giovedì 12 novembre 2020

Emergenza Covid - 19. Ricciardi a Sky Tg 24: "Stiamo cercando di evitare un Lockdown nazionale"

 


"Stiamo cercando di evitare il Lockdown, ma non è scongiurato". È quanto ha asserito il consulente scientifico del ministero della Salute, Walter Ricciardi, in una intervista rilasciata, questa mattina, nell’approfondimento ‘’Buongiorno’’ su Sky Tg24.

Secondo Ricciardi, “servono altri dieci giorni per vedere l'effetto delle misure. In molte regioni la situazione sta peggiorando. In altre è stabile. Va invertita la curva. Alcune aree metropolitane in zona gialla per me sarebbero già zona rossa per la pressione sugli ospedali. A Napoli scene da guerra".

Ricciardi, analizza anche la situazione del Covid – 19 in Italia. "Siamo nella direzione giusta – continua - ma dobbiamo aspettare una decina di giorni. Le misure introdotte per dare degli effetti stabili, bisogna valutarle dopo due settimane. Non è scongiurato un nuovo Lockdown. In molte regioni, la situazione sta peggiorando. In altre è stabile. Va arrestato il peggioramento e invertire la curva. Solo quando ciò avverrà potremo trarre delle conclusioni, ma tutti stiamo cercando di evitare il lockdown nazionale".

Riguardo i numeri dell'emergenza, sui quali viene basata la classificazione delle aree in gialle, arancioni e rosse, secondo Ricciardi è necessario che "le regioni alimentino il sistema con dati esatti. Il sistema è migliorabile. Invece di 21 indicatori, se ne possono avere 4 o 5, monitorati giornalmente. È un obbligo morale e tecnico delle regioni – afferma Walter Ricciardn - dare dati tempestivi e di grande qualità. Soltanto così, prenderemo decisioni proporzionate e adeguate alla situazione delle regioni. Non credo ci sia malafede da parte delle regioni nella comunicazione dei dati, anche perché sarebbe un reato"

Il consulente scientifico del ministero della Salute ha, poi, ribadito di essere sicuro che alcune aree metropolitane di regioni in zona gialla “sono già, per me zona rossa. Lo dico sulla base della pressione sugli ospedali a me riferita da colleghi di quelle regioni. In certi casi – ha detto Ricciardi - gli ospedali e i pronto soccorso sono totalmente intasati. Non si riescono a curare né i pazienti Covid né quelli non Covid. Napoli l’avrei chiusa già 2 – 3 settimane fa. In città, va fatto un lockdown in cui si evitano scene di affollamenti e assembramenti che abbiamo visto sul lungomare, che sembrano normali perché molti interpretano la zona gialla come un liberi tutti e, nello stesso tempo, si dà fiato a quegli ospedali, in cui succedono cose veramente incredibili. Pazienti, assistiti nelle loro macchine con l'ossigeno, sono scene da guerra e questo non dovrebbe succedere in zone gialle".

Sul piano di distribuzione del vaccino anti-Covid, Ricciardi spiega che si sta lavorando. “Siamo in tempo. Alcuni Paesi hanno dei piani nazionali, perché la responsabilità è nazionale. Noi abbiamo le regioni e dobbiamo fare un piano che contemperi questa frammentazione e lo dobbiamo fare in maniera consensuale. C’è una squadra coordinata dal dottor Giovanni Rezza, che è il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, per elaborare il piano più adatto alla nostra realtà, che è appunto quella descritta”.

E sul vaccino antinfluenzale, Ricciardi tira le orecchie alla Lombardia. “Si è mossa tardi – ha affermato -. Ha fatto nove gare. L’ultima ad ottobre. Il vaccino antinfluenzale, va ordinato nella prima parte dell’anno, al più tardi entro maggio e soprattutto va ordinato in quantità adeguata alla situazione epidemiologica. Se ricordo bene la Lombardia ne ha ordinati poco più di due milioni di dosi per una popolazione di dieci milioni di abitanti con una popolazione fragile di tre milioni. È chiaro che la Lombardia è tecnicamente in condizioni di non poter dare tempestivamente ed efficacemente il vaccino neanche a quella parte di popolazione che ne necessita".

A tal riguardo, non si è fatta attendere la replica del governatore della Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo a Radio Rtl 102.5. “I vaccini per le fasce protette, per le quali esiste l'obbligo di vaccinazione ci sono: Le prime 800 mila dosi sono già state distribuite e presto verranno distribuite le altre. Abbiamo acquistato l'80% dei vaccini in più rispetto allo scorso anno, in previsione di una platea maggiore che avrebbe dovuto vaccinarsi”.


(Fonte Sky Tg 24)

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