mercoledì 3 febbraio 2021

Il nome di Mario Draghi premier divide le varie anime del Movimento 5 Stelle.

 

Il capo politico, Vito Crimi, con un post sui social, ha dettato la linea ufficiale. 

"Il Movimento 5 Stelle, già durante le consultazioni, aveva rappresentato che l'unico governo possibile sarebbe stato un governo politico. Pertanto non voterà per la nascita di un governo tecnico, presieduto da Mario Draghi.

Una tale tipologia di esecutivi è già stata adottata in passato, con conseguenze estremamente negative per i cittadini italiani. Se il M5S votasse compatto al Senato contro Draghi, l’ex governatore della Bce non avrebbe la maggioranza visto che i voti favorevoli si fermerebbero poco sopra quota 140”.

Le parole di Crimi hanno di fatto diviso i suoi, con una possibile rottura interna tra coloro che vogliono seguire la linea Crimi e altri che invece sarebbero propensi a schierarsi con Draghi.

Nelle prossime ore è attesa l'assemblea congiunta convocata sulla crisi di governo. 

La senatrice del Movimento 5 Stelle, Paola Taverna, vice presidente del Senato, ha ribadito: “Non voteremo un governo tecnico guidato da Mario Draghi. A questo punto, riteniamo che l'unica strada giusta sia quella delle elezioni anticipate”.

Anche la senatrice Barbara Lezzi ha detto che "è sufficiente ripercorrere le dichiarazioni delle ultime settimane per individuare chi ha invocato Draghi. Si tratta di Renzi, Berlusconi e Salvini. Il M5s non voterà la fiducia a Draghi".

La deputata del M5s, Carla Ruocco, ha detto che “bisogna lavorare senza sosta e a testa bassa. Di responsabilità, finora, ne abbiamo avuta tanta. 

Il Presidente della Repubblica in maniera molto saggia ha detto delle parole ben pesate e anche noi dobbiamo pesare bene le parole. Su come voterà il M5s non mi esprimo.

Bisogna lasciare lavorare il Presidente della Repubblica e nel rispetto attenderei queste ore per ascoltare cosa dirà anche Draghi".

Alessandro Di Battista il più duro in un articolo su Tpi.it. 

"Quel che penso è che il governo Draghi lo debbano votare, semmai i rappresentanti dell'establishment. Lo voti la Meloni che ha già detto sì, in passato, a governi tecnici e a leggi Fornero. Lo voti mezzo Pd che ha lavorato incessantemente per buttare giù Conte. Lo voti Salvini, ennesimo pezzo di arredamento del "sistema" mascherato. Lo voti Renzi, mero esecutore di ordini altrui. Lo voti FI".

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