domenica 12 gennaio 2014

I miei articoli su telegiornaliste.com "Buoni propositi post feste''

Ritornare in palestra, rimettersi a dieta, stop ai dolciumi. Questi i propositi post Natale.
In effetti, alla fine delle festività, rimane, in noi, quel senso di appagamento addominale, direi, tipico delle grandi abbuffate di Natale, Santo Stefano e fine anno. Una miriade di leccornie che hanno coronato il periodo più magico dell’anno e fatto da cornice a tavole imbandite di prelibatezze.
Gonfiore, difficoltà di digestione e senso di pesantezza generale sono l’eredità classica degli eccessi con il cibo, a volta accompagnati da quel chilo o due in più. Ma la domanda è d’obbligo, soprattutto per le donne. Come tornare rapidamente in forma?
La ricetta, per fortuna, è semplice e non richiede grossi sacrifici. Si parte da un’alimentazione leggera  e depurativa, concentrata su alcuni cibi capaci di aiutare l’organismo ad eliminare le tossine in eccesso e recuperare la forma fisica.
Prima regola: Ricominciare da una giusta alimentazione, partendo dalla prima colazione, arricchita da fibre e cereali. Una regolarità aiuta il fisico a ripristinare il regolare ritmo di vita sana.  
Altra regola fondamentale è quella di variare il menu di pranzo e cena con tanta verdura, frutta, pesce, formaggi leggeri, carne bianca senza eccedere nei condimenti.
Insomma. Una dieta sana per smaltire le calorie in eccesso, senza dimenticare il movimento sano che aiuta la mente e il corpo a ristabilirsi, dopo tanta beltà di piatti della tradizione nostrana.
Una buona ora di palestra serve a mantenersi in forma e ristabilire l’equilibrio fisico perfetto per giungere, nel periodo estivo, senza rinunce e in pieno benessere.
Maria Cristina Saullo

sabato 11 gennaio 2014

Addio ''Uomo di Pace''

 Erano le 13:30 circa. Un 11 gennaio mite, con la brezza del mare che ti circuisce e riempie di piccoli scampi di un inverno che sembra l'inizio della primavera.
 La tavola era ancora imbandita. Io, la mia mamma e il mio papà stavamo per accingersi a prendere il caffè in sala da pranzo. La televisione accesa. Il Tg era alle battute finali. Ad un tratto, ultime news. Le agenzie di stampa avevano ,da poco, battuto la notizia della morte dell’ex premier israeliano, Ariel Sharon. Era in coma dal 4 gennaio del 2006 in seguito a un ictus. Aveva 85 anni.
L’annuncio del’avvenuto decesso è stato dato dalla radio dell’esercito, citando la sua famiglia. Le sue condizioni, si erano aggravate negli ultimi giorni, quando i medici avevano avvertito che i suoi organi vitali stavano cedendo in seguito ad un blocco renale dovuto ad un’infezione cronica.
Una vita in prima linea quella di Sharon. Non è facile descriverla.
Parliamo di un leader, un potente della terra, la cui storia non potrà mai essere cancellata.
Era un uomo di guerra che, però, voleva essere ricordato come “uomo di pace”.                      
La sua lunga vita inizia nel 1928 in un villaggio ebraico della Palestina.
All’età di 20 anni, Sharon rischia di non vedere la nascita dello Stato di Israele per una grave ferita riportata a Latrun, in una battaglia con la Legione giordana. Ma nel 1953 è già in prima linea, alla guida dell’Unità 101, incaricata dal premier, David Ben Gurion, di compiere azioni di ritorsione alle incursioni dei fedayn palestinesi.
Questa è la svolta. Inizia l’ascesa di Ariel Sharon prima nei parà, poi nei carristi. Nel 1967, anno che tutti ricordano per la guerra dei ‘’Sei Giorni’’, combatte nel Sinai, dove con le sue manovre disorienta 16 mila soldati egiziani. Nel ’73, poi, è di nuovo nel Sinai.
Il suo humus politico lo porta a schierarsi con la destra. È, infatti, suo il progetto del Likud, la fusione di tutte le liste della destra nazionalista. Compagine, questa che lo porta, nel ’77, a vincere le elezioni, diventando, nell’81 ministro della difesa.
Nel 1982, marcia su Beirut, da dove espelle Arafat. A settembre, è storia, il mondo assiste al massacro di Sabra e Shatila, dove migliaia di palestinesi furono massacrati da falangisti libanesi in una zona di Beirut. Sharon è sotto accusa. Per questo, è costretto ad abbandonare il ministero della Difesa, accettando incarichi ministeriali secondari fino alla sfida del 2001 con il laburista, Ehud Barak. Sharon vince e stringe i territori in una cortina di ferro e fa erigere la barriera di sicurezza.
Gli anni si susseguono uno dopo l'altro. Nel 2005, Sharon cancella 25 insediamenti ebraici dalla Striscia di Gaza espellendo 8 mila coloni. A questo punto, il Likud si spacca. Allora Sharon, insieme a Shimon Peres, fonda Kadima, di orientamento centrista che avrebbe dovuto procedere nel disimpegno israeliano anche in Cisgiordania, dopo un’auspicata vittoria alle politiche del gennaio 2006. Ma il malore del 4 gennaio mette fine ai suoi progetti.
Sono passati otto anni da quel giorno. Sharon non è stato dimenticato. Ora non resta che augurargli di riposare e vegliare da lassù il suo Paese, al quale ha dato tanto.

Cristina Saullo

martedì 7 gennaio 2014

Frasi e pensieri di un uomo il cui humus è l'umanità. E' il mio grande e unico Papà...

Con Papa Francesco nulla sarà più come prima. Chiara la scelta di fraternità per una Chiesa del dialogo, non contaminata dalle logiche e dalle tentazioni del potere temporale” “Uomo dei poveri e lontano dalla Curia. Fraternità e voglia di dialogo le sue prime parole concrete: forse nella Chiesa nulla sarà più come prima. Il nostro auspicio è che il pontificato di Francesco, il Papa che ‘viene dalla fine del mondo’ possa segnare il ritorno della Chiesa-Parola rispetto alla Chiesa- istituzione, promuovendo un confronto aperto con il mondo contemporaneo, con credenti e non

“Il gesuita che è vicino agli ultimi della storia , ha la grande occasione per mostrare al mondo il volto di una Chiesa che deve recuperare l’annuncio di una nuova umanità, non il peso di un’istituzione che si arrocca a difesa dei propri privilegi. Bergoglio conosce la vita reale e ricorderà la lezione di uno dei suoi teologi di riferimento, Romano Guardini, per il quale non si può staccare la verità dall’amore”. “La semplice croce che ha indossato sulla veste bianca ,lascia sperare che una Chiesa del popolo ritrovi la capacità di dialogare con tutti gli uomini di buona volontà e con la Massoneria che, come insegna l’esperienza dell’America Latina, lavora per il bene e il progresso dell’umanità, avendo come riferimenti Bolivar, Allende e José Martí, solo per citarne alcuni. E’ questa la ‘fumata bianca’ che aspettiamo dalla Chiesa del nostro tempo”.


Mario Saullo

venerdì 27 dicembre 2013

I miei articoli su telegiornaliste.com "Laura Dekker: il mare la sua passione"

Una piccola grande donna. Lo sport, la sua passione più grande. Il mare, il suo habitat naturale. Una simbiosi indicibile per una giovane temeraria e forte che ha sfidato la natura con caparbietà e contro tutto e tutti.
Si tratta di Laura Dekker, classe 1995, velista olandese tedesca, naturalizzata neozelandese, ad oggi la più giovane donna ad aver effettuato la circumnavigazione del mondo in solitaria.
Una storia incredibile, quella di Laura, fin dalla nascita. Nasce, infatti su una barca nel porto di Whangarei, in Nuova Zelanda, da genitori, esperti marinai, impegnati in un viaggio attraverso l'oceano Indiano e il Pacifico. Qui, Laura trascorse i primi quattro anni della sua vita.
Poi, a sei anni Laura, per il suo compleanno, ricevette la sua prima barca, modello Optimist, con la quale iniziò a navigare, apprendendo, da sola, le tecniche di navigazione. A 10 anni, le fu regalato un natante più grande che battezzò Guppy, con il quale la ragazzina effettuò lunghe navigazioni in solitaria, durante le vacanze scolastiche, nel Wattenmeer e nel Mare del Nord. Nel 2009 compì una traversata in solitaria da Maurik, porto fluviale nei pressi di Wijk bij Duurstede, fino a Lowestoft nel Regno Unito, dove fu fermata dalle autorità locali che contattarono il padre e gli chiesero di riaccompagnarla al ritorno.
Nell'agosto 2009 Laura annunciò, in un'intervista, il progetto di un giro del mondo in solitaria della durata di due anni. Decise, quindi, di partire a bordo di Guppy. Il viaggio doveva procedere in direzione est, partendo dall'Olanda e toccando Portogallo e Indonesia, per poi passare il Canale di Suez, il Golfo di Aden e le coste della Somalia, o circumnavigare l'Africa. Subito dopo avrebbe attraversato l'oceano Pacifico, per poi passare il Canale di Panama e attraversare l'Atlantico.
La decisione di Laura Dekker di effettuare il giro del mondo in solitaria suscitò ben presto aspre polemiche. Sua madre e le autorità di Wijk bij Duurstede si opposero al progetto, ricorrendo all'Ufficio Affari dei Minori, che diede mandato a un tribunale di esprimersi a riguardo. La sentenza stabilì l'affido forzato della ragazza ai genitori, con divieto quasi assoluto di allontanarsi dal suo domicilio.
Il 18 dicembre 2009 un membro della famiglia Dekker denunciò la sparizione di Laura alla polizia olandese. Si scoprì che la giovane, prima di sparire, aveva prelevato un’ingente somma dal suo conto corrente in banca. Ciò fece ipotizzare che Laura fosse partita, complicando ancora di più le sue ricerche. Per fortuna, dopo qualche giorno Laura fu ritrovata sull'isola caraibica di Sint Maarten, nelle Antille Olandesi.
Nel 2012, a soli 16 anni, Laura Dekker, ha, comunque, coronato il suo sogno approdando a Saint Martin, l'isola delle Antille olandesi dalla quale era partita il 20 gennaio 2011. Nel suo viaggio in solitaria, a bordo del suo «Guppy», ha percorso 27 mila miglia nautiche. Un’impresa eccezionale.
 Maria Cristina Saullo

mercoledì 11 dicembre 2013

Auguriiiii...


Buone Feste
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I miei articoli su telegiornaliste.com "Maria Callas. I 90 anni della divina"

La sua ugola d’oro riecheggia ancora nella mente di ognuno; quella passione intensa verso il canto è parte della storia della musica mondiale.

Maria Callas, l’icona della lirica: una donna che ha saputo coinvolgere ed emozionare il suo pubblico, che continua ad inebriarsi con la sua voce.

La Divina, il cui vero nome era Cecilia Sophia Maria Anna Kalogheròpoulos, il 2 dicembre scorso avrebbe compiuto 90 anni; 90 anni di un mito che continua ad essere omaggiato in ogni dove non solo per il suo essere ma, soprattutto, per la grande professionalità, la musicalità e la capacità di recitare. Qualità indiscusse, insieme al fascino, alla sua eleganza, i suoi amori ed al fatto di essere parte integrante di quello che oggi chiamiamo gossip: sono noti, infatti, i suoi grandi amori verso Aristotele Onassis e Pasolini.

Per onorare la sua carriera nei giorni scorsi è stato pubblicato, in versione deluxe, un doppio cd-dvd intitolato Maria Callas At Covent-Garden 1962 & 1964; e molte sono state anche le iniziative organizzate nel Bel Paese per ricordarla, da Milano a Roma, da Torino a Cosenza; manifestazioni che hanno voluto impreziosire, con la musica di qualità, il panorama culturale nostrano.

Nella città meneghina è stato proiettato il secondo atto della Tosca di Puccini, suo ultimo trionfo, mentre l’Hotel Quirinale della capitale le ha intitolato la suite nella quale era solita soggiornare durante le sue esibizioni al teatro dell’Opera.

Importante una dichiarazione di Patti Smith che, tempo fa, ha dichiarato di aver imparato a cantare il rock anche grazie a Maria Callas, alla sua espressività: «In lei – ha affermato Smith - vedevo qualcuno capace di rendere leggero, di innalzare e assieme rendere profondo ciò che cantava, mi arrivava la sua fragilità e la sua potenza».

Parole emblematiche che racchiudono il senso della vita di una donna che ha donato tanto alla musica e alla storia.

Maria Cristina Saullo

Ha vinto lo Stato. Ha vinto l'Italia. Abbiamo vinto tutti noi.

  30 anni di latitanza. 30 anni di misteri, depistaggi, ombre sul latitante più ricercato al mondo. Questa mattina, all’alba, in una clinica...