martedì 15 dicembre 2020

Cts: "Inasprire le misure per Natale e aumentare i controlli". Incognita zona rossa o arancione per tutta Italia

 

"Inasprire le misure e aumentare i controlli, secondo le indicazioni contenute nel Decreto del presidente del consiglio dei ministri del 3 dicembre scorso, modulandole come si ritiene opportuno".

Sono queste le principali indicazioni che il Comitato Tecnico Scientifico ha messo, nero su bianco, al termine della seconda riunione fiume di oggi, che ha confermato la necessità di potenziare il dispositivo di controllo degli assembramenti nelle piazze, strade e vie dello shopping nei giorni che precedono il Natale.

Si parla di una zona rossa nazionale in alcuni giorni, con solo i servizi essenziali aperti e spostamenti vietati, o una grande zona arancione per tutto il periodo, con negozi aperti e ristoranti chiusi.

Coprifuoco alle ore 20:00 o alle ore 18:00 e limite agli spostamenti tra comuni o regioni, con deroghe per chi abita nei piccoli comuni.

L’esecutivo nazionale, potrebbe optare per un mini - lockdown dal 24 dicembre al 7 gennaio o solo nei giorni festivi e prefestivi, 24 – 25 - 26 dicembre, 31 dicembre - 1 gennaio, 5 - 6 gennaio, sul modello del lockdown tedesco.

Una decisione ufficiale non è stata ancora presa, ma secondo alcune fonti, la stretta di Natale potrebbe prevedere:

a) dal 21 dicembre stop a spostamenti tra regioni e chiusura di tutti i negozi non essenziali, a eccezione di chi vende beni di prima necessità;

b) consentiti gli spostamenti per il pranzo in famiglia;

c) controlli serrati per fermare gli assembramenti e le folle di persone nelle vie dello shopping e nei centri storici;

d) chiusura di bar e ristoranti;

e) lockdown soft dal 24 dicembre al 2 gennaio;

f) tutta Italia in zona arancione, con divieto a spostarsi tra i Comuni, ad eccezione per chi vive in comuni con meno di 5.000 abitanti, a cui potrebbe essere concesso di spostarsi entro un raggio di 30 km, ma con negozi che rimarrebbero aperti;

g) coprifuoco anticipato alle ore 20:00 o alle ore 18:00;

h) una stretta limitata ai giorni più a rischio come appunto festivi e fine settimana.

Ad anticipare le intenzioni del Governo sulla nuova stretta è stato il ministro degli Affari regionali Boccia. “Dobbiamo dirci fino in fondo se la pausa natalizia deve servirci a mettere in sicurezza il Paese o se deve essere guidata solo dalla volontà di favorire il business – ha affermato -.

In questo momento, affari e salute non solo conciliabili. E ho il massimo rispetto per chi ha sulle spalle il peso delle attività economiche. Dobbiamo metterci in testa – ha proseguito Boccia - che quando c’è un’epidemia e non c’è un farmaco, bisogna evitare gli spostamenti. Non lo dico io, ma la scienza.

Noi del Pd, come ha ribadito il segretario Zingaretti, - ha commentato Boccia - vogliamo misure più restrittive, altro che apertura. Quanto all’economia, il governo ha stanziato in miliardi il più grande piano dal Dopoguerra”.

A spingere l’esecutivo verso una nuova stretta sono stati gli episodi di assembramenti nelle vie dello shopping e nei centri storici delle principali città italiane a cui si è assistito nel fine settimana.

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