martedì 9 febbraio 2021

Diario di una crisi. Giorno 16. M5S: "Niente votazione sulla piattaforma ''Rousseau''. Salvini: "Incredibile"

 

Colpo di scena sulla sorte del governo Draghi. Lo scontro tra i Cinque Stelle ha portato Beppe Grillo a rinviare il voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau per evitare una spaccatura che può essere fatale al tentativo dell'ex presidente della Banca ventrale europea. 

“Per votare, aspettiamo che Draghi abbia le idee chiare, un pò di pazienza. 

Ho detto no alla Lega e lui mi ha risposto... non lo so, vediamo...”, ha detto Grillo nel video in cui definisce Draghi “un grillino”.

Ha stretto giro di boa è arrivata la replica di Salvini. “Incredibile Grillo - ha asserito -. 

Noi confermiamo il nostro atteggiamento costruttivo, responsabile, positivo e che ci porta a non parlare di ministeri e a non mettere veti”.

"Pensavo fosse un banchiere di Dio invece è un grillino". Ieri sera, come detto, è arrivato l'endorsement di Beppe Grillo a Mario Draghi e lo stop al voto degli iscritti. 

Il Garante del M5S, dopo la decisione di mettere su Rousseau la votazione sul governo guidato dall'ex governatore della Bce, è costretto a tornare a Roma e, a sorpresa, a partecipare nuovamente alle consultazioni con Draghi. 

Serve l'impronta del fondatore sul sì del Movimento al nuovo governo per piegare la trincea dei contrari, folta al Senato e tra gli attivisti. La decisione di affidarsi al voto agli iscritti, ha scatenato una guerra fratricida nel M5S che, secondo fonti parlamentari, ha innescato una tensione altissima tra Grillo e Davide Casaleggio, sebbene dall'Associazione Rousseau neghino qualsiasi attrito. 

Perfino il post con cui il capo politico ha annunciato ieri, poco dopo ora di pranzo, che il M5S avrebbe chiesto a Draghi quale fosse il perimetro politico della maggioranza, è finito sotto attacco da parte dell'ala pro-governo del Movimento, la più numerosa alla Camera e, probabilmente, anche al Senato. 

"Se vince il no su Rousseau qui facciamo la scissione al contrario - ha spiegato un big del gruppo a Montecitorio, facendo capire che i pro-Draghi avrebbero potuto anche non rispettare il voto "dell'intelligenza collettiva". 

Serve che Grillo ritorni in campo e in un video sottolinea alla base come Draghi abbia detto sì al reddito di cittadinanza e all'ambiente come pilastro del nuovo governo. Per votare su Rousseau chiede di aspettare. Serve, secondo i grillini, un altro segnale da parte del premier incaricato, che eviti la spaccatura. 

Un segnale che potrebbe avvenire, secondo un'interpretazione che circola nel Movimento, quando Draghi parlerà al Quirinale dopo il giuramento e dopo che avrà stilato la lista dei ministri del nuovo governo. Un governo nel quale Grillo e i vertici del M5S puntano dritti ai temi della transizione ecologica.

Il sì a Draghi da Berlusconi, Zingaretti, Salvini e delegazione M5S ha chiuso, ieri, il secondo giro di consultazioni del presidente incaricato che oggi vedrà le parti sociali.

Sulla strada di Mario Draghi l'unico stop è quello di Fratelli d'Italia. 


“Ha detto no alla flat tax – ha affermato Giorgia Meloni”.

Il segretario della lega, Matteo Salvini, invece, ha confermato piena apertura, anche sul fisco. “Non aumenta le tasse – ha dichiarato -. Chiediamo la pace fiscale”.

Svolta della Lega anche al Parlamento europeo con il sì al Recovery. 


Credito senza condizioni da Berlusconi, al ritorno in prima persona alle consultazioni. 


Il Pd non ha posto veti. “La Lega? – ha spiegato il segretario, Nicola Zingaretti -. Il perimetro del governo lo decide Draghi”.

(Fonte Ansa)

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