venerdì 17 novembre 2017

Nessun senso di pietà

Giovanni Falcone, Francesca Morvillo,  Paolo Borsellino, Pippo Fava, Boris Giuliano, Giuseppe Russo, Claudio Traina, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina, Piersanti Mattarella, Rocco Chinnici, Cesare Terranova, Salvatore Borlotta, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro, Ninni Cassarà, Mauro De Mauro, Emanuele Basile, Gaetano Costa, Pio La Torre, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Pino Puglisi, Beppe Alfano, Peppino Impastato, Enzo Fragalà..................................................
L'elenco è lunghissimo. Sono solo alcuni dei nomi che porto nel cuore e che non dimenticherò mai.
Sono le VITTIME INNOCENTI DELLA MAFIA.
 Non riesco a provare, per la morte di Riina, quel sentimento di pietas che si deve a chi non c'è più.
E' da questa mattina che mi rimbombano in testa le parole pronunciate dalla moglie di Vito Schifani dal sagrato della cattedrale di Palermo, durante i funerali del giudice Falcone, della moglie e degli agenti della scorta. (Schifani ne faceva parte): "Io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio se avete il coraggio di cambiare, ma loro non cambiano".
Parole che riassumono tutta l'angoscia, il dolore straziante che, anche a distanza di anni, mi provoca una stretta al cuore.
Intere famiglie sono state distrutte da una furia disumana senza senso.
Bimbi che non hanno potuto giocare con il proprio papà, che non hanno ricevuto da lui un abbraccio e un sorriso.
 Uomini e donne che non sono riusciti proseguire nei loro affetti più cari, nei loro interessi quotidiani, che non sono riusciti a stare vicini ai propri figli, alle proprie mogli, ai propri nipoti.
Ho vissuto quei momenti. Ricordo chiaramente tutto.
Quando sono stata l'ultima volta a Palermo, sono voluta andare in via Carini a rendere omaggio al sacrificio del generale Dalla Chiesa, in via Notarbartolo ad appendere un biglietto ad un ramo dell'albero piantato dinanzi il portone di casa del giudice Falcone, in via D'Amelio e a Capaci.
 L'immagine dei giudici Falcone e Borsellino dai quali ho imparato e continuo ad imparare tanto è sempre limpida nella mia mente, così come l'insegnamento di colui che mi ha generato e al quale non smetterò mai di dire ''Grazie" Papà................................
Cammino, quotidianamente, sulle loro gambe!





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