venerdì 11 dicembre 2015

I Complimenti del Consorzio Pro Loco Riviera dei Cedri al Comune di Buonvicino, alla locale Pro Loco e al Parco Nazionale del Pollino per la valorizzazione delle aree interne e montane

L’undicesima edizione di Rapsodia D’autunno in programma a Buonvicino venerdì 11 dicembre avrà come momento saliente la consegna del prestigioso Premio Nazionale Ippolito Cavalcanti a Vito Teti, professore di Antropologia Culturale presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria. Una cerimonia prevista durante il convegno ‘ Cibo: Cultura, Sapori e Simboli nel Mezzogiorno d’Italia’ inserito all’interno di una rassegna che prevede degustazioni di piatti della tradizione, vino locale e dolci tipici, mercatino, esibizione di gruppi musicali e rappresentazioni della Natività. Venerdì 11 alle ore 19:00 nel Museo Arti Gusto Buonvicino si terrà il convegno a cura di Vito Teti dedicato alla cultura, ai sapori e ai simboli del cibo nel Sud della nostra Nazione e ci sarà la consegna del Premio Nazionale Ippolito Cavalcanti realizzato dal maestro orafo Domenico Torto. Il convegno, moderato dalla giornalista Marianna De Luca, dopo i saluti iniziali del Sindaco di Buonvicino, Ciriaco Biondi, prenderanno parte Domenico Pappaterra, Presidente del Parco Nazionale del Pollino, Antonello Grosso La Valle, Presidente del Consorzio Pro Loco Riviera dei Cedri, Ernesto Astorino, Consigliere con delega alla Cultura e Antonella Biondi, Presidente della Pro Loco Buonvicino. Alle 20:30 nella piazzetta San Ciriaco e nel Centro storico il via della serata gastronomica dedicata a Ippolito Cavalcanti con degustazioni di antiche ricette rivisitate dagli chef Salvatore Benvenuto e Giuseppe Greco. Durante la serata si esibirà il gruppo Bashkim Etnofolk. Alle ore 21:30 inaugurazione della mostra permanente ‘Venite Adoremus’ con le sculture di Angelo Aligia a rappresentare la Natività. L’evento è organizzato dal Comune di Buonvicino e dalla Pro Loco Buonvicino, con il contributo economico del Parco Nazionale del Pollino. Il Consorzio Pro Loco Riviera dei Cedri nella persona del Presidente Antonello Grosso La Valle esprime i complimenti al Comune di Buonvicino, alla Pro Loco Buonvicino e al Parco Nazionale del Pollino. Il Presidente Antonello Grosso La Valle dichiara: è necessaria la valorizzazione delle aree interne e montane e sicuramente Buonvicino rappresenta un’area dove la sinergia dei vari organismi ha determinato una programmazione nelle diverse forme di attrazione “ sentieri naturalistici - ecologici, Festa Patronale di San Ciriaco, Percorso museale, Artigianato locale e prodotti tipici, il modello di ospitalità attento ai prodotti del territorio, all’ambiente e alla cultura dei luoghi appunto l’albergo diffuso, un Turismo nella direzione della sostenibilità con una strategia che guarda all’attivazione di partenariati locali e alla programmazione dello sviluppo rurale. In sintesi, le aree interne e quelle montane continuano a segnalare, specie nell’attuale crisi, una difficoltà socioeconomica, e soprattutto demografica, anche se le attività agricole evidenziano delle tendenze positive, grazie a strategie di attività e specificità territoriali ( prodotti tipici, allevamento, agricoltura biologica, turismo rurale ecc…). La Giornata Internazionale della Montagna ha le sue radici nel 1992 con l’adozione del capitolo 13 dell’Agenda 21 in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo. L’obiettivo della Giornata Internazionale della Montagna è il far crescere una maggiore consapevolezza sullo sviluppo sostenibile delle aree montane e della loro importanza per la salute ecologica del territorio e il benessere delle persone. Si è puntato dunque a sensibilizzare i diversi soggetti in un maggiore impegno nel ruolo dello sviluppo sostenibile, indicando alle comunità montane un ruolo di protagoniste per le azioni che riguardano e promuovono direttamente strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. L’aver trascurato questi habitat non ha soltanto avuto ripercussioni sulle comunità che vi abitano, ma sta avendo ricadute negative su ogni abitante della città; alle comunità montane bisogna dare specifici strumenti, migliorare le loro condizioni di vita dal momento che esse nel corso dei secoli hanno sviluppato metodi di gestione del territorio resistenti ai rischi, e far sì che esse diventino i veri custodi e gestori delle montagne invece di essere costretti ad abbandonarle per la città.

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