giovedì 3 dicembre 2020

Dl/Dpcm: insorgono le regioni. Questa sera, alle ore 20:15 conferenza stampa del premier, Giuseppe Conte

In vista del prossimo Decreto del presidente del consiglio dei ministri, insorgono le regioni.

Gli enti locali, lamentano la mancata consultazione da parte dell’esecutivo nazionale per il decreto legge e il successivo Dpcm per le regole anti Covid nel periodo delle festività natalizie. “Stupore e rammarico”.

Secondo quanto riferisce l’Agi, le riserve maggiori dei governatori sono legate alle restrizioni sugli spostamenti sui territori, anche tra comuni vicini, il 24 e 25 dicembre e il 1 gennaio.

"Una decisione lunare", ha commentato il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. "Leggere un Decreto legge a sorpresa – ha detto Fontana - che impedirà, il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio, lo spostamento dei cittadini fra comuni della stessa regione anche solo per andare a visitare genitori e figli, mentre si discute di un Dpcm che non ha recepito nessuna delle indicazioni offerte dalle Regioni, è un fatto lunare, in perfetta contraddizione con le dichiarazioni sulla leale collaborazione fra Stato e Regioni".


Il vice presidente della Conferenza delle regioni e presidente della regione Liguria, Giovani Toti, ha, invece, puntato il dito contro il fatto che "il parere degli enti locali è stato chiesto dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale".


Sulla sua pagina Facebook, il presidente facente funzioni della regione Calabria, Nino Spirlì parla di decisioni "a sorpresa e senza ascoltare prima la voce delle regioni, e quindi degli italiani. L'ennesimo Dpcm - dichiara Spirlì - vuole impedire, nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno, lo spostamento dei cittadini fra comuni della stessa regione. Le famiglie non potranno riunirsi per le feste più importanti dell'anno. Un Dpcm che non recepisce nessuna indicazione fra le tante proposte dalle Regioni. La Conferenza delle regioni - conclude - decide di porsi in netta contrapposizione a un governo sordo e cinico".

Le regioni lamentano, inoltre, come nel Decreto legge, approvato ieri dal governo, “non si faccia riferimento alcuno a norme sui ristori economici alle attività che subiscono limitazioni e chiusure, più volte richieste dalle regioni e dalle Province autonome".

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