giovedì 28 gennaio 2021

Crisi di governo. Consultazioni al Colle. Fornaro (Liberi e Uguali): "Si ad un Conte Ter"


 Sono riprese alle ore 16:45 le consultazioni al Quirinale.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto la delegazione ‘’Liberi e Uguali’’ alla Camera,  composta da Federico Fornaro e Rossella Muroni.

“L’Italia ha bisogno di responsabilità istituzionale e coesione sociale – ha affermato Fornaro -. 

Abbiamo indicato al presidente la nostra disponibilità a proseguire la nostra esperienza di governo con il presidente Conte”.

A breve, alle ore 17:30, l'incontro con Italia Viva. Alle 18:30, sarà la volta del Partito democratico.

Emergenza Covid - 19. Fondazione Gimbe: "La curva sta scendendo lentamente"

 

Continua la lenta discesa delle curve relative ai dati della pandemia in Italia, crollano le forniture nel primo trimestre per quanto riguarda i vaccini e ci sono diseguaglianze regionali su tutti i fronti.

Sono i focus principali rilevati dalla Fondazione Gimbe nel monitoraggio relativo alla settimana 20-26 gennaio in cui si registrano gli ultimi effetti del decreto Natale.

Secondo il report di Gimbe, tutti i numeri sono in calo, compresi quelli ospedalieri, anche se i ricoveri e le terapie intensive rimangono sopra la soglia di saturazione in 5 e 6 regioni.

Le analisi indipendenti di Gimbe sui dati ufficiali della campagna vaccinale, evidenziano notevoli differenze regionali: nella distribuzione delle dosi, nel completamento del ciclo vaccinale e, soprattutto, nelle priorità di somministrazione, con il 22,3% delle dosi destinato a personale non sanitario, categoria formalmente non prevista dal piano.

Nella settimana 20-26 gennaio 2021, rispetto alla precedente, c’è stata una riduzione dei nuovi casi (85.358 vs 97.335).

Scendono anche i casi attualmente positivi (482.417 vs 535.524), i ricoveri con sintomi (21.355 vs 22.699) e le terapie intensive (2.372 vs 2.487); lieve calo dei decessi (3.265 vs 3.338)

Rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

Decessi: 3.265 (-2,2%);

Terapia intensiva: -115 (-4,6%);

Ricoverati con sintomi: -1.344 (-5,9%);

Nuovi casi: 85.358 (-12,3%);

Casi attualmente positivi: -53.107 (-9,9%). 

"Tutte le curve - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - continuano questa settimana la loro lenta discesa, ancora grazie agli effetti del decreto Natale, destinati tuttavia ad esaurirsi a breve"

L'incremento percentuale dei casi si riduce in quasi tutte le Regioni. Negli ospedali, nonostante l'ulteriore discesa di ricoveri e terapie intensive, l'occupazione da parte di pazienti Covid continua a superare in 5 Regioni la soglia del 40% in area medica e in 6 Regioni quella del 30% delle terapie intensive, attestandosi a livello nazionale rispettivamente al 34% e al 28%.

Per quanto riguarda i vaccini, "oltre ai noti ritardi di consegna da parte di Pfizer - dichiara Renata Gili, responsabile Gimbe Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione - AstraZeneca ha comunicato alla Commissione europea una riduzione della fornitura stimabile fino al 60% nel 1  trimestre, mentre CureVac non potrà consegnare entro marzo le 2,019 milioni di dosi previste dal Piano vaccinale, visto che lo studio di fase 3 è stato avviato solo il 14 dicembre".

Di conseguenza, al netto di ritardi di consegne, entro il 31 marzo 2021 il nostro Paese dovrebbe disporre di 16,557 milioni di dosi, di cui 8,749 milioni da Pfizer-BioNTech e 1,346 milioni da Moderna e 6,462 milioni da AstraZeneca. Il piano vaccinale originario, prevedeva invece circa 28 milioni di dosi.

"Con queste disponibilità - continua Cartabellotta - solo il 14% della popolazione potrà completare le due dosi del ciclo vaccinale, ma non prima della metà o addirittura della fine di aprile, ovviamente previa autorizzazione condizionata del vaccino di AstraZeneca che potrebbe essere soggetto a limitazioni per i soggetti di alcune fasce di età con conseguente necessità di rivedere le priorità del piano vaccinale

Inoltre, occorrerà una notevole reattività della macchina organizzativa, visto che la maggior parte delle dosi non arriverà prima di metà febbraio. Sulla distribuzione regionale dei vaccini, Fondazione Gimbe sottolinea che si rilevano notevoli differenze regionali difficilmente spiegabili solo sulla base dei criteri utilizzati in questa prima fase per la consegna

Per quanto riguarda le somministrazioni: al 27 gennaio, hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 270.269 persone, con marcate differenze regionali: dallo 0,16% della Calabria allo 0,70% del Lazio.

Inoltre, le analisi indipendenti della Fondazione Gimbe sui dati ufficiali rilevano che ben 350.548 dosi sono state somministrate a "personale non sanitario", una fascia non prevista dal Piano vaccinale che per questa prima fase individua tre categorie prioritarie:

operatori sanitari e sociosanitari;

personale ed ospiti delle Rsa.

Il "personale non sanitario" ha beneficiato di quasi un quarto delle dosi finora somministrate con enormi differenze regionali che in certi casi superano il 30%: Provincia Autonoma di Bolzano 34%, Liguria 39%, Lombardia 51%. 

"Se da un lato una parte del personale non sanitario risulta essenziale per il funzionamento di ospedali ed altre strutture sanitarie - spiega Cartabellotta - dall'altro i numeri riportati dal Piano vaccinale per operatori sanitari e socio sanitari (1.404.037) corrispondono a tutti gli iscritti agli albi professionali, più gli operatori socio-sanitari.

Questo evidenzia una discrepanza tra numeri previsti dal Piano e le diverse policy vaccinali attuate dalle Regioni”.

"La Fondazione Gimbe chiede al Commissario straordinario all'emergenza e al ministero della Salute di:

mantenere costantemente aggiornato il numero delle forniture previste dal Piano vaccinale;

chiarire ufficialmente l'entità delle forniture di AstraZeneca per il primo trimestre 2021;

ridefinire a livello nazionale i criteri di inclusione nella categoria operatori sanitari e socio sanitari, rivedendo di conseguenza i numeri del Piano Vaccinale;

rendere pubblici i criteri per la consegna delle dosi alle Regioni.

"In questa fase molto critica della pandemia - conclude Cartabellotta - è fondamentale che le poche dosi di vaccino disponibili siano utilizzate per proteggere chi lavora in prima linea con i pazienti e le persone più fragili, come previsto dal Piano vaccinale. Un obiettivo che, ad un mese dall'avvio della campagna vaccinale, è già stato parzialmente disatteso con inaccettabili diseguaglianze regionali, agevolate dall’assenza di un'anagrafe vaccinale nazionale”.

(Fonte Sky Tg24)

Emergenza Covid - 19. L'Ue ha prolungato gli aiuti fino al 31/12/2021

 

La Commissione europea ha deciso di prolungare fino al 31 dicembre 2021 lo schema temporaneo di aiuti di Stato messo in piedi lo scorso marzo per sostenere le economie durante la pandemia.

Il sostegno - ha detto la vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager - continuerà ad avvenire attraverso sovvenzioni dirette, vantaggi fiscali, garanzie statali sui prestiti, prestiti pubblici agevolati alle imprese, come avvenuto finora. L'impatto del Covid è ancora forte, dobbiamo agire velocemente per gestirlo".

Intanto, la Germania ha chiesto regole più rigorose nelle raccomandazioni della Commissione sulla stretta dei viaggi.  

“Per contenere il Covid – ha affermato la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson - si dovrebbero evitare viaggi non essenziali, ma penso che non dovremmo prendere misure troppo drastiche.

Le restrizioni ai viaggi, non devono ostacolare la ripresa economica e un sistema sanitario ben funzionante".

Domani il monitoraggio settimanale dell'Iss. L'Italia cambia colore. La Basilicata potrebbe diventare ''Zona Bianca''


 In base agli ultimi dati, la Basilicata  potrebbe essere la prima "bianca" d'Italia nel giro di un mese. Per il momento, però, dovrebbe restare ancora gialla.

Altre regioni, quando si sapranno domani i dati del monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità, si apprestano a cambiare colore: tra queste Veneto, Emilia Romagna e Calabria, che potrebbero diventare gialle.

In base alle norme attuali, non si può migrare dalla zona rossa all’arancione o dall’arancione alla gialla prima di due settimane.

Domani, venerdì 29 gennaio, usciranno i nuovi dati del monitoraggio Iss che indicheranno i cambi di colore. 

In zona rossa, ci sono la Sicilia e la Provincia autonoma di Bolzano. Negli ultimi giorni, i dati sono in miglioramento in entrambi i territori e portano ad indicare un possibile cambio colore verso l'arancione. Ma in base all’interpretazione ministeriale dei 14 giorni, potrebbero restare rosse.

La Provincia Autonoma di Bolzano, in zona rossa, starebbe, infatti, andando verso una stretta ulteriore, nonostante l'Rt in flessione.

Il governatore, Arno Kompatscher, ha annunciato che firmerà un'ordinanza che prevede da domenica la chiusura di bar e ristoranti.

L’Umbria, in zona arancione, è in bilico tra il restare in area di rischio medio alta o passare in zona rossa, dato che il valore dell'Rt sfiora 1 e registra un rischio complessivo alto per la terza settimana consecutiva.

La Puglia, in zona arancione, potrebbe essere una delle regioni a non cambiare colore perché non ha registrato grandi flessioni dell'indice Rt.

La Liguria, con Rt medio sotto 1 e rischio complessivo basso, è tra le maggiori candidate a passare dalla zona arancione alla zona gialla, ma tra altri 7 giorni in base all'ordinanza sui 14 giorni.

Il Veneto è una delle regioni candidate, grazie alla diminuzione dell'Rt nelle ultime settimane, a passare dalla zona arancione a quella gialla. Il territorio si trova in arancione dall'8 gennaio, a differenza della Liguria che è in livello di rischio medio alto dal 15 gennaio.

Anche Emilia Romagna e Calabria potrebbero diventare gialle.

Le regioni gialle sono Campania, Basilicata, Molise, Toscana e la Provincia autonoma di Trento.

Per entrare in zona bianca, dove potrebbe andare prossimamente la Basilicata, secondo le regole fissate dall’ultimo Dpcm bisogna avere un Rt inferiore a 1 e soprattutto un’incidenza settimanale della malattia inferiore a 50 casi per 100mila abitanti nella settimana.

In questa zona sarà consentito qualsiasi spostamento e sarà possibile riaprire ogni attività: palestre, musei, piscine, teatri, bar e ristoranti senza limitazioni. Bisognerà solo continuare a praticare il distanziamento e indossare la mascherina.

Anche se Lombardia, Lazio, Piemonte, Val d’Aosta, Liguria, Marche, Friuli Venezia Giulia, e Abruzzo, che sono in arancione dal 15 gennaio, la scorsa settimana avevano dati da giallo, anche se la flessione dovesse essere confermata potrebbero restare in arancione perché non sono ancora passati i 14 giorni, stabiliti dall'ordinanza, di permanenza a un livello di rischio inferiore.

Intanto, Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna, oltre alla provincia autonoma di Bolzano, sono le aree italiane in rosso scuro nella mappa dei contagi da Covid-19, appena pubblicata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, aggiornata al 28 gennaio.

I colori dell'Unione europea per il Covid sono cinque: verde, arancione, rosso e grigio, a cui si è aggiunto il rosso scuro.

(Fonte Sky Tg24)

Crisi di governo. Renzi: "E' venuto il tempo di seguire la Costituzione, di affidarsi al Capo dello Stato e di parlare con il linguaggio della verità davanti al Paese".

 

"Dopo settimane in cui si sono tentate improbabili soluzioni personali è finalmente venuto il tempo di seguire la Costituzione, di affidarsi al Capo dello Stato e di parlare con il linguaggio della verità davanti al Paese. La verità, non le veline. La politica, non il populismo".

È quanto scrive Matteo Renzi nell'enews alla vigilia delle consultazioni.

"È un momento difficile e delicato – dice Renzi - ma sono felice di sentire forte come non mai il vostro supporto".

Nell’Enews, il leader Italia Viva, condivide il suo video di ieri in cui spiega che stiamo andando a sbattere “su economia, vaccini e scuola. Ecco perché – afferma - è questo il momento di cambiare.

Sono sette minuti, lo so, lunghissimo per i tempi di oggi. Ma vi chiedo di farlo girare. Siamo totalmente esclusi dalla comunicazione di alcune testate - lamenta l'ex presidente del Consiglio -. Possiamo contare solo sul tam tam.

Se potete, fate girare il video, condividetelo, è importante. Nessuno dice nulla, ma siamo davanti a uno scandalo costante".

Crisi di governo. Gruppo misto al Senato al Colle. De Petris: "Andare avanti con il premier, Giuseppe Conte". Emma Bonino: "No ad un Conte Ter". Gruppo Maie: "Reincarico a Conte"

 Si è concluso al Quirinale l'incontro tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il Gruppo Parlamentare Misto del Senato della Repubblica

"Abbiamo, con molta chiarezza, indicato al Capo dello Stato il nome di Giuseppe Conte - ha dichiarato Loredana De Petris -. 

Riteniamo indispensabile e necessario costruire intorno a lui, rinforzare la maggioranza e allargarla su temi molto chiari per portare a compimento il Recovery fund.

È necessario per il Paese che Conte possa continuare in Unione europea il lavoro importante che è stato fatto e ha prodotto cambiamenti.

Con Italia Viva confronto ma non dipendenza. Il nostro giudizio sull'affidabilità di Iv è abbastanza critico - ha spiegato De Petris -. Non possiamo essere alla mercé di posizioni poco chiare e poco collegate all'azione di governo. 

Bisogna garantire la stabilità senza continue contrattazioni".

Al Quirinale anche i componenti del Gruppo Misto del Senato della Repubblica "+ Europa - Azione" e del gruppo Misto della Camera dei deputati "Azione - + Europa- Radicali italiani".

Emma Bonino è stata molto chiara. 

"No ad un Conte Ter. Serve una maggioranza politica solida. Siamo disponibili ad un confronto su maggioranza Ursula".

Anche il gruppo Maie alla Camera a colloquio con Mattarella. "Sosteniamo reincarico a Conte. Maie e Cd - ha detto Antonio Tasso - seguono un percorso per il sostegno a Conte. Ci stiamo confrontando e potrebbe esserci la convergenza per la formazione di un gruppo unico alla Camera. Le interlocuzioni con Tabacci e Fusacchia ci sono, vanno avanti e sono molto proficue". 

Antonio Merlo, per il gruppo Europeisti-Maie-Cd al Senato  ha reso noto che "continua il dialogo per allargare la maggioranza. Il nostro gruppo non vuole sostituire nessuno, né fare una corsa ai conti. 

Abbiamo due punti fondamentali. Crediamo nell'europeismo e vogliamo che si continui con questa linea politica. Il nostro punto di riferimento è il premier Conte".

Per Schullian, bisogna sostenere "un governo europeista. Abbiamo manifestato al presidente Mattarella una generale preoccupazione per una crisi che non ci voleva. 

Come componente delle minoranze linguistiche - precisa  - auspico la formazione di un governo stabile con maggioranza solida. Per noi è essenziale che sia un governo europeistico, con una sensibilità molto alta per le autonomie e le minoranze linguistiche".

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Crisi di governo. Consultazioni al Quirinale. Gruppo ''Per le autonomie'': "Ok a Conte Ter"

 

Questa mattina, il primo gruppo a salire al Colle è stato quello ‘’Per le autonomie’’.

"Abbiamo una preferenza per un eventuale Conte Ter - ha detto Julia Unterberger al termine dell'incontro Quirinale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella -.  

Abbiamo avuto una buona esperienza con Conte che ci ha sempre dato una mano.

Pensiamo sia un punto di equilibrio tra tutti i partiti che formano questo governo e senza di lui è difficile avere una stabilità".

Ha vinto lo Stato. Ha vinto l'Italia. Abbiamo vinto tutti noi.

  30 anni di latitanza. 30 anni di misteri, depistaggi, ombre sul latitante più ricercato al mondo. Questa mattina, all’alba, in una clinica...