mercoledì 21 ottobre 2020

Ci risiamo.... Il Covid ripiomba nelle nostre vite


L'incubo ritorna. Eccoci ripiombati nella seconda ondata di un virus cinico, subdolo che sta condizionando le nostre vite. Ne usciremo mai? Credo di si. Voglio essere positiva, ma i dati sono allarmanti. 
Bisogna attuare le tre semplici regole di vita:
1) indossare la mascherina anche all'aperto;
2) Mantenere le distanze;
3) Igienizzare continuamente le mani.
E' semplice. Se riusciamo ad essere ligi, sono sicura ne usciremo anche questa volta.

Di seguito, posto i numeri odierni, riferiti alla Lombardia, la regione più colpita. 

Nel primo pomeriggio la notizia, battura dall'Ansa. Sono oltre 4000, per l'esattezza 4126, 1858 solo a Milano, i nuovi positivi registrati oggi in Lombardia, a fronte di circa 36 mila tamponi eseguiti. 

Dei nuovi positivi,, circa 300 sono ricoverati in reparti, specializzati per la cura del Covid. Circa 10 in più sono i pazienti, ricoverati in terapia intensiva. Se ritorniamo indietro nel tempo e, precisamente al 21 marzo scorso, erano 3251 i positivi, con un numero esiguo di tamponi processati.


Da domani, giovedì 22 ottobre, in tutta la Lombardia scatterà il coprifuoco dalle ore 23:00 alle ore 05:00 del mattino. "Sono consentiti solo gli spostamenti - si legge nell'ordinanza - motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o di urgenza, ovvero per motivi di salute, in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza e autodichiarazione per certificare gli spostamenti". 

Ecco l'Ordinanza:

Il Ministro della Salute, di Intesa con il Presidente della Regione Lombardia 

VISTI gli articoli 32, 117, comma 2, lettera q), e 118 della Costituzione; 

VISTO l'art. 47-bis del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, che attribuisce al Ministero della salute le funzioni spettanti allo Stato in materia di tutela della salute umana; 

VISTA la legge 23 dicembre 1978, n. 833, recante «Istituzione del Servizio sanitario nazionale» e, in particolare, l'art. 32; 

VISTO l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, in materia di conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali; 

VISTO il decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante «Misure urgenti per contrastare l'emergenza epidemiologica da COVID-19» ed in particolare l'art. 2, comma 2 e l’art. 3, comma 1; 

VISTO il decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 14 luglio 2020, n.74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19»; 

VISTO il decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83 recante “Misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 deliberata il 31 gennaio 2020” che proroga fino al 15 ottobre lo stato di emergenza e le misure di contenimento dell’epidemia di cui ai decreti-legge 25 marzo 2020, n. 19 e 16 maggio 2020, n. 33; 

VISTO il decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, recante «Misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID19 e per la continuità operativa del sistema di allerta COVID, nonché per l’attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020”; 

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 ottobre 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 13 ottobre 2020, n. 253; 

VISTO Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 ottobre 2020 recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 18 ottobre 2020, n. 258; 

VISTE le delibere del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, del 29 luglio 2020 e del 7 ottobre 2020 con le quali è stato dichiarato e prorogato lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili; 

VISTA la dichiarazione dell’Organizzazione mondiale della sanità dell’11 marzo 2020 con la quale l’epidemia da COVID-19 è stata valutata come «pandemia» in considerazione dei livelli di diffusività e gravità raggiunti a livello globale; 

CONSIDERATI l’evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e l’incremento dei casi sul territorio nazionale; RILEVATO che, in base al report di monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità (ISS) del 16 ottobre 2020, la Regione Lombardia è classificata a rischio moderato; 

CONSIDERATO che: - in base al quotidiano monitoraggio dei casi COVID-19 e dei relativi ricoveri, si evidenzia dall’inizio di ottobre 2020 una crescita continua a livello regionale dei contagi, pur in presenza di un significativo incremento delle capacità di testing, con valori RT per ricovero ospedaliero calcolato dall’ISS per la settimana 5-11 ottobre 2020 pari a 1.68 e che per la settimana 12- 18 ottobre 2020 si stima un dato in aumento; - il dato di casi medi giornaliero è stato di 708 per la settimana 5-11 ottobre 2020 (266 la settimana precedente) ed è di 1964 per il periodo 12-18 ottobre; - il numero complessivo degli attualmente positivi è 26634, di cui 1136 in regime di ricovero non in terapia intensiva (l’8 ottobre 2020 erano 361) e 113 in terapia intensiva (l’8 ottobre scorso, 41); - per il periodo 12-18 ottobre 2020 l’incidenza media giornaliera a livello regionale è di 16,4 casi ogni 100.000 abitanti per la Regione Lombardia; 

CONSIDERATO che la “Commissione indicatori Covid-19 RL”, costituita con D.G.R. 3243/2020 per la valutazione degli indicatori individuati nel decreto del Ministro della salute del 30 aprile 2020 con il mandato conseguente di segnalare l’eventuale profilarsi di situazioni di rischio di aumentata diffusione della malattia che configurino la necessità di interventi limitativi, anche a valenza locale, ha evidenziato che al 31 ottobre – secondo la curva degli ultimi giorni - è plausibile che ci siano mediamente 594 (range da 434 a 815) ricoverati in terapia intensiva e fino a 4000 ricoveri non in terapia intensiva; 

CONSIDERATO pertanto che il trend dei contagi fa ritenere necessaria l’adozione di misure urgenti restrittive specifiche, finalizzate al contenimento del contagio, con particolare riguardo alla fascia oraria notturna che può determinare nei contesti sociali un allentamento sull’osservanza del rispetto delle misure di prevenzione dal contagio, con rischi di assembramento e inosservanza del distanziamento interpersonale; 

RITENUTO necessario adottare il presente provvedimento che, comportando misure limitative delle libertà personali di circolazione, rendono opportuna la condivisione dell’autorità sanitaria nazionale e dell’autorità sanitaria regionale nonché il concorso attivo degli organi statali preposti al controllo sull’osservanza delle misure stesse; 

SENTITI in data 19 ottobre 2020 i sindaci dei Comuni capoluogo della Città metropolitana e delle Province che si sono espressi favorevolmente in ordine all’adozione di una misura nei termini indicati nel presente provvedimento; 

D’INTESA con il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, il Sindaco di Como Mario Landriscina, il Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, il Sindaco di Lodi Sara Casanova, il Sindaco di Lecco Mauro Gattinoni, il Sindaco di Mantova Mattia Palazzi, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Sindaco di Monza Dario Allevi, il Sindaco di Pavia Fabrizio Fracassi, il Sindaco di Varese Davide Galimberti, il Sindaco di Sondrio Marco Scaramellini, il Presidente di Anci Lombardia Mauro Guerra e il Presidente di UPL Vittorio Poma; 

VISTA la nota del 20 ottobre 2020 con la quale il Presidente della Regione Lombardia, in ragione della peculiare situazione epidemiologica esistente sul territorio e di quanto evidenziato nel predetto incontro del 19 ottobre 2020, rappresenta la necessità di adottare misure maggiormente restrittive, ai sensi dell'art. 2, comma 2, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19; emana la seguente ordinanza: 

Art. 1 (Limitazioni agli spostamenti in orario notturno) 1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID – 19, su tutto il territorio della Regione Lombardia, dalle ore 23.00 alle ore 5.00 del giorno successivo sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza. 2. La sussistenza delle situazioni che consentono la possibilità di spostamento incombe sull’interessato. Tale onere potrà essere assolto, producendo un’autodichiarazione ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445. 

Art. 2 (Disposizioni finali) 1. Le disposizioni della presente ordinanza producono i loro effetti dalla data del 22 ottobre 2020 e sono efficaci fino all'adozione di un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e, comunque, fino al 13 novembre 2020. 2. Il mancato rispetto delle misure di cui alla presente ordinanza è sanzionato, secondo quanto previsto dall’art. 4 del decreto-legge n.19/2020. 3. La presente ordinanza è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (BURL) e nel portale internet della Regione Lombardia, pagine dedicate all’emergenza sanitaria Corona Virus – COVID 19. 

Il Ministro della Salute Roberto Speranza Il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana Atto firmato digitalmente ai sensi delle vigenti disposizioni di legge



In merito, è intervenuto anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. "Noi - ha dichiarato ai microfoni di Radio Deejay - siamo qua per cercare di trovare delle soluzioni, perché se la pandemia si scatena in una grande città l'effetto è dirompente. Tutto, ciò - ha affermato - per dire che la situazione è, oggettivamente, grave. Io, non posso stare qui a girarmi dall'altra parte. Bisogna fare le cose con buonsenso".

 


Intanto, nel pomeriggio, la notizia che il reparto di cardiologia dell’ospedale Sacco di Milano è stato svuotato dei pazienti a causa di un focolaio di Covid. Da quanto si è appreso, diversi operatori sanitari e ricoverati sono risultati positivi al tampone del coronavirus. Tra loro, un medico, 20 infermieri e 5 pazienti. "Tutto risale a una quindicina di giorni fa - ha detto il direttore sanitario del nosocomio Lucia Castellani - con un nostro dipendente che ha avuto sintomi. Siamo abbastanza certi che la fonte del contagio sia esterna all’ospedale. Abbiamo chiuso l’accettazione di Cardiologia. I cinque pazienti del reparto che hanno contratto il virus - ha aggiunto Castellani - sono stati trasferiti a Malattie infettive. Gli altri, sono in sorveglianza sanitaria. Gli ambienti vengono sanificati regolarmente. L'auspicio è che il cluster si possa chiudere nel giro di pochi giorni con i controlli al termine delle quarantene".

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