sabato 13 febbraio 2021

Nuovo governo. Roberto Cingolani. Uno scienziato in campo per la sfida green

 


Come ampiamente documentato, il nuovo esecutivo nazionale ha istituito il ministero della transizione ecologica, da oggi guidato da Roberto Cingolani, che assorbe anche le competenze energetiche ora al Mise.

Fisico milanese di levatura internazionale, genovese di adozione, studi di perfezionamento alla Normale di Pisa ed esperienze in Germania al Max Planck Institut, in Giappone e negli Usa oltre che alla guida dell'Istituto Italiano di Tecnologia.

Sarà in pratica l'uomo decisivo per l'utilizzo delle risorse 'green' previste dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, meglio noto come Recovery Fund.

Cingolani sale alla ribalta nazionale quando, nel 2005, diventa il primo direttore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia, il centro di ricerca sulle alture di Genova, voluto dall'allora ministro dell'economia, Giulio Tremonti, e dal direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, che ne è presidente. 

L'idea era dare impulso allo sviluppo tecnologico del Paese, con un istituto del tutto nuovo e dalla governance plasmata sulle migliori esperienze internazionali. Per farlo, l’organismo viene dotato di ingenti mezzi finanziari.

Cingolani è l’anima dell’Istituto. Quando lo lascia nel 2019, annovera 11 centri di ricerca e oltre 1.700 scienziati provenienti da 60 paesi, un migliaio di brevetti, 24 startup già create e altre decine in cantiere.

Il neo ministro è una vera star mondiale nelle scienze dei materiali. È nano tecnologo e dà impulso al progetto per l'umanoide iCub, il robot simbolo dell'Iit.

Mostra doti manageriali anche quando lascia il segno nel progetto per una cittadella di Scienze della vita di Milano, lo Human Technopol.

Nel 2019 diventa il capo dell'Innovazione in Leonardo, il gruppo aerospaziale a controllo pubblico. Tra le prime iniziative, portare in Italia, e proprio a Genova, uno dei supercomputer più potenti esistenti, per far entrare il Paese "nel club del supercalcolo mondiale" con almeno l'1% della potenza. 

“Senza dimenticare che la nuova sfida - spiega presentando il progetto - che la tecnologia sostenibile è la nuova sfida dell'innovazione. Non è pensabile fare cose nuove e scaricarne il peso sui nostri nipoti. La sostenibilità deve diventare un parametro".

La scienza è un marchio di casa. Il padre Aldo, era docente universitario di Fisica. La sorella Silvia è ordinaria di Matematica all'Università di Bari. Il fratello Gino ha la cattedra di Biologia alla Jefferson University di Philadelphia. La moglie Nassia, greca, è una fisica esperta in Scienza dei materiali. Il primo figlio, Aldo, è un ingegnere chimico. Il secondo, Alex, dovrebbe laurearsi quest'anno in Chimica, mentre il  terzo ha solo 11 anni, ma pare che a sua volta non si sottragga dalla passione per la scienza che si respira in casa.

(Fonte Tgcom 24)

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