venerdì 10 luglio 2015

Ad Maiora Semper....

Ho appena finito di leggere un libro che mi ha affascinato. Mi ha riportato indietro negli anni. Quegli anni vissuti in una caserma dei carabinieri. La mia casa, la mia famiglia, il mio essere donna al servizio della collettività anche se faccio un lavoro diverso. Sono una giornalista (disoccupata al momento). Il volume, mi è stato prestato da una signora splendida, molto gentile, con la quale disquisiamo spesso su cosa vuol dire essere militari dell’arma nell’anima. Il libro si chiama ‘’Il Basco Rosso’’, scritto, in maniera brillante, da Alessandra D’Andrea. Fiumi di parole e frasi semplici che scorrono in maniera fluida e immergono il lettore in un universo ricco di sensi inebrianti. Scorrendo le pagine, si scopre la vita di uomini addestrati a resistere nei territori più impervi e nelle situazioni più difficili, nella consapevolezza di dover adempiere ad un compito che per loro è una missione. Sono i “Cacciatori di Calabria”. I carabinieri dello squadrone eliportato, di stanza a Vibo Valentia. Continuando a leggere, mi sono immersa nella loro storia e nei sentimenti che li accompagnano nel loro lavoro contro i sequestri, il narcotraffico, l’espandersi della ‘ndrangheta. “Si tratta di uomini che operano nell’ombra. Lì li ho conosciuti e lì li ho lasciati – ha affermato l’autrice, romana, studiosa del fenomeno delle mafie -. Quello dei “Falchi” è uno di quei reparti su cui, ieri come oggi, vige il massimo riserbo. Nel mio libro non troverete, quindi, rivelazioni su indagini, operazioni o catture eccellenti. Piuttosto l’obiettivo è avvicinare i cittadini e i giovani all’Arma dei Carabinieri. Il mio lavoro rappresenta l’anello di congiunzione tra i militari e noi tutti, per una maggiore partecipazione civile, soprattutto in questo delicato momento storico, dove è evidente la mancanza di punti di riferimento”. Si…. Punti di riferimento. Chi come me, è cresciuta con il senso del dovere, il rispetto totale delle leggi e della legalità sa che solo avendoli può continuare ad operare con onestà, quella con la ‘’O’’ maiuscola, per creare un futuro migliore. Quando ho finito di leggere il libro, mi sono resa conto di essere ripiombata in un mondo che mi appartiene. È nel mio Dna. Sentirsi carabiniere nel cuore. Essere consapevoli di cosa vuol dire il sacrificio, l’abnegazione, il senso del dovere e dello Stato può farci diventare cittadini migliori. Basta volerlo. Non ho scelto di nascere e crescere in un ambiente militare, ma devo dire “GRAZIE PAPA’”’ per avermi insegnato ad essere quella che sono.

M.C.S.


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