martedì 2 febbraio 2021

Crisi di governo. L'ex premier, Lamberto Dini: "Bene Draghi premier. Conte avrebbe dovuto ascoltare le questioni sollevate da Renzi"

 

"Se il presidente della camera, Roberto Fico, fallisce nel suo tentativo esplorativo, credo ci siano le condizioni per un'apertura a un governo più largo, un governo istituzionale. Questo lo deciderà il presidente della Repubblica".

Un riferimento esplicito all’ex presidente della Bce, Mario Draghi, quello fatto da Lamberto Dini, già premier e più volte ministro, ospite di Un giorno da pecora, su Rai Radio1.

"Se fossi nei panni di Draghi – ha detto Dini - accetterei se il programma di governo lo posso definire io, non i 5 Stelle.

Conosco bene Mario Draghi – ha aggiunto l’ex primo ministro -. Siamo stati colleghi, amici per tanti anni. Di recente non l'ho sentito, non volevo interferire in alcun modo.

Draghi è una riserva per la Repubblica. Poi dipenderà dai partiti se arriverà alla presidenza della Repubblica.

Certo – ha continuato Lamberto Dini - se accettasse di fare il premier, sarebbe una bella scelta. Ha esperienza, caratura internazionale. È ammirato e stimato nel mondo”.

Dini nel suo intervento a  Un giorno da pecora, su Rai Radio1, ha parlato anche di Matteo Renzi.

"Il leader di Italia Viva – ha ribadito - ha i suoi fini ultimi, ma ha sollevato questioni di merito e Conte avrebbe fatto bene ad accettarle. Non le ha accettate perché è nelle mani dei 5 Stelle, che non vogliono Mes, Tav, eccetera eccetera. 

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto la cosa giusta a chiedere alla terza carica dello Stato, Roberto Fico, di fare un'esplorazione. Però a quest'ora non mi pare ci sia un accordo, quindi potrebbe applicarsi una massima dantesca: 'Tanti erano giusti ma non si sono intesi'.

Se invece ci dovesse essere un accordo si potrebbe applicare il contrario: 'Tanti non eran giusti ma si sono intesi'".

Secondo l'ex premier "è giusto fare il programma prima di dire quali sono le persone adatte per applicarlo. Il fatto è che né i dem né tantomeno i 5 Stelle vogliono sottoscrivere un programma: vogliono continuare a fare il tran tran degli ultimi tempi".

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