venerdì 12 febbraio 2021

Diario di una crisi. Scissione all'interno del M5S?

 

Dopo l’addio di Alessandro Di Battista al Movimento 5 Stelle, e il semaforo verde a partecipare al nuovo esecutivo Draghi da parte degli iscritti potrebbe cambiare la geografia penta stellata in Parlamento. Il rischio scissione è concreto.  

Diversi parlamentari sarebbero pronti a votare no alla fiducia al nuovo governo.

"Da tempo non sono d’accordo con le decisioni del Movimento 5 Stelle e ora non posso che farmi da parte", ha annunciato ieri sera, in un video postato su Facebook, Alessandro Di Battista.

Un addio che ha procurato non pochi mal di pancia tra gli onorevoli del Movimento, riaprendo così la spaccatura tra "governisti" e "ortodossi".

I Cosiddetti ribelli sarebbero 40 tra senatori e deputati, ma solo una decina di parlamentari sarebbero pronti a votare no alla fiducia e a lasciare il gruppo grillino.

Qualche onorevole, ha già annunciato che non voterà la fiducia al governo. Tra essi, il senatore Mattia Crucioli e il deputato Pino Cabras.

Un'altra possibilità è che alcuni possano sfilarsi dalla corsa all’organo collegiale che dovrà guidare il M5s. Di questa potrebbero farne parte il senatore e Presidente della Commissione antimafia, Nicola Morra, e l'ex ministro, Barbara Lezzi, che, però, potrebbe restare all’interno del Movimento.  

Potrebbe, invece, restare in corsa per la guida del Movimento l’ex ministro, Danilo Toninelli, che ha difeso le ragioni del no, pur rispettando il voto.

Incertezza su quello che farà il senatore Emanuele Dessì, apparso molto critico, che ha spiegato di aver votato no nella consultazione su Rousseau: "Una brutta pagina per la democrazia -  ha affermato -. Sono un convinto governista ma non a tutti i costi".

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