martedì 19 gennaio 2021

Crisi di governo. Gli interventi dei senatori Casini, Nencini e Monti

 

"Nell'annunciare il mio voto favorevole al governo vorrei esprimere il rispetto per il governo per gli sforzi onesti e leali che ha messo in campo nell'affrontare la pandemia".

È quanto ha affermato il senatore, Pierferdinando Casini, intervenendo a Palazzo Madama, dopo le comunicazioni del premier, Giuseppe Conte.

“Le parole del presidente del Consiglio – ha spiegato Casini - sono state parole di verità, ammettendo che ci sono state cose che potevano essere fatte in modo migliore e diverso. Ma credo che nessuno possa avere il pregio della infallibilità davanti a questo dramma.

Sono preoccupato per il trionfalismo di chi si accontenta del pallottoliere e dimentica le ragioni della politica.

La crisi – ha continuato l’ex presidente della Camera - è stata aperta da Italia viva, in modo sbagliato e frettoloso, ma non inaspettato se è vero che da mesi erano evidenti le ragioni del dissenso all'interno del governo.

Ci si è dilungati su una crisi che andava affrontata con risolutezza. Oggi, tutto è coperto dalla soddisfazione di fondo di un anti renzismo che diventa una specie di auto compiacimento.

Dobbiamo capire, invece, - ha ribadito Casini - se il governo ne esce più forte o più debole. Non so se prenderemo 161 voti, 158 o 150. Il problema sono i sentimenti del Paese e la necessità che questo governo allarghi la base di condivisione.

Recuperiamo il cammino comune con chi ha fatto prevalere ragioni divisive – ha concluso il senatore Casini -. Andando avanti zoppicando e magari appellandoci solo ai numeri, faremmo un favore alle forze sovraniste, perché il nostro rapporto con il paese sarà indebolito".

Annunciata l’astensione da parte del senatore socialista, Riccardo Nencini.

"I socialisti valuteranno a tempo il suo proposito – ha spiegato - tenendo conto che in questi mesi abbiamo sostenuto il suo governo da apolidi, non ne facciamo parte, non abbiamo mai ricevuto inviti a partecipare a incontri e quando non eravamo d'accordo abbiamo espresso il nostro dissenso.

Ci sta a cuore solo un progetto di rinascita per l'Italia. Approvato lo scostamento di bilancio, che voteremo, convochi rapidamente le forze europeiste che accoglieranno il suo appello. È la strada maestra da seguire alla luce del sole.

La crisi - ha ribadito Nencini - si era virtualmente aperta a novembre, figlia di lentezze ed errori, aggravata da divisioni interne e da nodi mai sciolti, come il Mes, o sciolti come sul recovery grazie all'intervento di Italia viva - Psi. La crisi è stata formalizzata da un azzardo che non ho condiviso, ma se prevalesse la logica del capro espiatorio quale alibi per non affrontare i nodi, imboccheremmo la strada sbagliata".

Anche il senatore a Vita, Mario Monti, ha espresso, nel suo intervento al Senato, voto favorevole alla risoluzione del governo.

"Le considerazioni tenute dal presidente del Consiglio mi inducono ad un orientamento positivo – ha detto -. È fondamentale un forte ancoraggio alla scelta di campo europeista in modo da realizzare, ancor più appieno, l'interesse nazionale.

È la risposta a certi sovranisti. Porto il mio voto libero e condizionato alle mie convinzioni sui singoli provvedimenti. Se mi convincono, non solo li voterò ma interverrò anche sulla opinione pubblica internazionale".

In aula anche la senatrice a vita, Liliana Segre. Un lungo applauso dei senatori ha salutato il suo ingresso nell'Aula di Palazzo Madama.

Molti senatori si sono alzati in piedi, così come tutti i rappresentanti del governo.

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