venerdì 27 dicembre 2013

I miei articoli su telegiornaliste.com "Laura Dekker: il mare la sua passione"

Una piccola grande donna. Lo sport, la sua passione più grande. Il mare, il suo habitat naturale. Una simbiosi indicibile per una giovane temeraria e forte che ha sfidato la natura con caparbietà e contro tutto e tutti.
Si tratta di Laura Dekker, classe 1995, velista olandese tedesca, naturalizzata neozelandese, ad oggi la più giovane donna ad aver effettuato la circumnavigazione del mondo in solitaria.
Una storia incredibile, quella di Laura, fin dalla nascita. Nasce, infatti su una barca nel porto di Whangarei, in Nuova Zelanda, da genitori, esperti marinai, impegnati in un viaggio attraverso l'oceano Indiano e il Pacifico. Qui, Laura trascorse i primi quattro anni della sua vita.
Poi, a sei anni Laura, per il suo compleanno, ricevette la sua prima barca, modello Optimist, con la quale iniziò a navigare, apprendendo, da sola, le tecniche di navigazione. A 10 anni, le fu regalato un natante più grande che battezzò Guppy, con il quale la ragazzina effettuò lunghe navigazioni in solitaria, durante le vacanze scolastiche, nel Wattenmeer e nel Mare del Nord. Nel 2009 compì una traversata in solitaria da Maurik, porto fluviale nei pressi di Wijk bij Duurstede, fino a Lowestoft nel Regno Unito, dove fu fermata dalle autorità locali che contattarono il padre e gli chiesero di riaccompagnarla al ritorno.
Nell'agosto 2009 Laura annunciò, in un'intervista, il progetto di un giro del mondo in solitaria della durata di due anni. Decise, quindi, di partire a bordo di Guppy. Il viaggio doveva procedere in direzione est, partendo dall'Olanda e toccando Portogallo e Indonesia, per poi passare il Canale di Suez, il Golfo di Aden e le coste della Somalia, o circumnavigare l'Africa. Subito dopo avrebbe attraversato l'oceano Pacifico, per poi passare il Canale di Panama e attraversare l'Atlantico.
La decisione di Laura Dekker di effettuare il giro del mondo in solitaria suscitò ben presto aspre polemiche. Sua madre e le autorità di Wijk bij Duurstede si opposero al progetto, ricorrendo all'Ufficio Affari dei Minori, che diede mandato a un tribunale di esprimersi a riguardo. La sentenza stabilì l'affido forzato della ragazza ai genitori, con divieto quasi assoluto di allontanarsi dal suo domicilio.
Il 18 dicembre 2009 un membro della famiglia Dekker denunciò la sparizione di Laura alla polizia olandese. Si scoprì che la giovane, prima di sparire, aveva prelevato un’ingente somma dal suo conto corrente in banca. Ciò fece ipotizzare che Laura fosse partita, complicando ancora di più le sue ricerche. Per fortuna, dopo qualche giorno Laura fu ritrovata sull'isola caraibica di Sint Maarten, nelle Antille Olandesi.
Nel 2012, a soli 16 anni, Laura Dekker, ha, comunque, coronato il suo sogno approdando a Saint Martin, l'isola delle Antille olandesi dalla quale era partita il 20 gennaio 2011. Nel suo viaggio in solitaria, a bordo del suo «Guppy», ha percorso 27 mila miglia nautiche. Un’impresa eccezionale.
 Maria Cristina Saullo

mercoledì 11 dicembre 2013

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I miei articoli su telegiornaliste.com "Maria Callas. I 90 anni della divina"

La sua ugola d’oro riecheggia ancora nella mente di ognuno; quella passione intensa verso il canto è parte della storia della musica mondiale.

Maria Callas, l’icona della lirica: una donna che ha saputo coinvolgere ed emozionare il suo pubblico, che continua ad inebriarsi con la sua voce.

La Divina, il cui vero nome era Cecilia Sophia Maria Anna Kalogheròpoulos, il 2 dicembre scorso avrebbe compiuto 90 anni; 90 anni di un mito che continua ad essere omaggiato in ogni dove non solo per il suo essere ma, soprattutto, per la grande professionalità, la musicalità e la capacità di recitare. Qualità indiscusse, insieme al fascino, alla sua eleganza, i suoi amori ed al fatto di essere parte integrante di quello che oggi chiamiamo gossip: sono noti, infatti, i suoi grandi amori verso Aristotele Onassis e Pasolini.

Per onorare la sua carriera nei giorni scorsi è stato pubblicato, in versione deluxe, un doppio cd-dvd intitolato Maria Callas At Covent-Garden 1962 & 1964; e molte sono state anche le iniziative organizzate nel Bel Paese per ricordarla, da Milano a Roma, da Torino a Cosenza; manifestazioni che hanno voluto impreziosire, con la musica di qualità, il panorama culturale nostrano.

Nella città meneghina è stato proiettato il secondo atto della Tosca di Puccini, suo ultimo trionfo, mentre l’Hotel Quirinale della capitale le ha intitolato la suite nella quale era solita soggiornare durante le sue esibizioni al teatro dell’Opera.

Importante una dichiarazione di Patti Smith che, tempo fa, ha dichiarato di aver imparato a cantare il rock anche grazie a Maria Callas, alla sua espressività: «In lei – ha affermato Smith - vedevo qualcuno capace di rendere leggero, di innalzare e assieme rendere profondo ciò che cantava, mi arrivava la sua fragilità e la sua potenza».

Parole emblematiche che racchiudono il senso della vita di una donna che ha donato tanto alla musica e alla storia.

Maria Cristina Saullo