mercoledì 2 dicembre 2020

Querelle impianti sciistici in Europa. Il governo austriaco ha deciso. Aperture il 24 dicembre solo per i residenti. Gli alberghi resteranno chiusi fino al 6 gennaio. Obbligo di quarantena per chi arriva dall'estero.

 

Sulle cabinovie ci sarà l'obbligo di indossare la mascherina. Dalla vigilia di Natale, saranno consentite anche altre attività sportive all'aperto, come lo sci di fondo e il pattinaggio, mentre gli sport al coperto saranno vietati ai non agonisti.

“In vista delle festività – ha spiegato il cancelliere Sebastian Kurz - sono previste delle nuove restrizioni anche per chi arriva dall’estero. Chi arriva dall’estero, dovrà mettersi in quarantena. Non basterà più aver fatto, nelle ultime 72 ore, il tampone. Eccezioni solo per i pendolari transfrontalieri e i viaggi di lavoro”.

Dopo il lockdown totale, da lunedì prossimo, in Austria torneranno in classe gli alunni delle scuole d'obbligo e dell'ultimo anno delle superiori. Riapriranno anche i negozi.

Il ministro degli Interni Karl Nehammer ha annunciato la presenza delle forze dell’ordine nei centri commerciali, "per evitare – ha affermato - giornate di caos durante lo shopping natalizio. Dalle ore 20:00 alle ore 06:00, è previsto il coprifuoco.

Per le feste di Natale è stato fissato un tetto massimo di dieci commensali. Inoltre, dopo i test di massa che saranno effettuati questo mese in tutti i länder, il ministro della Salute Rudolf Anschober ha prospettato un secondo screening di massa dopo le festività, che dovrebbe dare indicazioni più precise sull'andamento epidemiologico.

“Il periodo delle feste è molto critico – ha dichiarato Anschober -. Sta per terminare un anno incredibilmente difficile. Abbiamo superato relativamente bene la prima ondata, ma poi abbiamo dovuto renderci conto che la seconda aveva ancora più forza".

Molte le reazioni dei leader internazionali, dopo l’annuncio dell’Austria.

Il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, ha promosso “la regola varata in Austria che – ha dichiarato - interrompe le attività di hotel e ristoranti nelle mete sciistiche del Paese, perché ricordiamo l'esperienza di febbraio e marzo, ancora viva sulla nostra pelle”. 

All’epoca, dopo il ritorno dalla settimana bianca, in tutti gli stati membri dell’Unione europea, i cittadini hanno portato a casa il virus.

Non è l'attività sciistica in sé a portare rischi, ma tutte le attività accessorie.

(Fonte Sky Tg24)

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