lunedì 26 ottobre 2020

Ci vuole unità. Basta diseguaglianze. Basta liti.

 


Ho come l’impressione che si stia perdendo la bussola. È come se la via maestra abbia preso una direzione diversa e si sia smarrita. 

Ricordate il primo canto dell’inferno? La prima sestina recita così:

“Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura ,ché la diritta via era smarrita. Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura!”

Ecco. La selva oscura è quel tunnel, alla fine del quale non si riesce a vedere la luce. 

Percepisco paura e questo faccio fatica ad accettarlo.

Vorrei che le istituzioni, ai più alti livelli, ribadissero il concetto di UNITA’. 

È un momento difficile e cosa accade? Di tutto e di più. Sono giorni che assistiamo, soprattutto in Tv e sui giornali, a scambi di accuse tra i politici, invettive tra il sindaco di Napoli e il governatore della Campania. Parole, parole, parole che non fanno bene ad alcuno.  Le stesse, hanno un peso in questo delicato periodo storico. Possono essere dei macigni che sarà difficile sgretolare in futuro.

Anche nell’esecutivo nazionale ci sono fibrillazioni. Chi è d’accordo con il nuovo Dpcm e chi minaccia di andare via dal governo in netto disaccordo sulla linea intrapresa dal premier e dai suoi ministri.

Lungi da me entrare nel merito delle decisioni assunte dai più alti vertici dello Stato, ma una cosa sento di doverla esternare.

Ad oggi, non noto differenze dal mese di marzo. Ho l’impressione di vedere un film dell’orrore che ha provocato tanti incubi l’inverno scorso. Notti insonni, passate davanti alla Tv che snocciolava dati e numeri di decessi, positivi, sintomatici, asintomatici etcccccccc..........

Ricordo quando, in primavera, si parlava di una probabile seconda ondata del Covid – 19. Dovevamo essere più preparati. Sono settimane che assistiamo ad un incremento dei contagi in tutta Europa. In Francia si stanno sfiorando i 100 mila casi.

E noi cosa abbiamo fatto? Ci siamo fatti trovare impreparati. Sembra di essere su una nave che, in mezzo alla nebbia, sta navigando a vista e questo non ce lo possiamo permettere. Non è possibile un nuovo lockdown generale.

Allora che fare? Dobbiamo rispettare le regole? Facciamolo. Dobbiamo mettere la mascherina, distanziarci, igienizzare le mani continuamente, proteggere i nostri cari? Facciamolo. Ma il lavoro no. C’è gente che ha investito fior di quattrini per adeguarsi alle norme anticovid. Commercianti, ristoratori, gestori e proprietari di palestre, bar cinema teatri e tutte quelle categorie, chiuse da oggi fino al 24 novembre, si vedono nuovamente sul lastrico. Arriveranno i ristori da parte del governo, ma basteranno? Ci sono petizioni e richieste di aiuto. Bisogna ascoltare il grido di allarme di queste persone che manifestano in maniera ‘’PACIFICA’’. 

Le lacrime di quel commerciante di Napoli che abbiamo visto tutti qualche giorno fa, intervistato da una collega di Sky Tv24, sono anche le nostre. L’ho scritto ieri e lo ribadisco: siamo l’Italia. Abbiamo esportato la nostra cultura  e intelligenza in tutto i mondo. Facciamo vedere che siamo un popolo unito e rispettoso. Lo dobbiamo a noi stessi. La disuguaglianza non giova a nessuno. Alimenta solo odio e rancore.

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