lunedì 27 febbraio 2012

...Liberate Rossella Urru...

Mi associo all'appello, lanciato ieri da Fiorello per la liberazione di Rossella Urru...

Il 23 ottobre scorso, la cooperante italiana è stata rapita in un campo profughi del deserto algerino insieme a due colleghi spagnoli, Ainoha Fernandez de Rincon e il suo connazionale Enric Gonyalons.
Rossella dopo essersi laureata  in Cooperazione internazionale a Ravenna,  lavorava da due anni in Algeria come cooperante al Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli. Quando è stata sequestrata, si trovava al campo profughi di Hassi Raduni,  dove i rifugiati Saharawi, da oltre 30 anni, sono costretti all'esilio. Durante la notte tra sabato 22 e domenica 23 ottobre 2011 i rapitori hanno fatto irruzione nelle stanze dei cooperanti e li hanno portati via. Uno di loro ha tentato di opporsi, ma gli hanno sparato ad un piede.
Il suo caso è stato, dapprima, trattato dalla Farnesina con una certa discrezione per paura di compromettere eventuali trattative e la conseguente liberazione. Poi il silenzio. Per questo, oggi, è importante parlare e diffondere, capillarmente, la notizia  di questa donna, la cui sorte preoccupa amici e familiari, conoscenti e colleghi.


...Mah.....

Continua a tenere banco la tragedia della Costa Concordia. Sembra di vivere dentro la sceneggiatura di un film. Ma la realtà è ben altra. Il gossip continua a imperversare. Sembra quasi una declinazione di effetti tutti ancora da scoprire. Il bacio si, il bacio no. ‘’Se non ci fosse stata quella falla, sicuramente sarebbe successo qualcosa di più’’. Questo, a grandi linee, il pensiero di quella giovane donna moldava, accanto al comandante Schettino durante i minuti concitati del naufragio. Di contro, si annunciano querele per l’intervista rilasciata dalla giovane.
Non credo, comunque, ci si possa basare su questa speculazione di sorta che non porta da nessuna parte. Una speculazione che oscura tutto.
Mentre si continuano a cercare gli ultimi dispersi a bordo della nave e a svuotare le cisterne di carburante, l’attenzione, oggi, è rivolta verso un ‘’Bacio’’.
No….Non è possibile.
Vite umane sono state sacrificate per un Bacio? Ma stiamo scherzando?
Il sogno della piccola Dayana, in crociera con il padre, è stato infranto per un momento di intimità? Siamo all’assurdo…
Sono settimane che l’area antistante il porto dell’Isola del Giglio è teatro del lavoro encomiabile e incessante delle forze dell’ordine, dei cittadini del Giglio, dei volontari della Protezione civile, dei Vigili del Fuoco, della popolazione comune per scongiurare un disastro ecologico.  Questa si che è una notizia degna di essere tale e i fatti lo dimostrano.
Se ci sono delle responsabilità è giusto che vengano alla luce. La magistratura inquirente sta continuando ad indagare  per arrivare alla verità di una tragedia che si poteva evitare. Ma non si può continuare a parlare solo di gossip e baci….


giovedì 9 febbraio 2012

L'hanno soprannominata la ''Tempesta del secolo''. L'hanno descritta come l'evento atmosferico più intenso degli ultimi 30 anni.
Dopo alcuni giorni di tregua, oggi il bollettino metereologico segna ''Bufera''. Arriva il vento siberiano, ritorna la neve su Roma. Cime imbiancate, coste flagellate da Eolo che,con il suo soffio gelido,ha fatto precipitare le temperature. Uno scenario, a dir poco surreale e magnifico allo stesso tempo, se non fosse per le tante polemiche che stanno tenendo banco, in queste ore, in tutta Italia.
E' vero, l'evento è eccezionale. Forse non eravamo pronti a dover gestire una situazione del genere, così come non ci aspettavamo cotanto ''Biancore''. Eppure i servizi meteo  ci avevano allertato in tutte le salse. Ogni ora, fior fiori di bollettini meteo, intere trasmissioni, incentrate sull'emergenza neve, colleghi giornalisti inviati nelle zone più impervie della Penisola per aggiornare la situazione in tempo reale.
Eppure le polemiche l'hanno fatta da padrona.
Siamo un popolo meraviglioso, ma pieno di contraddizioni. Se solo riuscissimo a rimboccarci le maniche e a renderci utili, tutti insieme, per il bene comune vivremo meglio. Ne sono sicura.
Immagino il centro di un paese pieno di neve con i ragazzi, i bimbi, i meno giovani, tutti insieme a spalare il manto bianco, a giocare a palle di neve, a gioire di un evento che, seppur disagevole, potrebbe creare aggregazione e beltà. Sarà utopia?

martedì 7 febbraio 2012

...Classificazione delle riviste pedagogiche...

Un'interessante notizia degna di essere divulgata!

La rivista pedagogica ''Qualeducazione'', edita dall’editore Pellegrini di Cosenza, è stata classificata rivista internazionale di pedagogia.
Il direttore scientifico, Giuseppe Serio di Praia a Mare, ha ricevuto la notizia dal coordinatore italiano della commissione, Massimo Baldacci, docente dell’università di Urbino.
Tra le Riviste pedagogiche di fascia A, figurano: ''Annali di storia dell’educazione'' del MIUR, ''Education Sciences & Society'', ''Encyclopaideia'', ''History of Education & Children’s Literature'', ''Journal of Educational Cultural and Psychological Studies'', ''Orientamenti pedagogici, Pedagogia oggi'' e via dicendo.
Nella fascia B figurano, tra le altre, ''I problemi della pedagogia, Infanzia'', ''JELKS-Journal of E-Learning and Knowledge Society'', ''Nuova Secondaria'', ''Paideutika'', ''Pedagogia e vita'', ''Prospettiva EP e Qualeducazione'' che ha, come sottotitolo,'' Per un dialogo libero in Europa''.
"Fino ad oggi - si legge in una nota stampa - sono usciti 77 fascicoli, corrispondenti ad oltre 7.000 pagine scritte dai 400 prestigiosi collaboratori a partire da Aldo Agazzi e Otto Apel a Gianfranco Zizzola e Anonino Zichichi.
Queste sono le sue strutture: Comitato scientifico: Dietrich Benner (università di Berlino), Franco Blezza (università di Chieti), Michele Borrelli (università della Calabria), Luciano Corradini (università di Roma3), S. Serenella Macchietti (università di Siena), Gaetano Mollo (università di Perugia), Antonio Pieretti (pro-rettore università di Perugia), Jörg Ruhloff (university of Wuppertal, Germany), Concetta Sirna (università di Messina), Giuseppe Spadafora (università della Calabria), Giuseppe Zanniello (università di Palermo).
Comitato di Referees: Sergio Angori (università di Siena), Massimo Baldacci (università di Urbino), Carlo Borgomeo (presidente Fondazione per il Sud), Michael Byram (univ. Durham, England), Carlo Nanni (rettore dell’università salesiana), Dietrich Benner (università di Berlino), Jörg Ruhloff (university of Wuppertal, Germany), Gaetano Mollo (università di Perugia), Stefania Paluzzi (università di Chieti), Antonia Rosetto Aiello (LUMSA Caltanissetta), Vincenzo Pucci, Giovanni Villarossa (Presidente nazionale UCIIM), Redazione Eropa: Michele Borrelli (Univ.della Calabria)".

...Ma arrivano le carceri private?...

Mentre eravamo tutti intenti a preoccuparci di farmacisti, tassisti, crociere e forconi, guarda il governo cosa avrebbe infilato nel decreto”LIBERALIZZAZIONI”. Art.44: Project Financing  per la realizzazione di infrastrutture carcerarie. In sintesi, quello di affidare le carceri ai privati. Non solo si permette ai privati a costruire le carceri, ma si scrive nero su bianco che: "al fine di assicurare il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario dell’investimento, al concessionario è riconosciuta, a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell’infrastruttura e per i servizi connessi, ad esclusione della custodia". Questo significherebbe che la gestione carceraria, escluse le guardie, verrebbe affidata a privati imprenditori. Ma c'è dell’altro: "il concessionario nella propria offerta, dovrebbe prevedere che le fondazioni di origine bancaria contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1, con il finanziamento di almeno il 20% del costo di investimento. In soldoni, è fatto obbligo di far partecipare le banche alla spartizione della torta, torta di denaro pubblico, perché è sempre lo stato che paga". Io credo che un provvedimento del genere avrebbe meritato un dibattito pubblico in un paese normale, e non infilato di soppiatto tra gli articoli mentre il popolo è distratto a pensare ai taxi.
Mario Saullo

lunedì 6 febbraio 2012

...Quando un popolo sconfigge l'economia globale...

Di seguito l'analisi di un'economia, quella islandese, che corre su un binario unico di democrazia e partecipazione.

L’hanno definita una ''RIVOLUZIONE SILENZIOSA'', quella che ha portato l’Islanda alla riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell’intero sistema finanziario internazionale, gli Islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di ''DEMOCRAZIA'' diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione Islandese, che sottraesse il Paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale.
Per la nuova carta si scelse un metodo innovativo, venne eletta un’assemblea costituente composta di 25 cittadini, questi scelti tramite regolari elezioni, ma la vera novità è stato il modo in cui è stata redatta la magna carta, abbozzata, principalmente, in internet. Chiunque poteva seguire i progressi e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte. Veniva, così, ribaltato il concetto per cui le basi di una nazione vanno poste in stanze buie e segrete, per mano di pochi saggi.
Ed eccoci, così, arrivati ad oggi, con l’Islanda che si sta riprendendo dalla terribile crisi economica e lo sta facendo in modo del tutto opposto a quello che viene, generalmente, propagandato come inevitabile. Niente salvataggi da parte di Bbce o fmi, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione. Lo sappiano i cittadini greci, cui è stato detto che la svendita del settore pubblico era l’unica soluzione. E lo tengano a mente, da subito, anche quelli portoghesi, spagnoli e Italiani.
In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale: ''E’ LA VOLONTA’ DEL POPOLO SOVRANO A DETERMINARE LE SORTI DI UNA NAZIONE'', e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale. Cosa accadrebbe se tutte le Nazioni facessero come l’Islanda?
Mario Saullo

...L'Associazione ''Laos'' interviene sulle pensioni

Quello che segue è l'intervento del mio papà che inquadra la realtà in cui vivono oggi i pensionati di tutta Italia...

Non ci vuole l’Istat, l’Eurispes e altri per scoprire che i Pensionati non ce la fanno più. Un grido di allarme, quello del Presidente dell’Associazione Laos di Scalea, Mario Saullo, che, in una sua nota, evidenzia come l’attuale Governo Monti "non può pensare di comprimere, a lungo, le condizioni dei Pensionati e di tutti i Cittadini a reddito fisso. La grande sofferenza socio-economica che investe il nostro Paese e che riguarda in particolare i Pensionati, è ormai evidenziata da tutti gli Istituti di Statistica. Le pensioni - scrive Mario Saullo - sono ferme da anni  nei valori reali e subirebbero una decurtazione del due, tre per cento annuo poiché non terrebbero il passo con l’aumento dei prezzi e delle tariffe. Per non parlare, poi, dei prezzi dei beni di largo consumo, i cosiddetti beni di prima necessità: abitazioni, alimentazione e assistenza.
Dolente nota è quella dell’economia, specie se si tratta di Anziani che godono, si fa per dire, di trattamenti pensionistici al minimo livello. Duole ancor più quando l’Anziano signore vive in assoluta solitudine. Questo, è lo specchio di una Nazione in difficoltà, dove ogni giorno numerose famiglie bruciano i loro risparmi per sopravvivere, rischiando di scendere sotto la soglia di povertà. L’Italia non è più ricca come sembrava, si tratta di un Paese che sta impoverendosi. Un’autentica ingiustizia per tutti i Pensionati che, spesso, sono lasciati soli. A questo punto occorrerebbero analisi dettagliate e statificate e non pasticci che non esistono nella realtà sociale diffusa".

venerdì 3 febbraio 2012

...Meraviglia...

...Ragazzi... Che spettacolo il Vesuvio imbiancato...

...Fiocchi che cadono...

Commentare questa foto è emozionante. Siamo tutti abituati a scrutare il colosseo in ogni suo lato, attorniati da ombrelli per ripararsi dal sole e con un caldo torrido. Oggi, invece, la situazione sembra essersi ribaltata.
E' suggestivo pensare a quei fiocchi che cadono copiosi su questa meraviglia della storia. Così come sugli altri monumenti che compongono il puzzle della nostra grande cultura, invidia del mondo intero. Ne gioiranno, sicuramente, i bambini, i più grandi un pò meno, causa disagi. Ma era tutto previsto. 
Da giorni si aspettava questa nevicata eccezionale sulla capitale. Oggi, la sorpresa. 
Roma imbiancata come non la si vedeva da tempo. I cristalli, in queste ore, continuano a ricoprirla, rendendo magica l'atmosfera che si respira.   
Dalla mia postazione, vedo il cielo ricoperto da soffici nuvole bianche che lasciano intravedere, nella mia immaginazione, l'arrivo di tanti fiocchi di neve....
Staremo a vedere se anche nello splendido scenario della costa tirrenica tale fenomeno si materializzerà...