martedì 2 ottobre 2012

''Liberi''...

"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buocostume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni".
 L'articolo 21 della costituzione italiana parla chiaro. 
E' l'humus di ogni operatore della comunicazione e, in quanto tale, nostro pane quotidiano. Agire con correttezza e professionalità, adeguandosi ai dettami della nostra Magna Carta è fondamentale, così come attenersi alla deontologia professionale.
Non voglio entrare nel merito della bagarre mediatica di queste ultime settimane, ma mi preme sottolineare un concetto, per me, inscindibile.
Fare il giornalista, significa essere al servizio della collettività. Esercitare questa professione, vuol dire immedesimarsi nella notizia ed essere il più obiettivo possibile. L'umiltà, deve essere il carattere distintivo di tutti coloro i quali decidono, come me, di fare del giornalismo una missione, al servizio degli altri. Una passione da tramandare. Bisogna continuare a poter manifestare liberamente il proprio pensiero, mantenendo la giusta via che è quella della verità.

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