un investimento sanitario all'altezza.

Non è un crisi che nasce dalle antipatie, ma dalle risposte ai cittadini – ha affermato Renzi -. Siamo disposti a fare la nostra parte su un documento scritto.

Non servono riunioni notturne fino all'alba o emendamenti di notte, ma un metodo condiviso.

La Costituzione parla di disciplina e onore. Oggi, è comparsa un'altra parola, la lealtà. Per noi la lealtà è dire nelle riunioni private quello che si dice in pubblico.

Noi lo siamo. Da mesi chiediamo di parlare di contenuti. Siamo pronti a lavorare con disciplina, onore e lealtà.

Per noi è importante non spendere male i soldi del Recovery Fund e siamo disponibili a fare tutti gli sforzi per arrivare a un punto di caduta nell'interesse degli Italiani e non dei partiti che hanno visto emergere i contrasti.

I soldi del Recovery richiedono una chiarezza di intenti sulle riforme necessarie – ha ribadito Renzi -. Non è un problema di quale ministero dare a Italia Viva.

Quello che è fondamentale oggi è come spendere questi soldi: nei posti di lavoro, non in sussidi, nella ricerca, non nel day by day.

Faccio l'esempio del cashback. Per noi serve molto più un investimento sulla digitalizzazione vera. Questo è pensare alla prossima generazione".

Crisi di governo. Consultazioni alla Camera. Il segretario Dem, Nicola Zingaretti: "Costruire un programma di legislatura"

 

È finito da pochi minuti il colloquio tra il Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, e la delegazione del Partito democratico.

“L’obiettivo di costruire un programma di legislatura – ha affermato il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti - deve essere in assoluta sintonia con la voglia degli italiani di guardare al futuro con fiducia.

Quello che dobbiamo far prevalere è il bene comune del Paese e, in questo momento, ciò coincide con la necessità di avere un governo e un programma di fine legislatura.

l Pd è impegnato, con grande determinazione – ha continuato Zingaretti - alla scrittura di un programma di fine legislatura, sostenendo Conte nel mandato, partendo dalle forze che hanno votato l'ultima fiducia per un lavoro collegiale.

Chiediamo a tutte le forze politiche di stare in questo confronto con volontà e spirito costruttivo, indispensabili per ottenere i risultati.

C'è la necessità di fare in fretta e dare certezza e sicurezza al Paese. Pensiamo che sia possibile farlo - ha detto Zingaretti -. Ci sono le condizioni per farlo e il Pd farà di tutto per raggiungere questo obiettivo.

Vediamo l'occasione del patto di legislatura come un'occasione non per tornare all'Italia pre-pandemia ma per ricostruire questo Paese. 

Noi faremo di tutto per essere leali e coerenti con questo obiettivo, ci permettiamo di afre un appello affinché tutti lo siano perché a questo punto non si può davvero sbagliare".

Il segretario Dem, al termine del colloquio con il presidente della Camera, ha indicato le riforme che il Pd propone agli alleati per il programma di fine legislatura. 

"Chiusura e attuazione dello Sure e del Recovery Plan"; 

riforma fiscale all'insegna della selettività e della semplificazione; 

riforma della giustizia che coniughi garanzie costituzionali e tempi del processo; 

pacchetto di riforme istituzionali di stampo proporzionale su cui già c'era stata ampia convergenza; 

riforme legate alle politiche attive del lavoro; 

riforme sociali, dalla ricostruzione di un modello sanitario, alla scuola, la ricerca e l'università;

tema del commercio, del turismo e del terziario, settori duramente colpiti dalla pandemia".


Crisi di governo. Consultazioni a Montecitorio. Il presidente Fico, ha incontrato la delegazione del M5S. Crimi: "La scelta di Conte come guida dell'esecutivo è indiscutibile, così come il no al Mes"

 

Sono iniziate a Montecitorio le consultazioni del presidente della Camera, Roberto Fico, con le delegazioni di maggioranza.

Ad incontrare la terza carica dello Stato per primi sono stati gli esponenti del Movimento 5 Stelle.

“Nell’ambito dell’incontro con il presidente Fico – ha dichiarato il capo politico del M5S, Vito Crimi - abbiamo posto l'esigenza che si lavori a un cronoprogramma dettagliato in temi e tempi, che dia comunicazione certa del lavoro che il governo dovrà fare e che dovrà essere, solennemente, sottoscritto da tutte le forze che parteciperanno al governo.

La scelta di Conte come guida del governo è indiscutibile – ha continuato Crimi - e frutto di sintesi ed equilibrio tra le forze di maggioranza. E su quella sulla quale si può costruire un grande lavoro.

 È necessario dare una risposta in tempi rapidi, efficace e determinata. Sul tema dei ristori e del sostegno alle imprese deve esserci un netto lavoro di prosecuzione e miglioramento del percorso già fatto. Su questo siamo disposti a lavorare.

Siamo pronti ad affrontare questa sfida con tutte le forze che hanno composto la maggioranza questo anno e mezzo – ha ribadito l’esponente pentastellato - per dare al Paese un governo nel più breve tempo possibile, che è quello di cui abbiamo bisogno".

Immaginiamo altri incontri anche con altre forze politiche. Ci sono da portare a termine le riforme istituzionali, la cornice attorno al taglio dei parlamentari, che dovevano essere realizzate a che hanno avuto uno stop.

Abbiamo chiesto che siano accantonati alcune temi, strumentali e divisi, penso al Mes, e prendere atto che non c'è una maggioranza" che lo appoggia e quindi che venga tolto dall'agenda e ci si concentri sulle questioni che hanno un sentire comune e siano più importanti.

Abbiamo proposto di partire dall'agenda 2021- 23 cioè quel lavoro sul programma, iniziato dopo il vertice del 5 novembre, a cui avevano partecipato tutte le forze politiche.

Uno dei tavoli era sulle proposte per il periodo post pandemico. Furono coinvolte tutte le forze ed era in stato avanzato. Possiamo partire da quello, declinando poi in quale direzione si può andare, tenendo conto che il governo ha 24 mesi di lavoro sino a fine legislatura".

Crisi di governo. Calendario consultazioni a Montecitorio

 

Primo giro di consultazioni per il presidente della Camera Roberto Fico oggi pomeriggio, a partire dalle ore 16:00.

Dopo il mandato esplorativo ricevuto ieri dal presidente della Repubblica Mattarella per la risoluzione della crisi di governo, Fico inizierà il primo giro di colloqui con il Movimento 5 Stelle.

Sabato 30 gennaio

Ore 16:00 – Gruppi Parlamentari "Movimento 5 Stelle" del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;

ore 17:20 – Gruppi Parlamentari "Partito Democratico" del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;

ore 18:40 – Gruppi Parlamentari "Italia Viva – PSI" del Senato della Repubblica e "Italia Viva" della Camera dei deputati;

ore 20:00 – Gruppo Parlamentare "Liberi e Uguali" della Camera dei deputati.

 Domenica 31 gennaio

Ore 10:00 – Gruppo parlamentare "Europeisti – MAIE – Centro Democratico" del Senato della Repubblica;

ore 11:20 – Gruppo Parlamentare "Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)" del Senato della Repubblica;

ore 12:40 – Gruppo Parlamentare Misto della Camera dei deputati limitatamente alle Componenti che fanno riferimento alla maggioranza: Centro Democratico- Italiani in Europa; Maie-Movimento associativo Italiani all'estero-Psi; Minoranze linguistiche;

ore 14:00 – Gruppo Parlamentare Misto del Senato della Repubblica limitatamente ai componenti che fanno riferimento alla maggioranza.

Crisi di governo. Carlo Calenda: "C'è bisogno di una maggioranza ''Ursula'' con Draghi premier"

 

"Noi di Azione abbiamo detto da tempo che l'unica cosa che può stare in piedi in questo momento è un governo ‘’Ursula’’. 

La Commissione Europea, viene sostenuta da Forza Italia, dal PD, dai liberali e dalla parte più menomata del Movimento 5 Stelle".

È quanto ha affermato il leader di Azione, Carlo Calenda, in un'intervista a RTL 102.5. "Serve un esecutivo di persone che abbiano forte esperienza amministrativa e gestionale – ha detto Calenda - perché oggi il problema è far accadere le cose.

Abbiamo, da sempre, proposto l'idea che si debba costituire un governo che riconosca i principi di fondo.

Che non sputi, ad esempio, in faccia all'Unione Europea, che quest'anno ci ha dato 250 miliardi di euro, e che sia guidato da una persona come Mario Draghi o da una persona con la stessa autorevolezza, con ministri che abbiano provato esperienza amministrativa e spero che si arrivi a questo".

Crisi di governo. Nel pomeriggio inizio consultazioni a Montecitorio

 

Alcuni giorni per capire se l'attuale maggioranza è in grado di esprimere e sostenere un nuovo esecutivo.

Il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, che ieri  ha ricevuto dal Capo dello Stato l'incarico di verificare la disponibilità dei partiti che sostenevano il precedente governo, oggi a Montecitorio inizierà gli incontri con M5s, Pd, Leu, Italia viva, Europeisti e Autonomie.

Un compito complesso, che Fico è chiamato a svolgere per la seconda volta in tre anni. Mattarella ha chiesto tempi rapidi per uscire dalla crisi.

"E' doveroso dar vita presto – ha affermato ieri il Capo dello Stato - ad un governo, con un adeguato sostegno parlamentare, per non lasciare il nostro Paese esposto agli eventi in questo momento così decisivo per la sua sorte".

Martedì pomeriggio, il presidente della Camera dei deputati, tornerà al Quirinale per riferire al presidente Mattarella l'esito della trattativa.

venerdì 29 gennaio 2021

Crisi di governo. Pd: "Sosteniamo lo sforzo del Capo dello Stato, Disponibili ad un governo Conte Ter". Ceccanti: "Europeismo collante tra le divisioni"

 

"Sosteniamo con fiducia e lealtà lo sforzo che il Presidente della Repubblica sta compiendo e le iniziative assunte per risolvere questa crisi che si conferma, così come avevamo paventato, grave ed ingiustificata”.

È quanto si legge in una nota stampa del Partito Democratico.  

“Ribadiamo la nostra disponibilità a sostenere un governo, guidato da Giuseppe Conte – si legge ancora nel comunicato Dem - con solida base politica e numerica, fondata sulla convergenza delle forze europeiste presenti in Parlamento, dando così vita ad una maggioranza più coesa e rafforzata".

Secondo il capogruppo del Pd in Commissione Affari costituzionali della Camera, Stefano Ceccanti, "la differenza di fondo tra le forze europeiste che vedono l'Unione europea come una risorsa, e quelle che vi si oppongono, emerse prima della nascita del Conte 2, è ancora la linea di discrimine, decisiva per la formazione del nuovo esecutivo.

Rispetto alla profondità di questa linea divisoria di sistema – continua Ceccanti - qualsiasi legittima differenza tra le forze della maggioranza uscente appare secondaria e, comunque, non giustificherebbe un fallimento del mandato esplorativo affidato al Presidente della Camera, Roberto Fico, dentro questo confine e, poi, della successiva formazione del Governo".

Questo non esclude – ribadisce Ceccanti - un rapporto positivo anche con le altre forze europeiste che sostengono la Commissione europea e che volessero mantenere una collocazione parlamentare esterna alla maggioranza".

Crisi di governo. Incarico esplorativo al presidente della Camera, Roberto Fico

 

l presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto il presidente della Camera, Roberto Fico, al quale ha affidato l’incarico esplorativo. 

Il compito è quello di verificare se c’è un margine all’interno del perimetro della maggioranza uscente.

Entro martedì, il presidente Fico dovrà riferire al capo dello Stato.

Crisi di governo. Alle ore 19:30 il Capo dello Stato ha convocato, al Colle, il presidente della Camera, Roberto Fico. Mattarella: "Serve un governo di maggioranza"


 Dopo le consultazioni al Quirinale, comincia a delinearsi un nuovo quadro politico. 

 Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto nel salone degli specchi ha sottolineato come "l'Italia stia affrontando nuove pericolose offensive della pandemia, da sconfiggere con una incisiva campagna di vaccinazione.

Molti cittadini sono in difficoltà. Bisogna utilizzare le risorse, stanziate dall’Ue. È doveroso dar vita presto ad un governo con un adeguato sostegno parlamentare.

Nei colloqui - ha detto Mattarella - è emersa una prospettiva di una maggioranza politica. C'è una pesante crisi sociale, sanitaria ed economica.

È doveroso che ci sia un governo con una maggioranza forte".

Alle ore 19:30 il Capo dello Stato ha convocato, al Colle il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico.

Si parla di un mandato esplorativo alla terza carica dello Stato.

Emergenza Covid - 19. Da domenica Lazio e Lombardia in zona gialla

 

Novità per le regioni che da domenica cambieranno colore.

Tirano un sospiro di sollievo Lombardia e Lazio che diventano ‘’Zona Gialla’’.

In area arancione figurano le regioni Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano.


Tutte le altre Regioni e Province Autonome sono in area gialla.

Nessuna regione in zona rossa.

Mentre molte regioni passano da arancione a giallo, comprese Lombardia e Lazio, di cui si è discusso in questi giorni.

Con loro "guadagnano" un colore migliore anche Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Fvg, Liguria, Marche e Piemonte.

Crisi di governo. Rosato (Italia Viva): "Bene l'apertura del M5s. Adesso il confronto sui contenuti"

 

"Le dinamiche interne al M5s le lasciamo a loro. Noi, abbiamo chiesto ieri che ci sia un atteggiamento chiaro degli altri partiti di maggioranza verso di noi per una maggioranza politica seria. 

Mi sembra che la risposta sia stata coerente: verificheremo i passaggi successivi".

È quanto ha dichiarato il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, dopo l'apertura della delegazione del Movimento 5 Stelle.

"Vogliamo essere chiari – ha ribadito Rosato -. Abbiamo detto che dobbiamo confrontarci sui contenuti perché il governo è caduto sull'incapacità di fare le cose.

Non si può dire che è andato tutto bene. Se ci confrontiamo, può nascere un governo più forte di prima.

Le cose dette da Crimi - ha spiegato Rosato - vanno nella direzione che avevamo chiesto. 

Se ci si parla con schiettezza e se si riprende quel filo di legislatura mettendo al centro le cose che interessano gli italiani, sono convinto che ci siano i presupposti per fare un buon lavoro".


Crisi di governo. Spaccatura nel M5s dopo l'apertura a Renzi

 

Spaccatura all’interno del Movimento 5 Stelle, dopo l’apertura del capo politico, Vito Crimi, ad un paventato ritorno di fiamma con Renzi senza veti.

Ad essere critico e molto duro, con la linea espressa poco fa, Alessandro Di Battista che, in un post su Facebook ribadisce che se il movimento “dovesse tornare alla linea precedente io ci sono. Altrimenti arrivederci e grazie.

Il 12 gennaio scorso – ha scritto Di Battista - condivisi la linea presa dai principali esponenti del Movimento 5 Stelle e scrissi queste parole: «Non so quel che farà o meno nelle prossime ore il manipolo di anti-italiani. 

Mi interessa quel che farà il Movimento. Ebbene io credo che se i renziani dovessero aprire una crisi di governo reale in piena pandemia, nessun esponente del Movimento dovrebbe mai più sedersi a un tavolo, scambiare una parola, o prendere un caffè con questi meschini politicanti».

Prendo atto che oggi la linea è cambiata. Io non ho cambiato opinione. Tornare a sedersi con Renzi significa commettere un grande errore politico e direi storico.

Significa rimettersi nelle mani di un "accoltellatore" professionista che, sentendosi addirittura più potente di prima, aumenterà il numero di coltellate. Ed ogni coltellata sarà un veto, un ostacolo al programma del Movimento e un tentativo di indirizzare i fondi del recovery verso le lobbies che da sempre rappresenta.

L'ho sempre pensato e lo penso anche adesso. Se il Movimento dovesse tornare alla linea precedente io ci sono. Altrimenti arrivederci e grazie”.

Sulla stessa linea d’onda di Di Battista l’onorevole Barbara Lezzi.

"La posizione del M5s su Renzi - ha detto - è un repentino cambio di linea al quale, per essere legittimato, deve seguire un voto degli iscritti. I due governi formati dal 2018 hanno visto centrale il voto dei nostri iscritti. Anche in questo caso è necessario". 

Reazione anche dall'onorevole, Nicola Morra. "Leggo che siamo più dorotei dei dorotei. Io no! - scrive Morra sulla sua pagina Facebook". 

Crisi di governo. Si sono concluse da pochi minuti le consultazioni al Colle. Crimi (M5S): "Non è un momento di cambiare. La maggioranza parta da quella attuale"

 

È appena finito il colloquio tra il Capo dello Stato e la delegazione del Movimento 5 Stelle.

“Stamattina – ha affermato dice il capo politico M5S Vito Crimi -  ho trovato sul mio cellulare il messaggio di un sindaco.

"Ciao Vito come sindaco di un piccolo comune di montagna, per giunta terremotato, fatico a capire cosa sta accadendo. 

Non meritiamo quello che stiamo vivendo, c'è bisogno di stabilità, di rimboccarci le maniche e lavorare, ci vuole un nuovo corso. Solo lavorando seriamente potremo rialzarci. C'è un'Italia piena di energia che vuole lavorare".

"Al presidente Mattarella - ha dichiarato Crimi - abbiamo reso la nostra disponibilità ad un confronto con chi ha a cuore l'interesse del Paese, per un governo politico a martire dalle forze di maggioranza" attuali "ma con un patto di legislatura. 

L'unica persona in grado di presiedere questo governo, per il M5S è Giuseppe Conte.

Conte ha rappresentato Italia in Ue. Non è un momento di cambiare. La maggioranza parta da quella attuale. No è il momento dei veti.

Davanti alla sofferenza dei cittadini la politica deve rispondere in maniera adeguata. 

Le ragioni di questa crisi sono risultate incomprensibili anche a noi. Non l’abbiamo voluta. Abbiamo fatto un passo indietro per far fare al paese due passi avanti.

Il paese non può e non è accettabile perdere tempo. L'Italia deve avere un governo nel più breve tempo possibile e che possa adottare ogni misura utile e necessaria.

Serve un patto legislatura chiaro, davanti ai cittadini, affrontato con lealtà".


Crisi di governo. Consultazioni al Quirinale. Salvini: "Abbiamo chiesto al Capo dello Stato lo scioglimento delle camere e l’indizione di nuove elezioni".

 

Finito l’incontro al Quirinale tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e i leader del Centrodestra.

Fra i primi ad arrivare, la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, con le stampelle per un problema alla gamba destra. Con lei i capigruppo del partito al Senato e alla Camera, Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida.

Il segretario della Lega, Matteo Salvini, è arrivato insieme ai capigruppo di Senato e Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari.

Nella delegazione anche il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, con i capigruppo Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, oltre a Giovanni Toti, leader di Cambiamo! con il senatore Gaetano Quagliariello, Maurizio Lupi, leader di ‘’Noi con l'Italia’’, e il senatore dell'Udc, Antonio De Poli.

“La delegazione unitaria del Centrodestra – ha affermato Matteo Salvini - ha espresso al presidente la preoccupazione per la situazione economica e sanitaria in cui versa l’Italia. 

Il governo è stato incapace nell’emergenza. Tutti i componenti della delegazione - ha continuato Salvini - hanno escluso la possibilità di qualsiasi appoggio alla riedizione della stessa maggioranza, che sta tenendo in ostaggio il Paese da settimane e che sarebbe ancor più debole qualora fosse garantita da singoli voltagabbana.

La crisi necessita una soluzione rapida e incisiva. Abbiamo chiesto lo scioglimento delle camere e l’indizione di nuove elezioni. 

Anche nel caso dello scioglimento delle Camere - ha ribadito il segretario della Lega - il centrodestra ha confermato al Presidente Mattarella piena disponibilità a collaborare per tutti i provvedimenti necessari a salvaguardare gli interessi degli italiani, come peraltro fatto fino ad oggi e in modo spesso decisivo, a partire da un efficace utilizzo dei fondi del Recovery, dal piano vaccini fino ai ristori e ai rimborsi per famiglie e imprese".

Emergenza Covid - 10. Report dell'Istituto superiore di sanità: "L'Umbria, rimane con una classificazione complessiva di rischio alta. Possibile aumento nuovi casi nelle prossime settimane. Mantenere le misure restrittive"

 

Reso noto il report settimanale dell’Istituto superiore di sanità che monitora i dati del contagio da Covid – 19.

“Nel periodo 06 gennaio - 19 gennaio 2021 – si legge nella bozza - l'indice Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,84 (range 0,75- 0,98), in diminuzione e con il limite superiore del range sotto l'uno”.

Solo una Regione, l'Umbria, rimane con una classificazione complessiva di rischio alta, contro 4 della scorsa settimana, mentre 10 Regioni sono classificate con rischio moderato e dieci a rischio basso.

"Questa settimana - si legge ancora nel documento - si continua ad osservare un miglioramento del livello generale del rischio, con un aumento significativo di regioni a rischio basso, secondo il Dm del 30 aprile 2020.

Il Molise ha un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2.

Le altre Regioni/Province autonome hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno.

Le regioni con rischio moderato sono Abruzzo, Fvg, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Provincia di Bolzano, ad alto rischio di progressione, Provincia di Trento, Puglia e Toscana.

Rischio basso per Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Molise, ad alto rischio progressione, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Val d'Aosta e Veneto. 

Scende il numero di regioni/province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva o di aree mediche sopra la soglia critica. Sono 8 contro le 12 della settimana precedente.

L'occupazione in terapia intensiva, a livello nazionale, è sotto la soglia critica del 28%. 

Ma sono forti le variazioni regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all'incidenza, impongono comunque misure restrittive.

L'epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale". 

L'attuale quadro, si legge nelle bozza di monitoraggio settimanale, "impone comunque incisive misure restrittive. 

Si conferma pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone, evitare tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile".  

Crisi di governo. Consultazioni al Colle. Alle 16:00 maxi delegazione del Centrodestra. Alle 17:00 i pentastellati con Crimi, Crippa e Licheri

 

Centrodestra in riunione in vista della salita al Colle alle ore 16:00.

A Palazzo Montecitorio sono presenti Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Giovanni Toti di ‘’Cambiamo’’ e Antonio De Poli dell’Udc.

In collegamento video il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Presente anche Maurizio Lupi di ‘’Noi con l'Italia’’.

A salire al Quirinale, per il centrodestra andranno in 13, tra leader e capigruppo. Sarà un delegazione in versione maxi.

Salvo cambiamenti di programma dell'ultima ora, sono attesi dal Presidente Mattarella per la Lega Matteo Salvini, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, per Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani, per Forza Italia Antonio Tajani, Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini.

L'Udc sarà rappresentata dal senatore Antonio De Poli, presidente della formazione centrista, mentre per 'Idea-Cambiamo' ci saranno Giovanni Toti e Gaetano Quagliarello.

Per 'Noi per l'Italia' ci sarà Maurizio Lupi.

Alle ore 17:00, al Quirinale salirà la delegazione del Movimento 5 Stelle, composta dal capo politico, Vito Crimi, e dai capigruppo, Davide Crippa ed Ettore Licheri.

Emergenza Covid - 19. Ancora tagli e ritardi nella consegna delle dosi del vaccino

 

A lanciare l'allarme è il commissario straordinario, Domenico Arcuri.

''Anche Moderna – ha dichiarato Arcuri in conferenza stampa - ci ha informato che per la settimana dell'8 febbraio delle previste 166 mila dosi di vaccino, destinate all'Italia, ne consegnerà 132 mila, il 20% in meno.

Purtroppo – ha detto Arcuri - ormai quasi ogni giorno le previsioni, circa l'andamento e la durata della campagna di vaccinazione nel nostro Paese, subiscono una rettifica.

Ci mancano almeno 300 mila dosi di vaccino che avremmo dovuto ricevere e non abbiamo ricevuto – ha ribadito il commissario straordinario per l'emergenza -. Paradossalmente, sarebbe meglio poter dire che i ritardi dipendono da noi, come qualcuno per fare propaganda davvero non apprezzabile, non perde l'occasione di insinuare.

A chi fa propaganda non si risponde se non con la realtà dei fatti, tristemente semplice''.

Delle 2.319.135 dosi di vaccino che sono state consegnate alle nostre regioni, ne sono state somministrate circa il 73% - ha spiegato Domenico Arcuri -. Più di questo non possono fare, se non mettendo a rischio la precauzionale dotazione di magazzino, necessaria a somministrare le seconde dosi che è necessario preservino.

Non si può scherzare né voltarsi dall'altra parte quando si tratta della salute delle persone – ha concluso Arcuri -.

Non si deve fare propaganda, non si devono fare reclami, non si devono fare annunci, non si devono fare promesse. Si devono consegnare i vaccini che i contratti impongono vengano consegnati''.

Crisi di governo. Binetti (UDC): "Bisogna capire come si governerà. Occorre ripartire dal Parlamento"

 

"Non basta decidere chi governerà, ormai è diventato fondamentale capire come governerà. Credo che questa debba essere una delle caratteristiche fondamentali che il Presidente della Repubblica dovrà verificare, anche nel corso delle attuali consultazioni, perché è urgente, anzi urgentissima una inversione di tendenza.”.

È quanto afferma, in una nota stampa, la senatrice dell’Udc, Paola Binetti, che mette in guardia dai rischi di tornare al voto con l'attuale legge elettorale.

“Non è più ammissibile quanto è accaduto in occasione di questo ultimo governo – ha continuato -. Nei fatti, ha cancellato dallo scenario politico parlamentare il lavoro dell'opposizione, mascherando l'operazione di svalutazione sistematica con una ridicola richiesta di collaborazione rivolta all'opposizione, dal momento che in buona sostanza si limitava ad esigerne l'adesione passiva a quanto già stabilito a livello dei decreti dell'esecutivo.

La prima rivoluzione necessaria in occasione del futuro governo, anche se dovesse emergere da nuove consultazioni elettorali – ha ribadito Binetti - è che rispetti il lavoro del Parlamento, ma con una speciale attenzione alle minoranze che, ovviamente, coincidono con l'opposizione.

Il secondo Governo Conte – spiega la senatrice dell’Udc - passerà alla storia come il governo dei Dpcm mensili, appena intersecati da questo o quel decreto, con un numero irrilevante di Ddl di iniziativa parlamentare, approvati dal governo, nessuno dei quali per iniziativa dell'opposizione.

Si è detto tante volte che occorre ripartire dai territori, ma a noi sembra che prima ancora occorra ripartire dal Parlamento, dalla sua dignità e dalla sua competenza. E in questo senso speriamo di non sprecare la crisi che stiamo attraversando".

Crisi di governo. Consultazioni al Quirinale. Oggi pomeriggio, saliranno al Colle i leader del Cdx e del M5s

 

Oggi il terzo e ultimo giorno di consultazioni al Quirinale.

Alle ore 16:00, saliranno al Colle le delegazioni di Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega. Alle ore 17:00, sarà la volta dei rappresentanti di Movimento 5 stelle. 

"Ogni giorno leggo che il centro-destra è diviso e che è stato devastato da senatori voltagabbana: non è andata così – ha affermato la leader di Fdi, Giorgia Meloni in una intervista radiofonica -.

È andata che Conte si è dovuto dimettere. Mi pare che il centrodestra, nei fatti, è unito e che l'opzione su cui siamo tutti d'accordo è andare a votare: non mi pare che cambierà".


Secondo il segretario della Lega, Matteo Salvini, "se c'è un governo che governa, bene. 

Noi siamo pronti a portare avanti le nostre proposte di vita reale, non di filosofia – ha ribadito ad Agorà, su Rai 3 -. 

Se non c'è un governo, come non c'è, in democrazia si ridà la parola  ai cittadini".

Potrebbe anche finire che si rimettono tutti insieme, il Pd, M5s e Renzi. Scommettiamo un caffè alla macchinetta? – ha detto Salvini -. Magari lo fanno, trovando tre ministeri in più o in meno.

Il centrodestra si è dimostrato serio e compatto. Governa in 14 regioni su 20 e per poterlo fare devi essere una squadra seria e compatta".

Intanto, da quanto si è appreso, i leader del centrodestra si riuniranno alle ore 13:45, in vista dell'incontro con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

giovedì 28 gennaio 2021

Crisi di governo. Renzi: "No ad un incarico subito a Conte". Telefonata Conte Renzi

 

No a un incarico subito a Giuseppe Conte.

Si dia prima un mandato esplorativo a un'altra personalità per verificare se M5s e Pd vogliono ancora una maggioranza con Italia viva.

È la posizione che avrebbe espresso Matteo Renzi al Quirinale nel corso delle consultazioni, aggiungendo che, successivamente, tutte le soluzioni sarebbero aperte senza preclusioni sui nomi.

Intanto, da quanto si è appreso da fonti di Italia Viva, Giuseppe Conte avrebbe chiamato Matteo Renzi, il quale gli ha spiegato di "non avere problemi personali ma enormi questioni politiche con lui".

(Ansa)

Crisi di governo. Consultazioni al Colle. Zingaretti: "Il Pd disponibile ad appoggiare un Conte Ter"

 

“Abbiamo indicato la disponibilità a sostenere un incarico al presidente Conte che anche nell'ultimo voto di fiducia si è rivelato punto di sintesi ed equilibrio avanzato".

È quanto ha affermato il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, al termine delle consultazioni al Quirinale. Un discorso breve. Il nervosismo era palpabile. Al termine, nessuna risposta alle domande dei giornalisti.

“Combattere la pandemia – ha dichiarato Zingaretti - continuare la campagna vaccinale, attivare il recovery fund, mettere in sicurezza e rilanciare scuola, università e sistema sanitario, varare una riforma per moderne politiche attive del lavoro e varare riforme che diano efficienza allo Stato a cominciare da una legge elettorale di stampo proporzionale.

Il Pd – ha detto Zingaretti - ha comunicato di sostenere l'incarico al presidente uscente Giuseppe Conte per un governo che possa contare su un'ampia e solida base parlamentare, che sia nel solco della migliore tradizione europeista, che sia in grado di affrontare le emergenze della pandemia e che realizzi con riforme istituzionali quella macchina pubblica in grado di far ripartire il Paese".

Crisi di governo. Consultazioni al Quirinale. Matteo Renzi: "Preferiamo un governo politico che istituzionale, ma siamo disponibili anche a un governo istituzionale. Al Capo dello Stato, non abbiamo fatto il nome di Conte perché siamo in una fase precedente"

 

La delegazione di Italia Viva a colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Al Colle, i capigruppo di Senato e Camera Davide Faraone e Maria Elena Boschi, Matteo Renzi e da Teresa Bellanova.

All'uscita, il fiume in piena di Matteo Renzi.

"Da mesi - ha affermato - chiediamo di discutere sui contenuti. Per le nostre idee siamo disposti ad abbandonare le poltrone. Siamo il Paese con la situazione economica più difficile dal dopoguerra.

Non siamo stati ascoltati. Abbiamo lasciato per motivazioni politiche.

La nostra proposta - ha continuato Renzi - è quella di portare l’Italia su una discussione vera riguardo il piano del Next Generation Eu e del Recovery Fund. Andare alle elezioni no. Pensiamo che occorra un governo presto. Diamo la nostra disponibilità per individuare le soluzioni più opportune.

Italia Viva, ha espresso al presidente della Repubblica la preoccupazione non già per la crisi politica ma sanitaria, economica ed educativa del Paese dopo la pandemia. C'è chi pensa di far credere che la discussione sia tra caratteri, personalità, piccoli risentimenti, niente più lontano dal vero: non sta né in cielo né in terra.

Andare ad elezioni sarebbe un errore per l'Italia. Rischiamo di perdere l'appuntamento con il Recovery. 

Occorre un governo presto e abbiamo dato disponibilità al presidente per individuare le soluzioni più opportune. Preferiamo un governo politico che istituzionale, ma siamo disponibili anche a un governo istituzionale.

La Caccia al singolo parlamentare è indecoroso. Si è fatto credere che con un voto o due si affrontava la crisi. Iv è esattamente l'opposto come dimostrano le nostre ministre che si sono dimesse

Il Paese vive la più difficile situazione economica dal dopoguerra, siamo preoccupati dallo sblocco dei licenziamenti, dal rapporto tra popolazione e decessi per Covid tra i più alti al mondo e una difficoltà oggettiva nella gestione della scuola che per noi è la prima preoccupazione.

Dobbiamo occuparci della nuova generazione. Abbiamo chiesto di parlarne con quella che era la maggioranza fino a poche settimane fa e abbiamo chiesto risposte all'altezza e non le abbiamo ricevute: alla luce di questo abbiamo chiesto con atto di grande coraggio e nobiltà di lasciare le poltrone.

Abbiamo sentito ‘'mai più con Italia Viva'’, '’non più con Italia Viva’', poi 'Italia Viva è irresponsabile e inaffidabile'.

Pensiamo sia inaffidabile chi non vuole affrontare adesso la questione dei prossimi anni. Non siamo né inaffidabili né irresponsabili ma molto chiari e diretti. Abbiamo sentito parole su di noi al limite dell'insulto. Vogliamo sapere dalle altre forze se ritengono IV parte o non parte della maggioranza. Rimettiamo la valutazione a chi in queste settimane ha messo veti su noi.

Al Capo dello Stato, non abbiamo fatto il nome di Conte perché siamo in una fase precedente. Abbiamo subito 15 giorni di fango perché siamo stati gli unici a porre problemi di merito. 

Non ci siamo prestati alla guerra del fango. Per noi, il punto fondamentale è dire che siamo pronti ad appoggiare un governo istituzionale o politico, con larga preferenza per quest'ultimo, ma questa proposta politica necessita il passaggio ulteriore di capire se vogliono stare o no con noi. 

Devono confrontarsi con noi, non con gli hashtag. Poi discuteremo delle persone. Io non vedo altra maggioranza politica che non contempli Italia Viva. 

Sul lavoro è intervenuta l'ex ministro dell'agricoltura, Teresa Bellanova. 

"La preoccupazione che abbiamo - ha affermato - è che una questione sociale rischia di trasformarsi in questione di ordine pubblico. 

I settori che sono a più a rischio sono quelli dove c'è meno rappresentanza sociale -ha aggiunto- c'è bisogno di mettere mano ad una seria politica di riforma degli ammortizzatori, a politiche attive del lavoro".


Crisi di governo. Consultazioni al Colle. Fornaro (Liberi e Uguali): "Si ad un Conte Ter"


 Sono riprese alle ore 16:45 le consultazioni al Quirinale.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto la delegazione ‘’Liberi e Uguali’’ alla Camera,  composta da Federico Fornaro e Rossella Muroni.

“L’Italia ha bisogno di responsabilità istituzionale e coesione sociale – ha affermato Fornaro -. 

Abbiamo indicato al presidente la nostra disponibilità a proseguire la nostra esperienza di governo con il presidente Conte”.

A breve, alle ore 17:30, l'incontro con Italia Viva. Alle 18:30, sarà la volta del Partito democratico.

Emergenza Covid - 19. Fondazione Gimbe: "La curva sta scendendo lentamente"

 

Continua la lenta discesa delle curve relative ai dati della pandemia in Italia, crollano le forniture nel primo trimestre per quanto riguarda i vaccini e ci sono diseguaglianze regionali su tutti i fronti.

Sono i focus principali rilevati dalla Fondazione Gimbe nel monitoraggio relativo alla settimana 20-26 gennaio in cui si registrano gli ultimi effetti del decreto Natale.

Secondo il report di Gimbe, tutti i numeri sono in calo, compresi quelli ospedalieri, anche se i ricoveri e le terapie intensive rimangono sopra la soglia di saturazione in 5 e 6 regioni.

Le analisi indipendenti di Gimbe sui dati ufficiali della campagna vaccinale, evidenziano notevoli differenze regionali: nella distribuzione delle dosi, nel completamento del ciclo vaccinale e, soprattutto, nelle priorità di somministrazione, con il 22,3% delle dosi destinato a personale non sanitario, categoria formalmente non prevista dal piano.

Nella settimana 20-26 gennaio 2021, rispetto alla precedente, c’è stata una riduzione dei nuovi casi (85.358 vs 97.335).

Scendono anche i casi attualmente positivi (482.417 vs 535.524), i ricoveri con sintomi (21.355 vs 22.699) e le terapie intensive (2.372 vs 2.487); lieve calo dei decessi (3.265 vs 3.338)

Rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

Decessi: 3.265 (-2,2%);

Terapia intensiva: -115 (-4,6%);

Ricoverati con sintomi: -1.344 (-5,9%);

Nuovi casi: 85.358 (-12,3%);

Casi attualmente positivi: -53.107 (-9,9%). 

"Tutte le curve - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - continuano questa settimana la loro lenta discesa, ancora grazie agli effetti del decreto Natale, destinati tuttavia ad esaurirsi a breve"

L'incremento percentuale dei casi si riduce in quasi tutte le Regioni. Negli ospedali, nonostante l'ulteriore discesa di ricoveri e terapie intensive, l'occupazione da parte di pazienti Covid continua a superare in 5 Regioni la soglia del 40% in area medica e in 6 Regioni quella del 30% delle terapie intensive, attestandosi a livello nazionale rispettivamente al 34% e al 28%.

Per quanto riguarda i vaccini, "oltre ai noti ritardi di consegna da parte di Pfizer - dichiara Renata Gili, responsabile Gimbe Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione - AstraZeneca ha comunicato alla Commissione europea una riduzione della fornitura stimabile fino al 60% nel 1  trimestre, mentre CureVac non potrà consegnare entro marzo le 2,019 milioni di dosi previste dal Piano vaccinale, visto che lo studio di fase 3 è stato avviato solo il 14 dicembre".

Di conseguenza, al netto di ritardi di consegne, entro il 31 marzo 2021 il nostro Paese dovrebbe disporre di 16,557 milioni di dosi, di cui 8,749 milioni da Pfizer-BioNTech e 1,346 milioni da Moderna e 6,462 milioni da AstraZeneca. Il piano vaccinale originario, prevedeva invece circa 28 milioni di dosi.

"Con queste disponibilità - continua Cartabellotta - solo il 14% della popolazione potrà completare le due dosi del ciclo vaccinale, ma non prima della metà o addirittura della fine di aprile, ovviamente previa autorizzazione condizionata del vaccino di AstraZeneca che potrebbe essere soggetto a limitazioni per i soggetti di alcune fasce di età con conseguente necessità di rivedere le priorità del piano vaccinale

Inoltre, occorrerà una notevole reattività della macchina organizzativa, visto che la maggior parte delle dosi non arriverà prima di metà febbraio. Sulla distribuzione regionale dei vaccini, Fondazione Gimbe sottolinea che si rilevano notevoli differenze regionali difficilmente spiegabili solo sulla base dei criteri utilizzati in questa prima fase per la consegna

Per quanto riguarda le somministrazioni: al 27 gennaio, hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 270.269 persone, con marcate differenze regionali: dallo 0,16% della Calabria allo 0,70% del Lazio.

Inoltre, le analisi indipendenti della Fondazione Gimbe sui dati ufficiali rilevano che ben 350.548 dosi sono state somministrate a "personale non sanitario", una fascia non prevista dal Piano vaccinale che per questa prima fase individua tre categorie prioritarie:

operatori sanitari e sociosanitari;

personale ed ospiti delle Rsa.

Il "personale non sanitario" ha beneficiato di quasi un quarto delle dosi finora somministrate con enormi differenze regionali che in certi casi superano il 30%: Provincia Autonoma di Bolzano 34%, Liguria 39%, Lombardia 51%. 

"Se da un lato una parte del personale non sanitario risulta essenziale per il funzionamento di ospedali ed altre strutture sanitarie - spiega Cartabellotta - dall'altro i numeri riportati dal Piano vaccinale per operatori sanitari e socio sanitari (1.404.037) corrispondono a tutti gli iscritti agli albi professionali, più gli operatori socio-sanitari.

Questo evidenzia una discrepanza tra numeri previsti dal Piano e le diverse policy vaccinali attuate dalle Regioni”.

"La Fondazione Gimbe chiede al Commissario straordinario all'emergenza e al ministero della Salute di:

mantenere costantemente aggiornato il numero delle forniture previste dal Piano vaccinale;

chiarire ufficialmente l'entità delle forniture di AstraZeneca per il primo trimestre 2021;

ridefinire a livello nazionale i criteri di inclusione nella categoria operatori sanitari e socio sanitari, rivedendo di conseguenza i numeri del Piano Vaccinale;

rendere pubblici i criteri per la consegna delle dosi alle Regioni.

"In questa fase molto critica della pandemia - conclude Cartabellotta - è fondamentale che le poche dosi di vaccino disponibili siano utilizzate per proteggere chi lavora in prima linea con i pazienti e le persone più fragili, come previsto dal Piano vaccinale. Un obiettivo che, ad un mese dall'avvio della campagna vaccinale, è già stato parzialmente disatteso con inaccettabili diseguaglianze regionali, agevolate dall’assenza di un'anagrafe vaccinale nazionale”.

(Fonte Sky Tg24)

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