sabato 16 gennaio 2021

Zona rossa in Sicilia. Musumeci: "Se tra 15 giorni la situazione non migliora chiuderò le scuole". In Fvg, il governatore Fedriga ha reso noto che lunedì le scuole non riapriranno

 

"Se tra due settimane le cose non dovessero cambiare, stabiliremo misure più restrittive e chiuderò anche le scuole primarie e le prime classi della media. Nessuno potrà impedircelo".

È chiaro il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, riguardo la zona rossa che scatterà nell'Isola da domani fino al 31 gennaio.

Come prevede il Dpcm, recepito dalla regione, le lezioni saranno in presenza negli asili nido, scuola dell'infanzia, primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado, mentre per le altre classi si continuerà con la didattica a distanza. Sono attualmente circa duemila i contagi giornalieri in Sicilia.

"Siamo una delle regioni con il più alto numero di contagi – ha ribadito Musumeci - ma siamo anche una delle regioni che ha fatto un'ottima campagna di vaccinazione e che ha utilizzato già tutte le dosi. Se continuiamo ad usare l'aspirina anziché il bisturi ci ritroveremo in primavera ad essere ancora chiusi".

Dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia, la situazione scuole non cambia. Il presidente, Massimiliano Fedriga, ha dichiarato all’Ansa che "lunedì le scuole non riapriranno".

Il riferimento è alla decisione di ieri del Tribunale amministrativo regionale che ha accolto il ricorso di alcuni genitori contro l'ordinanza regionale che disponeva la chiusura delle scuole secondarie di secondo grado fino alla fine di gennaio.

Secondo quanto si è appreso, il Governatore starebbe lavorando ad una nuova ordinanza che scongiura la decisione del Tribunale amministrativo e che potrebbe essere emessa già oggi.

Secondo indiscrezioni, la nuova ordinanza ricalcherebbe la precedente e disporrebbe nuovamente la chiusura degli stessi istituti scolastici fino al 31 gennaio.

Il governatore Fedriga, ha precisato che il provvedimento contro il quale è stato proposto ricorso seguiva "le indicazioni del comitato tecnico scientifico, favorevole alla didattica a distanza. “L’ho emesso – ha affermato – per salvaguardare la salute di tutti ed evitare la saturazione degli ospedali".

Fedriga, ha ricordato i dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità e dall’Inail, relativi al mese di dicembre, in cui risulta che "la fascia di popolazione più colpita è tra i 10 e i 19 anni, con una specifica e maggiore incidenza sugli adolescenti di età superiore ai 14 anni”.

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