lunedì 8 febbraio 2021

Diario di una crisi. I dossier e le emergenze sul avolo del neo primo ministro incaricato


Al via oggi pomeriggio, a Montecitorio, il secondo giro di consultazioni del premier incaricato, Mario Draghi che definirà perimetro e linee programmatiche della sua maggioranza.

Solo dopo, comporrà la sua squadra di ministri, da portare al Quirinale per proporla al capo dello Stato.

Si parla di un mix che dovrebbe essere tecnico - politico con una significativa presenza di donne e il possibile ingresso, a Palazzo Chigi, di sottosegretari alla presidenza politici. Ovviamente sono ancora ipotesi.

Draghi, nel fine settimana, ha continuato a lavorare nel più assoluto riserbo, anche se pare abbia avuto un colloquio telefonico con  il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dal quale dovrebbe tornare a sciogliere la riserva entro la settimana.

In cima all'agenda, l'ex presidente della Banca centrale europea porrà la gestione dell'emergenza sanitaria e un'accelerazione del piano vaccinale, unica via per poter costruire il rilancio. 

Nell’immediato, l’esecutivo dovrà affrontare il nuovo Dpcm anti contagio e varare il decreto con i ristori per i quali il Parlamento aveva approvato uno scostamento di bilancio da 32 miliardi.  

Poi, il grande progetto del Recovery plan. I partiti si aspettano di capire meglio, nel secondo giro di consultazioni, se il nuovo premier intende riscriverlo o ripartire dalla bozza del governo Conte, nel segno di maggiori investimenti e meno bonus.

Tra i primi dossier che Draghi avrà sul tavolo c'è poi la fine del blocco dei licenziamenti, prevista a fine marzo. Secondo fonti parlamentari, ne dovrebbe discutere in un tavolo di concertazione con aziende e sindacati con i quali, come detto al Quirinale, intende interloquire. 

Ma non è escluso che, prima di sciogliere la riserva, senta i segretari confederali e i vertici delle associazioni datoriali per un primo, più generale, confronto.

Lavoro e tasse sono i temi su cui è più alta l'attenzione dei partiti, considerato che in una maggioranza da Leu alla Lega le distanze sarebbero su alcuni punti notevoli: dalla flat tax alla progressività fiscale, da quota 100 leghista allo stop ai condoni fiscali dei Dem.

Altro tema spinoso, con una maggioranza così vasta, è quello della gestione di sicurezza e immigrazione. Ma dopo il primo giro di consultazioni, la convinzione è che il premier incaricato si concentri su altre priorità. Prima fra tutte la la scuola.

Quanto alle riforme, Draghi potrebbe puntare sulla pubblica amministrazione, mentre quelle istituzionali, come la legge elettorale, dovrebbero essere lasciate al confronto parlamentare.

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