giovedì 14 gennaio 2021

Emergenza Covid - 19. Rapporto Fondazione Gimbe: "Serve un nuovo lockdown"

 

“Stanno risalendo tutte le curve e il vaccino non è la soluzione immediata, perciò adesso serve il lockdown”.

Non usa giri di parole la Fondazione Gimbe nel suo monitoraggio settimanale dell'andamento dell'epidemia da Covid-19, riferito al periodo 6 - 12 gennaio, in cui rileva l'incremento dei nuovi casi e la risalita delle curve di ricoveri con sintomi e terapie intensive, entrambe sopra soglia di saturazione in metà delle regioni.

In salita anche i decessi. Per la Fondazione, sarebbe rischioso puntare tutto sul vaccino. Servirebbe, invece, un'immediata e rigorosa stretta per evitare un anno di difficile convivenza con il virus, con ospedali ciclicamente al limite del collasso, continue strette e allentamenti e un aumento inesorabile dei decessi.

Entrando nel dettaglio dei dati, nella settimana 6-12 gennaio 2021, rispetto alla precedente, si conferma  l'incremento dei nuovi casi (121.644 vs 114.132) a fronte di un lieve calo del rapporto positivi/casi testati (29,5% vs 30,4%).

Stabili i casi attualmente positivi (570.040 vs 569.161) e, sul fronte ospedaliero, lieve risalita dei ricoverati con sintomi (23.712 vs 23.395) e delle terapie intensive (2.636 vs 2.569); ancora in aumento i decessi (3.490 vs 3.300).

Le variazioni rispetto alla settimana precedente di riferimento sono:

Decessi: 3.490 (+5,8%)

Terapia intensiva: +67 (+2,6%)

Ricoverati con sintomi: +317 (+3,4%)

Nuovi casi: 121.644 (+6,6%)

Casi attualmente positivi: +879 (+0,2%)

Casi testati: +36.433 (+9,7%)

Tamponi totali: +89.492 (+10%)

"I dati - ha affermato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta - confermano la lenta risalita dei nuovi casi settimanali. Sul versante ospedaliero, il costante aumento di ricoveri e terapie intensive dove l'occupazione, da parte di pazienti Covid, supera in 10 Regioni la soglia del 40% in area medica e quella del 30% delle terapie intensive.

A quasi un anno dallo scoppio della pandemia nel nostro Paese – continua Cartabellotta - non possiamo più permetterci di inseguire affannosamente il virus. Considerato che le prossime settimane saranno cruciali per il controllo della pandemia nell'intero 2021, sulla base delle migliori evidenze scientifiche, la Fondazione Gimbe sta elaborando una proposta per la gestione 2021 della pandemia, integrata con le certezze e incertezze del piano vaccinale".

La strategia prevede la continua valutazione di cinque variabili che condizionano il controllo della pandemia.

Le prime due sono:

la circolazione del Sars - CoV-2, in termini di incidenza di nuovi casi per 100.000 abitanti;

l'impatto della Covid - 19, sia sul sovraccarico dei servizi sanitari, sia sulla prognosi della malattia, che sulla riduzione dell'assistenza per pazienti non Covid – 19.

Un'altra variabile è l'aderenza della popolazione alle misure individuali: distanziamento sociale, utilizzo della mascherina, igiene delle mani, aerazione degli ambienti chiusi.

Poi la copertura vaccinale, fortemente condizionata da approvazione e disponibilità dei vaccini.

Al momento, gli accordi con Pfizer-BioNTech e Moderna garantiscono all'Italia 102,3 milioni di dosi, ma le tempistiche di consegna sono certe solo per circa 37 milioni di dosi:

10 entro marzo;

12,8 entro giugno;

14,8 entro settembre, alle quali si aggiungerebbero ulteriori 40,3 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca, entro giugno, in caso di positiva valutazione dell'Ema, attesa per il 29 gennaio.

Infine la soppressione della catena di contagi. L'obiettivo strategico di contrasto alla pandemia, secondo la classificazione di un recente articolo pubblicato sul BMJ, è l'eliminazione che mira ad interrompere la catena di trasmissione del virus, con azioni tempestive e incisive in caso di individuazione di nuovi focolai, attraverso un efficiente sistema di testing &tracing e l'isolamento non più fiduciario ma controllato, oltre alle misure individuali.

La soppressione prevede misure progressivamente più stringenti all'aumentare dei casi, con l'obiettivo di appiattire la curva epidemica.

La mitigazione, prevede misure progressivamente più stringenti all'aumentare dei casi, meno incisive rispetto alla soppressione e finalizzate a flettere la curva epidemica per limitare il sovraccarico dei servizi sanitari.

"Nel primo trimestre 2021 - ha spiegato Renata Gili, responsabile ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe - con una copertura vaccinale minima ci si attende un'elevata circolazione del Sars-CoV - 2, con preoccupanti incertezze sulle nuove varianti, ed elevato impatto della Covid - 19 sui servizi sanitari.

Di conseguenza – ha detto Gili - per centrare l'obiettivo di eliminazione del virus è indispensabile attuare rapidamente la strategia soppressiva, al fine di ridurre, in modo rilevante, i casi attualmente positivi e appiattire la curva epidemica.

In questo modo, con l'arrivo della bella stagione e il progressivo aumento delle coperture vaccinali, la minore circolazione del Sars - CoV-2 permetterebbe, durante i mesi estivi, la ripresa di un'efficiente attività di tracciamento per raggiungere l'obiettivo della progressiva eliminazione”.

Secondo Cartabellotta, “considerati i modesti risultati ottenuti dal sistema delle Regioni a colori e le incognite legate all'efficacia del vaccino, soprattutto in termini di riduzione dei quadri severi di malattia e di trasmissione del virus, il lockdown rappresenta l'unica strada per mantenere il controllo dell'epidemia sino a fine anno senza affidarci, esclusivamente, al vaccino.

Continuando con le strategie di mitigazione - ha continuato Cartabellotta - sarà impossibile riprendere un tracciamento efficace. L'unico auspicio non potrà che essere quello di raggiungere presto adeguate coperture vaccinali. Questo però significa accettare il rischio di una circolazione virale intermedia con gravi ripercussioni sulla salute e sull'economia ancora fino al prossimo autunno".

(Fonte Sky Tg24)

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