mercoledì 16 dicembre 2020

Buone notizie per le Partite Iva, che non hanno beneficiato dei ristori del governo. Ipotesi di decontribuzione totale

 

L’Inps, sta lavorando con la ragioneria generale dello Stato per valutare la fattibilità di un emendamento alla manovra che introdurrebbe, nel 2021, una decontribuzione totale per i lavoratori autonomi che guadagnano fino a 50 mila euro l’anno e che hanno subito un calo del fatturato del 33%. La misura costerebbe 2 miliardi.

Ma non c’è solo la decontribuzione. Il vice ministro dell’Economia, Antonio Misiani, ha aperto anche all’introduzione di un "ammortizzatore sociale" per le PI.

Camillo D’Alessandro, deputato di Italia Viva e vice-presidente della commissione lavoro della camera dei deputati, ha reso noto che sugli ammortizzatori sociali, a favore degli autonomi, ha presentato, come primo firmatario, un “emendamento di maggioranza alla legge di bilancio, sottoscritto dai capigruppo in commissione Lavoro di tutte le forze politiche della coalizione di governo”.

Intanto, la maggioranza è ancora alla ricerca di una sintesi sul superbonus 110%. Sgravio, confermato per tutto il prossimo anno.

Il Movimento 5 Stelle, forte anche della spinta che arriva dal mondo delle imprese, chiede però che il meccanismo venga prorogato fino al 2023.

Dal canto suo, il Tesoro ha proposto alla maggioranza una proroga, limitata solo a tutto il 2022, finanziata, oltre che con soldi europei, anche attraverso 1,5 miliardi recuperati fra le pieghe del bilancio, ma con un paletto.

Potranno, infatti, accedere al superbonus i contribuenti che dimostrano lavori partiti nei primi sei mesi di quell’anno e solo chi ha avviato pratiche, delibere e domande presso gli enti competenti entro il mese di giugno.

Una soluzione, questa, che farebbe risparmiare soldi allo Stato, come conferma il relatore al Ddl bilancio, Stefano Fassina, secondo il quale è in corso una “rielaborazione che deve tenere conto dei vincoli di finanza pubblica. Si tratta di un intervento costoso”.

Ancora in stand-by la questione, sollevata dalla Lega, della possibile compensazione dei debiti e dei crediti delle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione. L’emendamento è stato accantonato ma Fassina ha riconosciuto che "il problema esiste e che non può essere scaricato sulle imprese".

(Fonte Sky Tg24)

 

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