giovedì 3 dicembre 2020

Cambio di colore delle regioni. Attesa per le decisioni della cabina di regia Cts/Ministero della salute. 25 senatori del Pd: "Si a spostamento tra comuni". Marcucci chiede al governo di rivedere le norme

 

C'è attesa per la decisione della cabina di regia, Comitato tecnico scientifico - Ministero della salute che potrebbe approvare lo spostamento di alcune regioni in fasce di rischio diverse da quelle in cui si trovano ora.

Da domenica prossima, 6 dicembre, le Marche, probabilmente diventeranno zona gialla. Stessa sorte, potrebbe toccare anche a Emilia Romagna, Umbria, Basilicata e Puglia. Sembra, invece, che Lombardia e Piemonte rimarranno in zona arancione. Per passare ad un colore con meno restrizioni, infatti, secondo le regole stabilite dal governo, devono trascorrere almeno 14 giorni. Lombardia e Piemonte sono arancioni solo dal 29 novembre.

Si attendono notizie anche sulla Calabria, in zona arancione, anch’essa dal 29 novembre. L’1 dicembre il presidente facente funzioni, Nino Spirlì, ha firmato l'ordinanza n. 92 che prevede ulteriori misure. Otto comuni calabresi sono stati dichiarati zona "rossa": Bagnara Calabra, Platì, Bruzzano Zeffirio e Cardeto, in provincia di Reggio Calabria, Pallagorio, Cotronei, Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, e  Mileto, in provincia di Vibo Valentia, mentre quattro in zona "arancione" sono tutti del Vibonese: Pizzo, Rombiolo, San Gregorio d'Ippona e San Costantino Calabro.

Almeno fino all’11 dicembre, quindi, in queste regioni non dovrebbero esserci cambi di colore. Limitati gli spostamenti: sono proibiti quelli fuori dal proprio comune, salvo che per motivi di lavoro, necessità e urgenza.

Cambiamenti potrebbero interessare, invece, Toscana, Friuli Venezia Giulia e la provincia autonoma di Bolzano.

Secondo quanto si è appreso, la Toscana passerebbe da rossa ad arancione, come l’Alto Adige, mentre il Friuli Venezia Giulia tornerebbe giallo.

Si trovano già in zona gialla Lazio, Liguria, Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Sicilia e Veneto.

In riferimento alla Toscana è intervenuto il governatore, Eugenio Giani, che ha reso noto che la regione “sarà zona rossa fino a sabato. Da domenica – ha affermato a Rai Radio1 - entriamo nell'arancione. Me lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza".

Le decisioni degli esperti del Cts, andranno a cambiare anche il quadro degli spostamenti in Italia, alla vigilia del ponte dell'Immacolata. È bene ricordare che nelle regioni, situate in area gialla, ci si può muovere liberamente.

In merito, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, 25 senatori del Pd, su un totale di 35, avrebbero scritto una lettera al loro capogruppo, Andrea Marcucci, per chiedergli di "attivarsi con il Governo affinché lo spostamento tra Comuni nelle giornate del 25 e 26 dicembre e 1 gennaio possa avvenire, per consentire a persone che vivono in Comuni medio - piccoli di ricongiungersi per poche ore con familiari che abitano in altri comuni".

La risposta di Marcucci non si è fatta attendere. "Mi rivolgo al premier Conte – dichiara il capogruppo Dem -. Cambi le norme sbagliate inserite nel decreto sulla mobilità comunale del 25, 26 dicembre e 1 gennaio. Lo chiedono le Regioni e 25 miei colleghi senatori del Pd. Non è una questione di poco conto - continua Marcucci -. Riguarda milioni di famiglie che abitano in zone limitrofe, divise soltanto dai confini del proprio Comune.

Bisogna, a mio avviso, rendere possibile, nel rispetto delle norme, i ricongiungimenti familiari e affettivi anche solo per poche ore. Servirebbe anche non discriminare tra attività economiche di città e attività economiche di Paese".


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