lunedì 30 novembre 2020

Folla per le vie del centro di Torino. La rabbia del governatore, Alberto Cirio

 

Quello che è accaduto, ieri, a Torino è qualcosa di inaccettabile”. È quanto ha affermato il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, all’indomani del passaggio della regione da rossa ad arancione.

Ieri, centinaia di persone, si sono riversate per le vie del centro, creando non poche polemiche.

È bastato che i negozi rialzassero le saracinesche per vedere le vie dello shopping piene di gente e lunghe code sui marciapiedi, senza rispetto del distanziamento.

Scene analoghe anche a Milano e in altre città.

"Quello che ho visto ieri in alcune vie della città della Mole – ha continuato Cirio - è qualcosa che mi riporta con la mente in estate e non possiamo permettercelo".

Poco fa, Cirio, intervenendo a Radio Veronica One, ha parlato di situazione inaccettabile.

"Questa mattina – ha affermato ai microfoni dell’emittente - parteciperò al Comitato per l'Ordine pubblico e chiederò al prefetto interventi rigorosissimi. So che le forze dell'ordine, hanno fatto tanto ma, evidentemente, non basta.

I piemontesi si stanno comportando in modo serio, ma laddove ci sono situazioni che scappano di mano bisogna intervenire subito in maniera netta".

Il presidente della regione Piemonte è, poi, intervenuto sulla scuola e, in particolare sulla didattica a distanza. "Ho detto e ribadisco che sono felice che un ragazzo di 11 - 12 anni scenda in piazza per difendere il suo diritto alla scuola – ha spiegato Cirio -. Al di là del merito della questione, dimostra che sono ragazzi in gamba. Ma un governatore deve valutare tutti gli elementi in gioco e io ho ascoltato quei ragazzi come gli epidemiologi della regione. Ho deciso di salvaguardare la salute e la vita. Se non avessi fatto così sarei stato un irresponsabile”.


Altra questione annosa è lo sci. “Non dipende da me – ha continuato il governatore. La salute viene prima sempre, ma siccome parliamo di aziende e posti di lavoro chiedo immediati ristori per tutte le montagne e per tutte le aree sciistiche che non potranno operare. Inoltre, chiedo parità di trattamento. Non si può immaginare una regola in Francia e un'altra in Italia, non si può immaginare Monginevro aperto e Sestriere chiusa".

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