giovedì 14 gennaio 2021

Emergenza Covid - 19. Il Cdm ha approvato il Dl sull'emergenza sanitaria. Istituzione zona bianca. Divieto di asporto dopo le ore 18:00. Proroga al 30 aprile dello stato di emergenza. Italia quasi tutta arancione da domenica prossima

 

Il Consiglio dei ministri ha approvato nella notte il testo con il nuovo decreto legge sull’emergenza Covid che fa da cornice alle regole che saranno in vigore a partire dal 16 gennaio.

Entro domani, il premier, Giuseppe Conte,  dovrà emanare un nuovo Dpcm arricchito di altre misure restrittive, come lo stop all’asporto dai bar dopo le ore 18:00 e la chiusura prorogata degli impianti da sci.

Ieri sera, la Camera dei deputati ha approvato, con 295 voti a favore, 220 contrari e sette astenuti, la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro della salute, Roberto Speranza, sul prossimo Dpcm e ha introdotto ulteriori disposizioni urgenti per il contenimento della diffusione del Covid -19.

Prorogato al 30 aprile lo Stato di Emergenza.

Da quanto si è appreso, da domenica prossima quasi tutta Italia dovrebbe diventare arancione.

Sono 9 le regioni e province autonome che saranno classificate arancione.

Tra esse, dovrebbe esserci anche la Calabria. Probabilmente, tre regioni, Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia, diventeranno zone rosse con misure più stringenti.

Dal 16 gennaio al 5 marzo, sono vietati gli spostamenti tra le regioni e le province autonome, salvo quelli “motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È, comunque, consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”.

Resta confermata la regola che consente a un massimo di due persone di andare a visitare amici o parenti una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 alle ore 22:00, oltre ai minori di anni 14 sui quali si eserciti la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”.

Qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale sono, comunque, consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia”.

Il nuovo decreto, istituisce anche la cosiddetta zona “bianca” nella quale gran parte delle misure restrittive vengono a cessare.

Qui si collocheranno le Regioni con uno scenario di “tipo 1”, con RT sotto l’uno, un livello di rischio “basso” e una bassa incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti.

In area “bianca” non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri per le aree gialle, arancioni e rosse, ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli.

Nelle stesse aree, possono comunque essere adottate, con Dpcm, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico. Sarà ministro della Salute, con una sua ordinanza, a individuare quali saranno queste regioni.

Per ciò che concerne i vaccini, istituita “una piattaforma informativa nazionale idonea ad agevolare, sulla base dei fabbisogni rilevati, le attività di distribuzione sul territorio nazionale delle dosi vaccinali, dei dispositivi e degli altri materiali di supporto alla somministrazione, e il relativo tracciamento.

“Su istanza della Regione o Provincia autonoma interessata – si legge nel testo del Dl – la piattaforma nazionale esegue, in sussidiarietà, le operazioni di prenotazione delle vaccinazioni, di registrazione delle somministrazioni dei vaccini e di certificazione delle stesse, nonché le operazioni di trasmissione dei dati al Ministero della salute.

Le prime tappe della campagna di vaccinazione sono chiare e definite: innanzitutto il personale sanitario, le Rsa e le persone dagli 80 anni in su.

“Si tratta di oltre 6 milioni di persone di cui più di 4 sono over-80 – ha affermato il ministro della salute, Roberto Speranza -. Aver scelto questa priorità rappresenta un tratto di umanità e civiltà profondamente giusto.

Non credo ci possano essere dubbi. Il  Ssn, tanto più in una grave emergenza, ha obbligo di tutelare innanzitutto il diritto alla salute a partire dai più deboli, che corrono più rischi di perdere la vita.

Siamo ragionevolmente fiduciosi – ha aggiunto Speranza – che un aumento delle dosi disponibili avverrà in tempi non lunghi, aspettiamo certi che Ema e Aifa non perderanno neanche un giorno nel loro lavoro. Vogliamo correre ma dobbiamo farlo nell’assoluta sicurezza, ecco perché dobbiamo dare agli scienziati tutto il tempo necessario”.

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