giovedì 19 novembre 2020

Emergenza sanitaria in Calabria. Sit in dei sindaci a Roma: "Vogliamo una buona gestione della sanità in Calabria"

Basta commissariamento e azzeramento del debito sanitario. Sono queste le richieste che i sindaci calabresi hanno messo sul tavolo del presidente del consiglio, Giuseppe Conte. “Occorre voltare pagina e restituire alla Calabria il governo della sanità”.

“Vogliamo una buona gestione della sanità in Calabria – ha detto Francesco Candia, presidente di Anci Calabria - Una sanità che sia all’altezza della Repubblica Italiana di cui siamo parte. Siamo qui a ribadirlo con le nostre fasce Tricolori”.

Da oggi pomeriggio, decine di sindaci calabresi, di tutti i partiti politici e provieniti da tutte le province, stanno manifestando a Roma. Sit in in Piazza Montecitorio, promosso dall’Anci regionale per richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione della sanità regionale e sul decennale commissariamento. Da poco il primo ministro è a colloquio con i sindaci dei comuni capoluogo, Falcomatà, Abramo, Limardo e Occhiuto, insieme al ministro della salute, Roberto Speranza.  

Secondo il primo cittadino di Cosenza, Mario Occhiuto, “non è importante il nome del prossimo commissario alla sanità, ma che la stessa ritorni ai calabresi”.


Per il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà,  “la  manifestazione è finalizzata a impostare un dialogo con le istituzioni. Siamo qui – ha affermato - per chiedere alle istituzioni un maggior coinvolgimento dei sindaci, dei territori e di quelle che sono le scelte del diritto alla salute dei calabresi. Il commissariamento non ha prodotto i risultati sperati. Chiediamo di essere coinvolti nelle scelte della sanità calabrese – ha dichiarato Falcomatà - e che il prossimo commissario abbia, in qualche modo, una scadenza e che la sanità calabrese possa essere restituita alle competenze che ha il governo regionale in materia.

Sono convinto – spiega il primo cittadino reggino – che una materia come quella della sanità debba essere competenza esclusiva dello Stato. Non ci possono essere venti sanità diverse nel nostro Paese, ancora di più con questo virus che ha scoperto le fragilità del sistema sanitario nazionale, aggravando quei sistemi che erano precari come al centro Sud, ma scoprendo anche le fragilità di sistemi migliori come pensavamo essere quello lombardo.

Il dialogo fra le istituzioni – ha aggiunto Falcomatà - è sempre quello che deve contraddistinguere ogni rappresentanza istituzionale e i sindaci. È bello sottolineare come 400 sindaci di diverse estrazioni partitiche e politiche abbiano trovato l’unità e l’unanimità in un momento storico nel quale si parla di politica in Calabria in senso negativo. Credo che questa manifestazione sia una rappresentazione unitaria dei sindaci”.


In merito è intervenuto anche il presidente della provincia di Cosenza, Franco Iacucci. “La Calabria – ha spiegato - non è in grado di autogestirsi riguardo il settore sanità. Anche in riferimento al problema dello scioglimento del Consiglio Regionale e a quello che è successo oggi, c’è molta precarietà. Non siamo pronti – prosegue Iacucci – ecco perché bisogna individuare un percorso, in cui il commissariamento è a tempo e deve avere due obiettivi: risolvere i problemi che ha la sanità in Calabria e dare la possibilità alla Regione di riorganizzarsi ed essere pronta ad assumere la titolarità di un settore importantissimo. Sulla Calabria bisogna accelerare e fare uno sforzo in più”.


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