martedì 12 gennaio 2021

Recovery Plan. Arriva, questa sera, in Consiglio dei ministri il nuovo testo del piano per la ripresa.

 


Un piano in 171 pagine, 6 missioni, 47 linee di intervento e 4 tabelle. Il documento del Recovery Plan, promette di spendere subito 25 miliardi di euro per gli obiettivi individuati e aumenta le risorse per i capitoli, inerenti istruzione e digitale.

Ai 222,9 miliardi totali, 144,2 per nuovi interventi, imbarcando anche i fondi per la coesione, vengono poi aggiunti i soldi della programmazione di bilancio 2021/2026. Il totale sale, in questo modo, a 310 miliardi.

Da questa ingente somma di denaro, il governo si aspetta una "svolta per l'Italia nella programmazione e attuazione degli investimenti" per un Paese che intende essere protagonista del rinascimento europeo.

Tre gli assi strategici del progetto:

 digitalizzazione e innovazione;

transizione ecologica;

 inclusione sociale.

Tre sono anche alcune priorità trasversali a molti progetti sui quali il governo intende porre l'attenzione:

donne;

giovani;

Sud.

Un posto primario ha la sanità, alla quale vanno quasi 20 miliardi di interventi (19,72).

Rispetto alla prima stesura del Recovery, i cambiamenti sono molti. Aumentano, infatti, le risorse per il capitolo istruzione e ricerca, da 27,91 a 28,49 miliardi, e quelle per la digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, da 45,86 a 46,18 miliardi.

Non cambiano le somme cumulate degli altri capitoli:

68,9 miliardi per la Rivoluzione Verde e Transizione ecologica;

31,98 miliardi per le infrastrutture e per una mobilità sostenibile;

21,28 miliardi per l'inclusione e la coesione.

Attenzione anche all'agricoltura, cara alla ministra di Italia Viva, Teresa Bellanova. Difficile scorporare la cifra in un capitolo che parla anche di fonti energetiche come l'idrogeno, che ammonta in totale a 6,3 miliardi, gli stessi previsti nella prima bozza. Ma il piano prevede, comunque, di "rendere la filiera agroalimentare sostenibile – si legge nella bozza - preservandone la competitività. Implementare pienamente il paradigma dell'economia circolare".

Il capitolo famiglia compare con oltre 30 miliardi della programmazione di bilancio al 2026, volti a finanziare l'assegno unico a partire da quest'anno.

Rimane tutta da sciogliere, invece, la questione della governance. Nel testo solo poche righe.

"Il Governo – si legge ancora nella bozza - sulla base delle linee guida europee per l'attuazione del Piano, presenterà al Parlamento un modello di governance che identifichi la responsabilità della realizzazione del Piano stesso, garantisca il coordinamento con i ministri competenti, a livello nazionale, e gli altri livelli di governo, monitori i progressi di avanzamento della spesa".

Viene, poi, indicato il contesto nel quale il governo utilizzerà le risorse che serviranno a rilanciare la crescita.

Il Piano, verrà accompagnato da una serie di riforme per "rafforzare l'ambiente imprenditoriale, ridurre gli oneri burocratici e rimuovere i vincoli che hanno rallentato gli investimenti". 

In particolare la riforma della giustizia e quella dell'Irpef con "la riduzione delle aliquote effettive sui redditi da lavoro, dipendente ed autonomo, in particolare per i contribuenti con reddito basso e medio - basso, in modo da aumentare il tasso di occupazione, ridurre il lavoro sommerso e incentivare l'occupazione delle donne e dei giovani".

(Fonte Sky Tg 24)

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