venerdì 9 gennaio 2015

LETTERA APERTA ALL’AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA DEL COMUNE DI SCALEA: BASTA TASSE!!!

“L’Amministrazione controllata del Comune di Scalea non può e non deve applicarea pioggia tributi per risanare i conti ed appianare un bilancio in rosso facendolo ricadere esclusivamente sulle spalle dei contribuenti.
L’ultimo mese dell’anno appena trascorso ed in questi giorni stanno giungendo nelle case degli scaleoti e di quelli non residenti, solleciti di pagamento molti dei quali riferiti anche al 2009. Non solo, la stessa amministrazione nella seduta straordinaria del 30 settembre 2014 ha approvato, con la delibera n. 56, le nuove tariffe per il servizio idrico integrato per il 2014 aumentandole del 24,60%.
Un fatto senza precedenti che la dice lunga sul modo fin troppo chiaro scelto ed applicato da questa amministrazione, giunta al Comune a seguito delle vicende scandalose della precedente giunta arrestata interamente.Municipalità e Cittadinanza, pur riconoscendo le giuste motivazione che indussero a commissariare l’ente, non può disattendere le lagnanze dei cittadini sempre più emarginati, frustrati, in preda a lacerazioni, divisioni e scontri sociali.
Siamo anche consci che se ciò potesse essere utile a garantire i servizi sociali, oltre che ad offrire opportunità di lavoro, saluteremmo i sacrifici con spirito di servizio sapendo che il fine giustifica i mezzi. Il problema serio e drammatico è che qui si parla solamente di tasse e balzelli che vanno ad incidere unicamente sulle famiglie già provate e massacrate da Tasi, Tari, Imu e così via, senza alcuna logica o migliorie e benefici per la città, in perfetto stile burocratese.
Pertanto, attraverso la stampa, chiediamo un incontro con il Commissario Straordinario affinchè ascolti le ragioni del nostro disappunto che giungono direttamente dal popolo.Se questo stato di cose proseguirà, MeC è pronta a scendete in piazza proclamando una giornata di protesta cittadina, perché il compito che si prefigge ogni componente del mondo politico ed amministrativo di un società civile che si rispetti è quello di stare vicino alla gente, alle attività produttive, agli esercenti commerciali, alle famiglie, ai pensionati, ascoltando e raccogliendo i timori, gli umori, le aspettative e le difficoltà dell’intera comunità, non certo l’applicazione intransigente e pedissequa di provvedimenti e decisioni che probabilmente se ne potrebbero fare a meno”.

Il Segretario Nazionale di MeC

Francesco Saverio Di Lorenzo

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