venerdì 31 ottobre 2014
Considerazioni a cuore aperto...
La posizione delle donne all’interno della massoneria è complessa, ma al tempo stesso, è affascinante e ricca di sentimento e contenuti.
Ciò che il genere femminile può esprimere, all’interno della fratellanza, è qualcosa di inscindibile dagli stereotipi che vedono la donna un po’ in disparte rispetto all’uomo.
Sfatato il dubbio. Nei giorni scorsi, a Scalea, si è tenuto un simposio, incentrato sul ‘’Ruolo della donna nella massoneria universale’’. Il primo convegno internazionele, organizzato dalla serenissima gran loggia nazionale italiana degli antichi liberi accettati muratori palazzo del sacramento, ha visto la presenza di personalità di spicco, provenienti da Italia, Brasile, Messico, Stati Uniti, e Argentina. Il clou del meeting sabato, 25 ottobre, quando, al tavolo dei relatori, moderati da Erminia Chizzoniti, hanno preso la parola, Maximo Calderon, Ana Cristina Azevedo, Fernando Rucci, Ennio Proietto, Juana Maria Delgadillo, Gloria E. Sabito, Maurizio Insana, Franco Galiano, Elisabetta Cimino e Benjamin Sabito. Un ruolo fondamentale, quello della donna, che si ispira ai principi di libertà, tolleranza, legalità, rispetto degli altri e di sé stessi.
La trasparenza, prima di tutto. Il grande desiderio di esprimese se stesse, ha portato le relatrici e i relatori del meeting ad addentrarsi in quel senso di beltà e umiltà che solo la donna sa trasmettere. Un confronto aperto e leale per far capire che quella sorta di ‘’melograno’’ che appartiene all’umanità, può portare i piccoli chicchi a rigenerarsi di luce propria per il benessere altrui.
Ed è proprio questo l’humus della Massoneria. Il donarsi agli altri con amore. L’aiutare chi ne ha più bisogno. Trasmettere quella speranza, tanto amata dal nostro Papa che ci ripete sempre: “Non perdete mai la speranza’’. Ed è proprio nel suo esempio che dobbiamo continuare a camminare, nell’assoluto rispetto della legge e delle regole, alla base del vivere quotidiano.
martedì 28 ottobre 2014
giovedì 22 maggio 2014
Non si dimentica...
Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina.
Sono Passati 22 anni. 23 maggio del 1992. 19 luglio 1992
Oggi, come ieri, un ricordo indelebile di quei giorni vissuti con dolore e rabbia per delle morti inspiegabili. Avvenimenti che hanno toccato le nostre coscienze e le nostre anime, ma che, nel contempo, ci hanno insegnato a vivere e operare onestamente, nella piena trasparenza e nella più totale dedizione alla ''legalità''...
Cristina Saullo
lunedì 19 maggio 2014
I miei articoli su telegiornaliste.com "Helena Costa. Il calcio nella sua semplicità"
La Francia in rosa. Lo sport transalpino affidato ad una
donna. A volte basta poco per sfatare un tabù; in questo caso è il calcio a
farla da padrone; nessuna distinzione tra generi, ma un connubio che va a
perfezionare quella professionalità che solo il genere femminile sa
sprigionare.
Helena Costa, allenatrice portoghese, è il primo
commissario tecnico donna ad allenare una squadra di calcio francese. Nella
Ligue 2 è un periodo storico molto importante: per la prima volta, infatti, la
giovane 36enne allenerà in un club professionistico, il Clermont.
Ex del Benfica, Qatar e Iran con le nazionali femminili,
Helena Costa si è immersa nel calcio maschile professionistico «per realizzare
un sogno - come lei stessa ha affermato - un dream per tutte le allenatrici e
un senso di appagamento senza eguali. È un traguardo storico per lo sport. Sono
felice per quello che sta accadendo. Era il mio obiettivo».
Un curriculum di tutto rispetto quello della Costa.
Laureata in scienze sportive alla Facultad de Motricidad Humana de Lisboa, la
giovane ha lavorato anche con il Celtic, come scout e analista di avversari.
Una donna caparbia e grintosa, consapevole di un lavoro
estenuante, ma gratificante. A lei sono arrivati, infatti, gli auguri del
presidente dell’Uefa e della Fifa.
Una storia, la sua, che
l’ha proiettata negli albori della cronaca sportiva, riscuotendo successo,
nella consapevolezza che lo spogliatoio non sarà per lei una barriera. Non ha
dubbi.
Maria Cristina Saullo
lunedì 12 maggio 2014
lunedì 5 maggio 2014
I miei articoli su telegiornaliste.com "Elizabeth Peters. Una scrittrice appassionata"
È famosa per aver scritto una serie di racconti,
incentrati sulla figura dell’ereditiera, appassionata di archeologia, Amelia
Peabody.
Elizabeth Peters, scomparsa lo scorso agosto, è molto
conosciuta in Italia per i suoi romanzi, ambientati in Egitto.
Il suo primo lavoro editoriale, pubblicato nel nostro
Paese con il titolo La sfida della mummia, è il primo libro in cui appare
Amelia Peabody; personaggio emblematico, che caratterizza un ciclo di 17
episodi, tutti ambientati in Egitto tra la fine dell’800 e l'inizio del ‘900.
La sua avventura comincia quando decide di andare nella
terra dei faraoni, insieme ad un’amica. Qui, troverà l’amore e, nello stesso
tempo, diventerà un'archeologa e una famosa detective. Ed è proprio in queste
aree del Mediterraneo più suggestive e amate al mondo che la protagonista
immaginaria di Elizabeth Peters investigherà nell’area della città perduta di
Amarna, gestita da Walter e Radcliffe Emerson, due fratelli archeologi.
Con quest'ultimo, nasceranno dei disguidi e delle
divergenze che, in seguito, si tramuteranno in amore. Poi, Walter sposerà
Evelyn, la ragazza inglese incontrata da Amelia prima di partire per l’Egitto,
vittima della truffa di due criminali che la protagonista del romanzo
smaschererà.
Una trama avvincente, ricca di suspense e lucidità nel
raccontare vicende che si intrecciano tra loro in una cornice da favola.
Maria Cristina Saullo
mercoledì 23 aprile 2014
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