martedì 3 novembre 2020

Firmato il nuovo Dpcm. Tensioni con le regioni che chiedono di varare il provvedimento ristori insieme al decreto

 


Il premier ha firmato. Era mezzanotte quando è circolata la notizia del sigillo al nuovo Dpcm che entrerà in vigore domani. Il testo verrà pubblicato in mattinata in Gazzetta ufficiale, così come si saprà la classificazione delle regioni in base al rischio.

Rispetto alla prima bozza, circolata nel pomeriggio di ieri, c’è una novità.

I parrucchieri e i barbieri, dovrebbero restare aperti anche nelle zone rosse. In quelle arancioni chiusi bar, ristoranti, e stop allo spostamento tra regioni.


Nella zona rossa dovrebbero esserci Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige e Valle d'Aosta. In bilico la Campania.

In queste zone “è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori e gli spostamenti all'interno del territorio, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute. La didattica a distanza, scatterà già dalla seconda media, salvo le attività con minori disabili. Resteranno chiusi bar, pasticcerie, ristoranti, e tutti i negozi che non vendono beni essenziali. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, fino alle ore 22:00, la ristorazione con asporto, con divieto di consumare sul posto o nelle vicinanze. Restano aperti i negozi di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti. Cancelli aperti anche per le industrie. Nessuna serrata per farmacie e supermercati che saranno aperti al pubblico".

 Della zona arancione, dovrebbero farne parte Puglia, Sicilia, Liguria e probabilmente il Veneto.

"In questa area ci sarà un inasprimento delle regole rispetto alle zone verdi. Bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie resteranno chiusi sempre e non più solo dopo le ore 18:00. Sono salvi però parrucchieri e centri estetici. Dovrebbe essere vietato ogni spostamento in un Comune diverso da quello di residenza o domicilio, salvo comprovate ragioni di lavoro, studio, salute. Per il resto valgono tutte le regole delle zone verdi: 50 per cento di capienza sui mezzi pubblici, didattica a distanza integrale alle superiori, stop ai musei e coprifuoco dalle ore 22:00".

 Tutte le altre sono zone verdi.

Qui, le regole sono meno rigide ma comunque più restrittive rispetto al decreto dello scorso 24 ottobre. “Il "coprifuoco" scatta alle ore 22:00. Da quel momento, e fino alle ore 05:00 è vietato uscire di casa, salvo motivi di salute o lavoro. Alle scuole superiori, ci sarà la didattica a distanza al 100%.

Come trapelato ieri, l’impianto del Dpcm non è cambiato di molto. Nel trasporto pubblico, è prevista una capienza dimezzata: 50 per cento su bus, metro e treni regionali tranne per gli scuolabus. I centri commerciali saranno chiusi nel weekend e nei giorni festivi. Si fermano anche i musei, le mostre, le sale bingo.

 Bloccate le crociere, sospesi i concorsi pubblici, anche quello della scuola, con l'eccezione di quelli che riguardano il personale della sanità. Sarà consentito l'accesso ai parchi, sempre rispettando la regola del distanziamento di un metro.

Le Regioni, hanno chiesto al governo che la valutazione del rischio epidemiologico venga fatta in collaborazione con i dipartimenti di prevenzione regionali. L’esecutivo, ha promesso un "coinvolgimento".

Ritorna l’autocertificazione che dovrà comprovare che la persona in oggetto è in circolazione per motivi di lavoro, di salute e per necessità indifferibili.

Il testo nelle ultime ore è stato al centro di uno scontro con le Regioni. "Destano forti perplessità e preoccupazione - si legge nel documento, firmato dal presidente della conferenza delle regioni, Stefano Bonaccini - delle disposizioni che comprimono ed esautorano il ruolo e i compiti delle Regioni e delle Province autonome. Le Regioni, chiedono di varare il provvedimento ristori insieme al Dpcm, e ribadiscono la richiesta di univoche misure nazionali e, in via integrativa, provvedimenti più restrittivi di livello regionale e locale".

Pronta la risposta del governo. In una lettera inviata alle regioni dal ministro degli affari regionali, Boccia, e dal titolare della Salute, Roberto, Speranza, entrambi rispondono ai rilievi inviati sul Dpcm. “Sull'elaborazione dei dati – fa sapere l’esecutivo - decisiva per stabilire in quale fascia di rischio collocare una Regione, il decreto garantisce il coinvolgimento delle Regioni stesse. Non solo, infatti, i governatori partecipano alla cabina di regia sull'emergenza sanitaria ma nel Dpcm si precisa che il ministero della Salute emetterà le ordinanze di chiusura "sentiti" i presidenti delle Regioni. Il decreto – si legge nella missiva inviata ai governatori - sarà varato in settimana e le erogazioni saranno tempestive”.

(Fonte Ansa)


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