lunedì 14 dicembre 2020

Comitato tecnico scientifico: "Lockdown a Natale". Fedriga: "Rigorosi nel rispettare ordinanze e Dpcm che già esistono". Zaia: "La pressione sanitaria in Veneto comincia ad essere importante"

 

“Misure da consolidare ed eventualmente estendere e rafforzare con una sorta di lockdown per tutto il periodo di Natale”. È quanto avrebbero detto, secondo quanto si è appreso, gli esperti del Comitato tecnico scientifico nella riunione con il premier Conte e con i capi delegazione appena conclusa.

“La necessità di una nuova stretta – hanno spiegato i tecnici del Cts - è legata all'impossibilità da un lato di un controllo capillare del territorio e dall'altro a dati ancora preoccupanti, con un'incidenza dei nuovi casi ancora troppo alta.

L'Italia – evidenziano i tecnici - ha anche un numero di morti giornaliero che supera quello della Germania, che ha 20 milioni di abitanti in più, e oltre metà del paese con le strutture sanitarie ancora sotto stress. Bisogna, quindi, estendere le misure, altrimenti a gennaio saremo nei guai".

In merito, il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga  ha fatto un appello “alla popolazione ad essere, il più possibile, rigorosi nel rispettare ordinanze e dpcm che già esistono. Sembra che ci sia una rincorsa quotidiana a scrivere le nuove regole – afferma Fedriga – ma, in realtà, le regole ci sono già e sono chiare: distanziamento, igienizzazione delle mani, mascherine. Se fossero attuate, in modo rigoroso, riusciremmo a ridurre moltissimo il rischio di contagio".

Molto preoccupato, invece, il presidente della regione Veneto, Luca Zaia.

"La pressione sanitaria – ha affermato nella conferenza stampa quotidiana sull'emergenza da Covid-19 - comincia ad essere importante. Confrontando il picco dei ricoveri durante il lockdown della scorsa primavera con i dati di oggi, in terapia intensiva il numero attuale è leggermente maggiore, 17 in più, mentre i pazienti in area con critica sono circa mille in più.

Abbiamo province come Verona, maglia nera in questo momento – ha proseguito Zaia - che subiscono questa pressione ancora di più. Verona, avrà una contrazione importante di erogazione di servizi sanitari ordinari per far fronte al tema Covid".

"Non vorrei che qualcuno consideri di fare baldoria pensando che tanto a metà gennaio arriva il vaccino. Dopo 90 giorni si fa il secondo vaccino. Questo significa che, per chi si vaccina - ha chiosato Zaia - l'immunità si otterrà ad aprile. Quindi, fino a quella data bisogna riuscire a stare in apnea altrimenti affoghiamo"

(Fonte Ansa)

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