domenica 7 febbraio 2021

Diario di una crisi. Quando gli avversari politici si uniscono per il bene del Paese. La nascita dei governi tecnici e di unità nazionale

 

La figura di Mario Draghi sembra mettere d'accordo quasi tutti partiti. Fratelli d’Italia ha scelto di restare all’opposizione.  

Nel primo giro di consultazioni con i gruppi parlamentari, il premier incaricato ha incassato un forte sostegno da Movimento 5 Stelle, Partito democratico, Italia Viva e Liberi e Uguali.  

Via libera anche da Forza Italia e dalla Lega, con Salvini che ritiene ci sia "convergenza su diversi temi". Contrario, per il momento e come detto, Fratelli d'Italia.

Nella storia dell'Italia repubblicana è, comunque, già successo che parti politiche diverse si siano unite per collaborare alla formazione di un nuovo governo. 

A partire dal Governo De Gasperi II, che rimase in carica dal 14 luglio 1946 al 2 febbraio 1947, formato da Democrazia cristiana, Pci, Partito socialista italiano di unità proletaria e, per la prima volta, Pri.

Il Governo De Gasperi II diede le dimissioni,  andando in crisi il 20 gennaio 1947, in seguito alla scissione del Psi che aveva dato origine al Partito socialista democratico italiano.

Seguì il Governo De Gasperi III e poi IV che ottennero entrambi la fiducia dall'Assemblea Costituente. 

Nonostante le ostilità, le varie parti che formavano gli esecutivi di quegli anni riuscirono a collaborare per guidare il Paese durante la ricostruzione e portando alla stesura della Costituzione dopo la fine della Seconda Guerra mondiale e al passaggio da monarchia a Repubblica. 

Nel 1976 è il turno del Governo Moro V che rimase in carica dal 12 febbraio 1976 al 30 luglio 1976.

L'esecutivo ottenne la fiducia alla Camera con le astensioni di Psi e Pri e con l'uscita dall'aula al Senato sempre da parte dei socialisti e dei repubblicani. 


Dal 30 luglio 1976 al 13 marzo 1978, rimase in carica il Governo Andreotti III, chiamato anche "Governo di solidarietà nazionale", perché superò la votazione di fiducia in parlamento, grazie all'astensione del Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer. 

Il Governo Ciampi fu l'ultimo esecutivo della cosiddetta Prima Repubblica. Rimase in carica dal 29 aprile 1993 all'11 maggio 1994. Fu il primo guidato da un non parlamentare.

La maggioranza del governo di Carlo Azeglio Ciampi, ex governatore della Banca d'Italia, era composta da Dc, Pds, Psi, Pri, Pli, Psdi, Verdi e Lista Marco Pannella. 

Nel biennio 1995-1996 l’Italia vara il primo governo "tecnico", a guida Lamberto Dini, presieduto da personalità fuori dalla politica attiva. L'esecutivo, rimase in carica dal 17 gennaio 1995 al 18 maggio 1996.

Dopo l’addio di Rifondazione e la caduta di Romani Prodi, nel 1998 forze politiche diverse si unirono per portare alla formazione del Governo D'Alema I che rimase  in carica dal 21 ottobre 1998 al 22 dicembre 1999. 


La maggioranza del Governo D'Alema I era formata da Democratici di Sinistra, Partito Popolare Italiano, Unione Democratica, Verdi, Rinnovamento italiano, Comunisti Italiani, Socialisti Democratici Italiani. 

Si arriva infine a un altro governo "tecnico", il Governo Monti, che rimase in carica dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013. 

Le uniche forze che si sono dissociate dal sostegno all'esecutivo formato da Mario Monti furono Italia dei Valori e Lega.

Formato, per lo più, da persone estranee all'ambiente politico, fu presentato come un governo tecnico d'emergenza nell'ambito della forte crisi economica del 2008.

Il presidente del Consiglio Mario Monti lo definì "governo di impegno nazionale". L'esecutivo viene ricordato in particolare per le numerose misure di austerità.

(Fonte Sky Tg24)

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