mercoledì 4 novembre 2020

Emergenza Covid - 19. Rezza: "Trend in stabilizzazione ma su livelli elevati". Lombardia la regione più colpita. In Calabria 262 nuovi positivi. Da venerdì restrizioni nelle aree rosse e arancioni. Il premier parlerà alla Nazione questa sera alle ore 20:20

 


“Il trend sembra mostrare una certa stabilizzazione ma non sappiamo ancora se possiamo vedere gli effetti di alcuni provvedimenti presi, come il dpcm e alcune ordinanze regionali su uso continuativo delle mascherine di cui dovremmo iniziare a vedere effetti. Abbiamo avuto un forte aumento dei casi e adesso vediamo una stabilizzazione ma su livelli piuttosto elevati, ci auguriamo di vedere qualche segnale positivo". È quanto ha affermato il direttore del dipartimento prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, nell’ambito di una conferenza stampa sull’analisi dei dati epidemiologici da Covid – 19 in Italia.  Convocato, in un primo momento alle ore 16:00, l’incontro con i giornalisti si è tenuto intorno alle ore 17:00. Il Cts e il governo stanno ancora discutendo sugli ultimi dati pervenuti per delineare le varie aree territoriali in cui verrà suddivisa la Penisola.

 Ed è delle ore 18:48 la notizia che potrebbero scattare da venerdì le misure più restrittive nelle aree rosse e arancioni. E' quanto si è appreso da fonti del Ministero della salute.

Stabile la crescita dei contagi. Oggi, si sono registrati 30.550 nuovi casi, circa 2.000 più rispetto ieri, con 211.831 tamponi. 352 le vittime in 24 ore per un totale di 39.764.

"Le Regioni più colpite – ha affermato Rezza - sono Lombardia, Piemonte e Campania che registrano molti postivi. Sono regioni che, in termini di tasso di incidenza, sono piuttosto alte, più o meno al livello della Lombradia. L'incidenza, è elevata anche in Veneto mentre in Lazio vediamo un leggero incremento. Poi ci sono regioni più piccole come l'Umbria con 500 casi circa, che, in termini di incidenza sulla popolazione, è piuttosto elevata".

Nelle ultime 24 ore, in Lombardia si sono registrati 7758 casi positivi e 96 decessi. In Piemonte 3577 casi e 37 vittime e in Campania 4181 postivi in più rispetto a ieri con 15 decessi.

La Calabria che, da indiscrezioni, dovrebbe diventare anch’essa zona rossa, ha oggi 262 nuovi casi. I decessi salgono a 124.

Quali regioni sono in zona rossa è ancora in via di valutazione – ha dichiarato il prof Rezza -. È un combinato, disposto di criteri di incidenza e tendenza, valore Rt e 21 indicatori compresi quelli di resilienza, cioè su quanto il sistema è in grado di rispondere. Credo che l'applicazione di zone rosse da parte delle Regioni, a parti piccole del territorio, a livello subregionale sia un meccanismo del tutto praticabile. Diminuire l'afflusso ai Pronto soccorso e alle strutture ospedaliere è in questo momento assolutamente una priorità – ha proseguito Rezza - perché se è vero che la mortalità tende ad essere più bassa, quando aumentano i casi cresce il numero dei decessi dopo un pò di tempo. Con una patologia che, nella maggioranza dei casi, ha pochi sintomi bisogna ridurre il rischio di ingolfare le strutture ospedaliere. L'automatismo per la definizione delle zone rosse nelle quali introdurre restrizioni – ha detto Rezza - è già previsto anche nel Dpcm ma questo non vuol dire che sia tutto così facile. "L'RT è un indicatore di stima che arriva da modelli automatici ma da solo potrebbe essere anche fallace. Si deve vedere anche la resilienza e questo rende più sofisticato il meccanismo. Si tratta di un parametro che è un insieme di 21 indicatori compresi quelli di resilienza ed è su questo che si sta ragionando. Il numero di positivi sul numero di tamponi effettuati supera il 10% - ha concluso Rezza - quindi la proporzione di positivi sui test eseguiti è piuttosto elevata e questo è un segnale non del tutto buono".

(Fonte Ansa)

 

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