venerdì 2 novembre 2018

La dieta mediterranea protagonista a Londra dal 7 all'11 novembre


Già classificata tra i brand più conosciuti al mondo, patrimonio Unesco, grazie all’impegno della Regione Calabria,  diventa uno dei più grandi attrattori dei nostri territori. 
Grande impulso è stato dato dall’approvazione della legge regionale sulla “Valorizzazione della   Dieta Mediterranea”, che ha evidenziato il valore sociale e culturale di questa pratica alimentare che non è soltanto un insieme di prodotti, ma costituisce un modello di sviluppo sostenibile unico al mondo, tramandato da generazione in generazione.
Dopo   decenni,  si   riconosce   la   paternità   alla   Calabria.   
La   comunità   scientifica internazionale, attraverso il Seven Countries Study , iniziato da Ancel Keys nel Minnesota nel 1947 e conclusosi,attraverso indagini sul campo nel 1957 a Nicotera, riconosce  come "Dieta Mediterranea Italiana  di   riferimento   quella   di   Nicotera”.   
"Attraverso   una   lunga   casistica   e documentazione,   raccolta   negli   anni - si legge in una nota stampa -   gli   alimenti   e   lo   stile   di   vita,   a   fondamento   della   dieta mediterranea, sono riscontrabili e rintracciabili laddove questa nasce, cioè in Calabria. 
Scientificamente,   dunque,   soltanto   i   "nostri"   alimenti   posseggono   i   requisiti   nutrizionali   che validano gli aspetti benefici della dieta. Proprietà organolettiche specifiche e calcolate attraverso l' Indice di Adeguatezza Mediterranea (Iam), che diventa la base per la classificazione dei prodotti che saranno riconosciuti attraverso un marchio identitario. 
Alla base della Legge regionale - prosegue la nota - vi è la promozione di  corretti  modelli  nutrizionali  che aiutano  a prevenire le  malattie cronico degenerative e la disponibilità di materie prime, rispondenti a criteri di sicurezza, qualità e integrità alimentare per mantenere e migliorare lo stato di salute. Peculiarità ed eccellenze di questa terra che si pongono come prospettiva di sviluppo d’interi territori e crescita economica e sociale. Un impatto positivo e fortemente   qualificante   non   solo   sulle   produzioni   agroalimentari,   ma   anche   sulle   attività dell'enogastronomia e culturali, rappresentando un volano di sviluppo.
E' attestato, inoltre, che il  sistema agroalimentare calabrese è il comparto chiave per lo sviluppo dell’economia della nostra   regione,  delineandolo   come  il   più  importante   e  distintivo   delle   produzioni   regionali. In Calabria, l’agricoltura mantiene un peso rilevante sulla formazione del Pil regionale, pari al 4,1% che rappresenta il doppio della media nazionale e i prodotti alimentari hanno mantenuto il primato, rappresentando oltre un quarto delle esportazioni calabresi per un valore di  175 milioni di euro e una crescita del +11,2%".
Approvata ad unanimità, esattamente un anno fa, la Legge ha subito prodotto i suoi frutti. 
"Sono state messe in campo azioni e progetti - si legge ancora nella nota- e, in questi mesi, hanno preso avvio una serie di iniziative che hanno tenuto in alta considerazione la costituzione di una rete operativa aperta alla partecipazione di enti, associazioni, aziende, operanti nei diversi settori della ricerca, della cultura, della salute, dell'istruzione, della produzione e distribuzione e dell'associazionismo.
Già  attivi  sono i partenariati con i Paesi del Seven Country Studies, in particolare con la Grecia. Imminenti i bandi, atti a sostenere lo sviluppo di filiere enogastronomiche dedicate alla commercializzazione dei prodotti tipici. 
Nei prossimi giorni sarà ufficializzata la nascita dell’Odmir, l’Osservatorio della Dieta   Mediterranea   Italiana   di   riferimento. Un organismo,  con​ funzioni consultive, programmatiche e di monitoraggio per la promozione della stessa.              
Diversi sono stati gli eventi. A Nicotera, lo scorso giugno, si è tenuto il Primo Meeting Internazionale sulla Dieta Mediterranea e poi Bruxelles, New York, Atene, Parigi appena conclusasi e se il 2018 è stato promosso dal Mipaaf come l’anno del Cibo Italiano, la Calabria questa partita la sta giocando da
capolista. 
Fiere, incontri, expo nazionali e internazionali sono diventate vetrine d’eccellenza". 
Lo stesso ministro delle politiche agricole e turismo, Gian Marco Centinaio, ha più volte esaltato il lavoro di promozione che sta facendo la Regione Calabria. In occasione di una recente manifestazione a Buenos Aires, centinaio ha affermato che la Calabria "ha evocato, in maniera esemplare, la natura dell’Italia agricola e turistica”.
Dal 7 all'11 novembre prossimo, la Regione Calabria continuerà, così, il suo viaggio alla scoperta e conoscenza di questo patrimonio come ricchezza immateriale della tradizione calabrese e che ben si sposa con un altro elemento chiave: il Turismo Slow/Lento, che determinerà le iniziative del prossimo anno. Il tutto perché la Dieta Mediterranea è un modo di vivere, un elemento relazionale e culturale che rafforza il senso di appartenenza e  di  condivisione. Il tipico “mangiare insieme”  non   significa consumare un   pasto, ma rafforzare   il   fondamento   delle   relazioni   interpersonali, promuovere il dialogo e la creatività, tramandare l’identità e i valori delle comunità.
"In rappresentanza della Regione Calabria - ha dichiarato il consigliere regionale Orlandino Greco - presiederò all’evento nella cittadina londinese, come portavoce della legge che porta la mia firma. Con me, al tavolo della conferenza stampa, dal titolo “La   Dieta  Mediterranea:   un  patrimonio  da   salvaguardare   e valorizzare.   Dal   cuore  dei   borghi calabresi il segreto del buon vivere e della longevità”, lo chef Francesco Mazzei, ideatore dell’evento cultural-culinario a Cerchiara di Calabria “No Waste, cucinare senza spreco” e ambasciatore dell’enogastronomia calabrese nel mondo.
Un patrimonio calabrese che finalmente approda nello scenario internazionale Un risultato che mi
rende orgoglioso del lavoro svolto in consiglio regionale per l’approvazione della legge e che finalmente   ha   fatto   luce   sugli   studi   di   Ancel   Keys   a   Nicotera   sul   rapporto   tra   benessere, alimentazione  e stile di   vita. Restituire  alla   Calabria   la paternità  di   questa  ricchezza  significa esserne, attraverso le proprie eccellenze, portavoce nel mondo".

Giornata mondiale dei poveri. Iniziative nella diocesi di cassano allo Jonio


Nel periodo dell’Avvento, presso la Chiesa San Giuseppe a Sibari, aprirà un centro di ascolto e di prima accoglienza per i senza fissa dimora. L'annuncio è stato fatto dal Vescovo di Cassano, monsignor, Francesco Savino, nel presentare le iniziative che ha inteso organizzare in occasione della seconda Giornata Mondiale dei Poveri che si svolgerà il 18 novembre prossimo e che avrà un prologo domani, sabato 3 novembre, alle ore 18:00, con un incontro in cattedrale, a Cassano, con l’economista civile Stefano Zamagni. Altre iniziative seguiranno anche a fine novembre con suora Alessandra Smerilli, lectio divina nelle tre vicarie della diocesi e mense per i poveri a Cassano, Altomonte e Castrovillari.
«Il centro di ascolto di Sibari - spiega il presule - sarà un’antenna che capterà i bisogni e ascolterà le povertà del nostro territorio, ma soprattutto sarà affiancato da un centro di prima accoglienza per i senza fissa dimora, non soltanto per gli immigrati, ma per tutti coloro hanno bisogno in un momento di emergenza perché non hanno casa. Il Centro sarà aperto a tutti, h24.»
Papa Francesco l’anno scorso ha avuto un’idea profetica promuovendo la giornata mondiale dei Poveri, capendo che la povertà è una sfida.
«Ci sono tanti poveri. Sei milioni solo in Italia, che gridano al cospetto di Dio e Dio ascolta. Papa Francesco - spiega ancora mons. Francesco Savino - nel suo messaggio dal titolo, quest’anno: “Questo povero grida e il Signore lo ascolta” ci propone “quell’urlo che dobbiamo ascoltarlo soprattutto noi, che non dobbiamo rimanere indifferenti perché oggi si sta affermando una sorta di cultura dell’inidfferenza, della insensibilità, dell’intolleranza proprio nei confronti del grido di tutti i poveri e degli impoveriti. Per questo il secondo verbo che Papa Francesco ci affida - continua il Vescovo di Cassano - è il verbo rispondere. Noi siamo chiamati a rispondere a questo urlo a questo grido dei poveri. E poi dobbiamo anche liberare perché il povero non può essere sempre in una condizione di sudditanza, non deve dipendere dalle nostre scelte. 
Il povero merita una sua autonomia, una sua dignità. Questi tre verbi devono costituire, soprattutto per noi credenti, il paradigma della sfida di ogni pastorale. La questione sociale, sottolinea sempre Papa Franceco - prosegue ancora mons. Savino - è parte integrante dell’evangelizzazione e ci affida l’icona del cieco del Vangelo di Marco, Bartimeo, un uomo che vive mendicando ai margini della strada. Il povero è colui che vive sempre ai margini, i drop out, come li chiamava don Tonino Bello. Quanti Bartimeo ci sono oggi; quanti mendicanti che vivono ai margini. Il nostro compito è quello di ascoltare il grido, di rispondere, di farci prossimo, di essere accanto, di essere vicini e attivare processi di emancipazione e di liberazione. 
Finché ci sarà un solo povero non potremo cantare i canti della liturgia. Il grande Dietrich Bonhoeffer, un grande pastore della Chiesa protestante tedesca che è stato ucciso ad Auschwitz, diceva: come cantare nella liturgia i canti anche in gregoriano se c’è un solo ebreo imprigionato. Mi chiedo oggi: come possiamo cantare i canti di Sion, i canti della liturgia, come possiamo danzare la vita se ci sono milioni di poveri. Però Papa Francesco ci invita anche, in questa seconda giornata, a non perdere la gioia. La gioia è figlia dell’incontro con Cristo. Cristo che ascolta il grido dei poveri e ci invita a farci strumenti di liberazione.»