venerdì 11 dicembre 2020

Covid: Monitoraggio Iss/ministero della salute "Indice Rt a 0,82. Rezza: "E' necessario che i cittadini continuino a mantenere comportamenti prudenti, evitando aggregazioni"

 

L'indice di contagio Rt in Italia è sceso, passando da 0,91 a 0,82.

È quanto emerge dalla bozza del report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Istituto superiore di sanità.

"Nel periodo 18 novembre - 1 dicembre 2020 - si legge nel report - l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,82 (range 0,76 - 0,91).

Si riscontrano valori di Rt puntuale inferiore a 1 in 20 Regioni. 

Di queste, 19 hanno un Rt puntuale inferiore a uno anche nel suo intervallo di credibilità maggiore, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità.

Nella settimana di monitoraggio – si legge nel documento - si continua ad osservare una riduzione generale del rischio, con la maggior parte delle regioni a rischio moderato e due a rischio basso.

In particolare, 14 regioni sono classificate a rischio Moderato di una trasmissione di Sars-Cov-2. Di queste, nessuna ha una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l'attuale trasmissibilità.

Due Regioni sono classificate a rischio Basso (Basilicata e Molise) e 5 a rischio Alto (Emilia Romagna, Trento, Puglia, Sardegna e Veneto).

Due delle cinque Regioni classificate a rischio Alto (Puglia e Sardegna) sono state classificate a rischio Alto e/o equiparate a rischio Alto per 3 o più settimane consecutive. Questo – si legge ancora nel report - prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale in base al documento "Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale".

L'epidemia in Italia, seppur mantenendosi grave a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali - continua il documento Iss/ministero della salute - mostra una riduzione nella trasmissibilità, rispetto alla settimana precedente, e questo è un segnale di efficacia delle misure di mitigazione introdotte.

In tutte le regioni/province autonome, la trasmissibilità e compatibile con uno scenario tipo 1. 

Si osserva, anche, una riduzione nel numero di regioni/province autonome dove l'impatto dell’epidemia sui servizi sanitari è ancora alto.

Al giorno 08/12/2020 – prosegue il report - 16 regioni/province autonome avevano superato almeno una soglia critica in area medica o Ti (vs 18 regioni/province autonome la settimana precedente). Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e aree mediche, supera ancora la soglia critica di occupazione a livello nazionale".

L'indice di contagio Rt è superiore a 1 solo nel Molise, con 1.45.

Abruzzo, 0.8; Basilicata, 0.65; Calabria, 0.64; Campania, 0.71; Emilia Romagna, 0.81; Friuli Venezia Giulia, 0.97; Lazio, 0.67; Liguria, 0.63; Lombardia, 0.82; Marche, 0.8; Piemonte, 0.64; provincia autonoma di Bolzano, 0.67; provincia autonoma di Trento, 0.91; Puglia, 0.8; Sardegna, 0.7; Sicilia, 0.68; Toscana, 0.76; Umbria, 0.66; Valle d'Aosta, 0.6; e Veneto, 0.91.

In 16 Regioni si evidenzia un "impatto alto" sui servizi sanitari per sovraccarico di terapie intensive e area medica, per evidenza di nuovi focolai (in Rsa, case di riposo, ospedali o luoghi con popolazione vulnerabile) e per nuovi casi segnalati. 

Si tratta di Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna., Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, PA Bolzano, PA Trento, Puglia, Sardegna , Toscana, Umbria e Veneto.

“L'elevata incidenza e il forte impatto sui servizi sanitari – affermano gli esperti -avvertono gli esperti, richiedono di attendere una riduzione significativa prima di considerare un rilassamento delle misure di mitigazione, ivi comprese quelle della mobilità, oltre alla necessità di mantenere elevata l'attenzione nei comportamenti. La situazione epidemiologica dell'epidemia rimane grave e si raccomanda che, in base all'impatto sui servizi sanitari e territoriali, una modulazione delle misure di mitigazione nelle regioni/province autonome eviti di rilassare le misure stesse e il livello di attenzione della popolazione al punto da determinare una rapida inversione della tendenza documentata con una ripresa del contagio in un contesto di incidenza ancora molto elevata che avrebbe conseguenze molto gravi per il Paese".

Secondo il direttore generale della prevenzione presso il Ministero della salute. Gianni Rezza, “questa settimana si osserva una leggera diminuzione dell'incidenza dei casi di Covid-19, però rimane elevata intorno a 450 casi per 100mila abitanti. Addirittura – prosegue Rezza - in alcune aree del paese si nota un aumento dell'incidenza stessa. Rimane al di sopra della soglia critica il tasso di occupazione sia in area medica che in terapia intensiva.

Quindi, nonostante una leggera diminuzione dell'Rt, intorno 0,82 è necessario che i cittadini continuino a mantenere comportamenti estremamente prudenti, evitando aggregazioni. Allo stesso tempo, le amministrazioni devono vigilare e mantenere alto il livello di allerta".

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